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Il suono che uccide esiste davvero

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Vi è mai capitato di sentire un rumore o un suono talmente intenso da dar fastidio alle vostre orecchie?

Anche per quanto riguarda il campo sonoro l’essere umano è molto limitato e il range in cui può udire un suono o un rumore senza subire danni è davvero piccolo.  L’intensità sonora andrebbe misurata in Pascal, ovvero viene riportata alla pressione sui timpani (o un ricevitore) che esercita l’onda sonora. Tuttavia oggi si usa una “semplice” scala logaritmica che ha come unità di misura il decibel.

L’uomo e il suono

Prima di arrivare all’obiettivo dell’articolo lasciate che vi dia due definizioni. L’essere umano ha due limiti di udibilità:

  • La soglia minima è la minima intensità sonora che l’orecchio umano è in grado di percepire. Ovviamente questo valore non è univoco perché varia da individuo a individuo, dalla sua età e dipende dalla frequenza del suono ascoltato. poiché la scienza deve quantificare un valore standard si è posto 0 dB come soglia minima udibile dall’essere umano, sotto la quale noi non percepiamo più nulla.
  •  La soglia del dolore invece è all’altro estremo ed è la massima intensità sonora che l’orecchio umano è in grado di percepire prima di tradurre il suono in una sensazione di dolore. Qui andrebbe inserito tutto il discorso dei rumori e suoni che. pur essendo di intensità minore, danneggiano l’udito se ascoltati in maniera prolungata, ma ve lo risparmio. Nuovamente, sebbene la soglia vari da persona a persona, si pone come valore massimo 130 dB (alcuni più pignoli dicono 134).

Giusto per fare un po’ di esempi pratici:

  • 9 dB è l’intensità (non) udibile in una camera anecoica, ovvero una stanza studiata appositamente per simulare il comportamento delle onde nello spazio profondo o per studiare la sordità di alcuni soggetti.
  • 20 dB è l’intensità del respiro umano.
  • tra 50 e 60 sono i rumori di vita quotidiana, con TV accesa o una discussione tra amici.
  • 90 dB è l’intensità di un urlo o un fischio acuto.
  • 100 dB si riscontra in una discoteca e qui inizia il danneggiamento per esposizione prolungata.
  • 120 è il fastidioso allarme di una sirena.

Il suono che uccide

il suono che uccide

Bene, arrivo al punto: l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) ha recentemente costruito uno strumento per verificare la resistenza alle vibrazioni di satelliti, razzi e shuttle destinati allo spazio e questo apparecchio è in grado di generare un suono propagato di ben 154 dB!

È composto da 4 corni che vengono azionati contemporaneamente ed è in grado di uccidere una persona in pochi minuti.

La morte di per sé non avviene per il suono, ma per i danni arrecati dalla pressione sui nostri timpani. L’esposizione distrugge i timpani in pochi secondi e quando ciò avviene normalmente nel corpo umano si formano emboli di aria che partono dai polmoni per arrivare fino al cuore e uccidere l’individuo in pochissimo tempo.

Questo ammesso che lo sfortunato sia ancora vivo e che la pressione del suono non lo uccida facendo esplodere i polmoni durante l’esposizione.

Ovviamente le precauzioni per chi lavora a contatto con questo strumento sono enormi e ci sono efficienti dispositivi di sicurezza ad impedire incidenti, ma potenzialmente possiamo dire che 154 decibel ucciderebbero qualunque essere umano.

CURIOSITÀ: in natura ci sono anche rumori di intensità maggiori e il pericolo non è così remoto come possiamo pensare. Certo, non molti di noi assisteranno al decollo di un razzo (180 dB), ma ad esempio lo schiocco della chela del  Gambero Pistola produce 200 dB e un tornado arriva a produrre fino a 250 dB. Se poi fossimo vissuti nel 1883 in Indonesia avremmo udito il boato dell’eruzione del Krakatoa che superò i 300 dB.