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Como ghost tour, alla scoperta dei segreti della capitale del Lairo

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Il centro della città di Como, capitale della Lairo dei laghi lombardi, è situato sul lungolago, intorno alla piazza del Duomo. Il suo centro storico presenta ancora mura medievali e torri di vedetta. Ad oggi la città è famosa per il suo lago, ma in questo Como ghost tour scopriremo che qusto è circondato non solo da boschi, ma anche da leggende misteriose.

Il Lariosauro mostruoso di Como

Como apre il suo ghost tour con il mostro del lago “Larry”, il più scientifico dinosauro  i cui resti fossili furono trovati nel 1830 nei pressi del lago.

Il Lariosauro ha le fattezze di un rettile acquatico estinto appartenente ai notosauri, vissuto nel Triassico medio.  Proveniente dal nord, negli esemplari più adulti la sua lunghezza poteva raggiungere i 1,30 metri, tra i più piccoli notosauri conosciuti.

Collo e zampe erano relativamente corte, mentre l’omero delle zampe anteriori era arcuato e molto massiccio, mentre l’ulna era allargata e piatta. Le zampe anteriori si presentavano simili a pinne, mentre quelle posteriori a cinque dita palmate.

Il cranio era appiattito, i lunghi denti anteriori si intersecavano fra loro quando le fauci erano chiuse.  Le costole presentano alcune parti ispessite, quelle ventrali formavano una sorta di armatura protettiva.

Del Lariosaurus di Como si hanno prime notizie nel 1946, nel periodo del dopoguerra.  Molti giornali come La Nazione,Il resto del Carlino, Il Tempo, La Domenica del Corriere, riportarono notizie in merito agli avvistamenti. Non mancarono storie di attacchi rivolti agli umani nelle località del Lario. Ma il caso più famoso rimane quello del 1946.

I quotidiani parlarono di un misterioso animale lungo diversi metri che sarebbe apparso al Pian di Spagna e in seguito a Varenna. Nel 1954 fu avvistato ad Argegno un animale lungo 80–90 cm. Nell’agosto del 1957 un nuovo mostro sarebbe apparso tra Dongo e Musso. Nel 1957, nel mese di settembre, fu avvistato l’animale da una  batisfera.

Nel recente 2003 fu avvistata un’enorme anguilla lunga 10-12 metri nelle acque di Lecco. Il ricercatore Giorgio Castiglioni riporta:

I mostri del 1946 e dell’agosto del 1957 sono invenzioni dei giornali. L’animale del 1954 era con ogni probabilità una lontra, animale allora presente sul lago. Quello del settembre del 1957 poteva essere un grosso luccio e l’anguilla gigante del 2003 sarà stata facilmente un gruppo di pesci che nuotavano compatti in fila.

In mancanza di ipotesi concrete sono nate leggende e misteri intorno al mostro del Lairo.  Il “mostro del lago di Como” esiste veramente?

Il fantasma di Ghita

Il mystery tour di Como si sposta verso la leggenda della donzella Ghita.

La bella fanciulla di Moltrasio si era recata a Cernobbio a trovare dei parenti dove rimase fino a tardi. Sulla via del ritorno si imbatté in un malintenzionato contrabbandiere svizzero.

Decisa a sfuggirgli Ghita balzò in avanti all’interno di un burrone, mentre l’uomo che stava per afferrarla cadde con lei. La ragazza si salvò grazie ai vestiti rimasi appesi ai rovi, mentre lo svizzero contrabbandiere precipitò.

Da quella sera, in ogni notte di cielo burrascoso, un fuoco schiarisce il precipizio dove l’uomo trovò la morte. Che si tratti proprio del suo spirito dunque? Oppure della dannazione eterna avvolta in quelle fiamme?

Il 7 ottobre 1857, il settimanale “Il Corriere del Lario” riportò la leggenda “Il diavolo di Pizzo”, paragonabile alla stessa storia citata sopra su Ghita. Nel settembre del 1946, in un articolo del  “Corriere comasco”, la spiritista Madama Santuzza avrebbe predetto l’apparizione del fantasma di Ghita nel mese di dicembre.

Tale predizione così si sarebbe verificata:

Dapprima confusamente indi con sempre maggior nitidezza. Sarebbe apparso un lenzuolo ondeggiante, diafano e fosforescente.

Il periodico di Como ne pubblicò addirittura una fotografia, sostenendo che il fantasma di Ghita si fosse manifestato visibile per una decina di minuti.

