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Hiroo Onoda – Non sa che la guerra è finita, rimane nella giungla fino al 1974

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I giapponesi sono famosi per il loro onore, che non esitano a proteggere nemmeno con la morte. Il soldato giapponese Hiroo Onoda non è stato da meno: inviato nelle Filippine nel 1944 con l’ordine di combattere, di non arrendersi mai al nemico né suicidarsi, è rimasto nascosto nella giungla per 30 anni rifiutando di credere che la guerra fosse finita. 

Hiroo Onoda

Hiroo nasce nel 1922 in giappone, in una famiglia appartenente a un’antica classe di samurai. A 17 anni comincia a lavorare, ma a 18 viene chiamato alle armi.

Viene addestrato come ufficiale dell’intelligence e nel 1944 viene mandato sull’isola filippina di Lubang con l’ordine di impedire qualsiasi attacco nemico. La madre, prima della partenza, dà al figlio una spada per potersi suicidare in caso venisse fatto prigioniero. Hiroo però ha ricevuto ordini chiari: non deve arrendersi né suicidarsi.

Nascosto nella giungla

Hiroo parte nel dicembre 1944 e una volta sull’isola si stabilisce in un nascondiglio ricavato da una grotta su una montagna insieme ad altri 3 soldati.

La guerrà finirà ufficialmente meno di un anno dopo, con la resa del Giappone nel settembre 1945, ma i 4 non lo sanno.

Il governo giapponese sa che nelle Filippine ci sono ancora molti soldati giapponesi che non sanno della fine della guerra e manda alcuni aerei che fanno cadere dei volantini dove annunciano che la guerra è finita.

Anche Hiroo e i suoi compagni vedono uno di questi volantini, ma pensano che sia solo un trucco del nemico e rimangono nel loro nascondiglio. A volte qualche abitante del villaggio o la polizia si avvicina al loro nascondiglio e i 4 soldati rispondono con il fuoco a qualsiasi cosa che li faccia sentire minacciati.

Nel 1949 uno dei 4 soldati, Yuichi Akatsu, si separa dal gruppo e rimane solo 6 mesi prima di arrendersi, nel 1950, alle autorità Filippine.

Nel 1952 vengono fatte cadere sull’isola altri volantini e foto di famiglia dei soldati per convincerli a uscire e arrendersi, ma i 3 superstiti pensano di nuovo a un trucco del nemico.

Gli scontri con gli abitanti dell’isola

I soldati devono uscire dal nascondiglio per procacciarsi il cibo e spesso si ritrovano faccia a faccia con gli abitanti dei villaggi vicini, comprensibilmente spaventati dalla loro uniforme e dalle loro armi.

Nel 1954 Shoichi Shimada viene ucciso da un pescatore e nel 1972 Kinshichi Kozuma viene ucciso dalla polizia dopo avere dato fuoco al raccolto di un villaggio.

Ora Hiroo è completamente solo. Nel febbraio 1974 il soldato incontra un ragazzo giapponese, Norio Suzuki, che stava girando il mondo in cerca di “Hiroo Onoda, un panda e l’abominevole uomo delle nevi”, esattamente in quest’ordine. 

I due diventano amici, ma Hiroo si rifiuta di arrendersi: ha ricevuto degli ordini e l’unico modo per farlo arrendere è quello che gli venga ordinato di farlo da un suo superiore.

Norio torna in Giappone e racconta del suo incontro con Hiroo, portando anche una foto dei due nella giungla. Il governo giapponese rintraccia quindi l’ufficiale comandante di Hiroo e lo manda nelle Filippine per congedare il soldato. 

Il 9 marzo 1974, dopo quasi 30 anni, Hiroo finalmente si arrende e torna in Giappone.

L’attenzione mediatica e il trasferimento in Brasile

Una volta rientrato in Giappone, Hiroo riceve molta attenzione mediatica. Rilascerà molte interviste e gli verranno offerti dei soldi dal governo che lui rifiuterà. Quando degli ammiratori gli portano del denaro, Hiroo lo dona a un tempio.

L’uomo è stanco di tutta quell’attenzione e non è contento del cambiamento che c’è stato nei valori dei giapponesi. Decide così di trasferirsi in Brasile, dove alleverà del bestiame.

Dopo essere venuto a sapere che un adolescente, in Giappone, aveva ucciso i propri genitori, decide di tornare nel suo paese natale nel 1984 per aprire la Onoda Shizen Juku (Scuola della Natura di Onoda), un campo per educare i giovani giapponesi.

Hiroo è morto nel 2014 in seguito a delle complicazioni per una polmonite, all’età di 91 anni.