Il monte degli stampi

A Bozzanigo, frazione di Mezzegra, sul lago di Como, testimone dell’esecuzione di Mussolini e della Petacci si apre un ulteriore mistero.

Il tetto di una formazione rocciosa chiamato  “calcare di zu” è attraversato da numerose impronte. Le stesse sembrano impronte di zoccoli di cavalli impauriti, fuggiti in numerose e differenti direzioni. Ma per quale motivo?

Una spiegazione ne attribuisce le impronte ai cavalli scesi dall’Arca di Noè che, proprio in quel punto, potrebbe essersi arrenata. Secondo un’altra leggenda le impronte apparterrebbero al Diavolo in persona, evocato dalle streghe solite tenere i propri sabba.

L’ipotesi più scientifica possibile invece è che si tratti di una formazione rocciosa affiorata dal mare. Le impronte non sarebbero che resti di fossili di Conchodon. La forma a zoccolo di cavallo o di cuore corrisponderebbe a quella delle due valve della conchiglia.

La campana di Lenno

A Lenno, paese sul lago di Como, quando soffia “el Ventun”, nemico dei suoi pescatori sono udibili i rintocchi di una campana. I rintocchi sembrerebbero arrivare dalla profondità del lago.

Ai tempi dell’insediamento dei Greci sulle sponde del Lario, il promontorio su cui ora sorge la Villa del Balbianello non era attaccato alla terraferma. L’alluvione del 1400 avrebbe riempito il braccio di lago che separava l’isola dalla riva, sommergendo un pezzo di paese e creando il Golfo di Venere.

La campana che si sente suonare nella burrasca sarebbe proprio quella del paese sommerso come una piccola Atlantide. A confermare l’ipotesi del paese sommerso nel 2006, il ritrovamento nelle acque del lago di un manufatto simile ad un’acquasantiera. Precedentemente avvistati sul fondo, di pezzi di pavimentazione e massi lavorati.

La notte dell’Ascensione e i pesci di Gera Lairo

Il più grande mistero di Como trae origine da questa storia. Tutti gli anni si rinnova come un miracolo ricorrente. Il pescato nella notte che precede l’Ascensione, tra mezzanotte e il sorgere dell’alba, si mummifica senza alcun intervento umano. I tassidermisti privano gli animali delle interiora onde evitarne la putrefazione. I pesci di Gera Lario non subiscono questa procedura, nello  stato in cui escono dalle acque si disidratano e conservano.

Un ristoratore racconta di alcuni pesci pescati nella notte dell’Ascensione posti in un contenitore assieme ad un pescato differente. Soltanto i pesci pescati in giorni diversi presentarono i segni evidenti della decomposizione. Quale spiegazione scientifica si trova dietro a questo apparente fenomeno misterioso?

Ad oggi nessuno è riuscito a trovare una teoria scientifica. Sul mystery tour di Como calano le mummie.

Il castello di Baradello

Como ghost tour

Il castello di Baradello, sito a Como, è un’opera lasciata all’Italia in eredità da Federico I. La cripta del maniero divenne una sala delle torture per gli accusati di stregoneria.

Nel 1233 ebbe inizio la lotta tra Torriani e Visconti, rispettivamente guelfi e ghibellini. Nel 1277, nella battaglia di Desio, i guelfi vengono sconfitti. Napo Torriani venne appeso in gabbia al Baradello, dove morì dopo 19 mesi di prigionia nel 1278.

Leggenda vuole che il suo fantasma si aggiri ancora nella torre, agonizzante e sofferente, assieme agli spiriti di molti altri torturati.

Ancora fantasmi nel Como ghost tour

A Cernobbio, durante gli anni ’40 una signora milanese fu uccisa da un gruppo di ladri. Le sue dita vennero amputate per sfilare via con facilità gli anelli di valore. Il suo fantasma sembra essere rimasto intrappolato in quel luogo.

A Parravicino d’Erba si aggirerebbe un fantasma di piccole dimensioni che sembra terrorizzare chiunque lo incontri, pur non essendo malvagio.

Ad Albiate si manifesterebbero in gruppo i fantasmi dei soldati caduti in guerra.

La leggenda di Bergamo racconta di quattromila cani neri in corsa nella notte al seguito di un misterioso cavaliere.

A Rezzonico vive ancora la storia di Donnetta Grigia, chiamata in quel modo per lo scialle da sempre portato sulle spalle.

Solitamente appare sulle scale che conducono a una cantina durante la notte. Ma il suo spirito viene indicato come una fata benevola.

Il ghost tour di Como ci ha accompagnato nelle terre fascinose di una città avvolta dal mistero.