Home ghost tour Ghost tour Palermo: il tour della città misteriosa

Ghost tour Palermo: il tour della città misteriosa

93
0
CONDIVIDI

Il ghost tour Palermo si soffermerà sulla parte della città fatta di sangue e spettri. La città affonda le sue origini in secoli bui, leggende e storie popolari.

Palermo esoterica antica

Una parte della città del fiorente Regno di Spagna e dell’Inquisizione è stata rinvenuta qualche decennio fa. Sotto l’intonaco di  Palazzo dei Normanni, nelle prigioni politiche, giaceva da secoli un piccolo foglio riportante disegni religiosi e numeri da 1 a 10.

Tali figure fungevano da talismani, leciti dalla stessa Chiesa. Quello rinvenuto nel palazzo, tuttavia, sembrò il ritrovamento di un illecito nelle pratiche di stregoneria. 

Nel 1623 Orazio di Adamo, un dottore che preferiva dedicarsi alle arti magiche, fu condannato per stregoneria in un regolare processo. La sua anima potrebbe forse essere rimasta racchiusa all’interno di quella parete e liberata insieme al talismano?

I Diavoli della Zisa

In uno dei quartieri più antichi sorge il il Palazzo della Zisa, residenza fortemente voluta da Guglielmo I.

Ai canali d’aria realizzati dai progettisti per mantenere fresca la struttura in estate si lega la leggenda dei diavoli. Al soffio del vento più inteso i diavoli lascerebbero il palazzo.

Il tutto avrebbe origine da un dipinto posto proprio nella Sala della Fontana. Su di esso sono raffigurati alcuni Dei dell’Olimpo, i custodi di un tesoro giunto nella città per mezzo di due amanti.

Azel Comel e El-Aziz, costretti alla fuga dal sultano padre della fanciulla avrebbero ideato la costruzione a difesa delle monete d’oro. Alla morte di entrambi, dipinti sulla volta della Sala della Fontana, i diavoli si mescolerebbero onde evitare d’essere contati.

Ogni 25 marzo, nel giorno dell’Annunziata, fissandoli a lungo si avrebbe l’impressione che comincino a muovere la coda e a storcere la bocca.

Giovanna Bonanno – la vecchia dell’aceto

Giovanna Bonanno fu una serial killer della storia macabra italiana. Ribattezzata con lo pseudonimo di “la vecchia dell’aceto”, è nata a Palermo nel 1731.

La donna era considerata da tutti una vecchia mendicante atta alla stregoneria.

Un giorno, in via Papireto, vide una madre portare la sua bambina sofferente fra le braccia. La piccola sembrava aver ingerito dell’aceto per pidocchi, una mistura a base di aceto e arsenico.

Il proprietario della bottega, aromatario, le fece ingoiare dell’olio fino a che la bambina non vomitò l’aceto. Giovanna approfittò della nozione appresa per trarne un beneficio economico.

Grazie al veleno aiutò diverse donne a sbarazzarsi del marito, trasformando l’aceto per pidocchi in una vera e propria rendita personale.

Il quartiere della Zisa fu lo scenario di molte morti oscure fino al giorno della cattura della donna.

Francesca “la sarda”

Altra killer spietata della Palermo misteriosa fu Francesca Rapisardi, accusata di aver fabbricato un veleno a base di acqua mortale.

Fu giustiziata il 16 febbraio 1633, a piazza Marina, di fronte alla folla cittadina ansiosa. Soltanto in seguito alla sua morte e al protrarsi degli omicidi, venne scoperto il suo complice: Pietro Placido di Marco.

Sotto tortura confessò che Thofania d’Adamo era la mente del piano diabolico, mentre lui e la Sarda gli esecutori.

Il 21 giugno fu squartato in quattro parti, come da tradizione spagnola.

Thofania d’Adamo, fu giustiziata il 12 luglio 1633 con l’accusa di avere avvelenato il marito stesso ed altre persone.

Il fantasma del Palazzo di Giustizia ghost tour palermo

La Palermo misteriosa ci conduce all’interno delle mura del Palazzo di Giustizia. Il racconto ha preso vita un anno fa circa, nel cuore della notte.

Durante il giro di ronda, un carabiniere scese  al piano terra nei pressi delle cancellerie e delle aule di udienza.

Vide una donna attraversare il corridoio vestita di bianco, con una sciarpa rossa. Le intimò di fermarsi, ma nello stesso istante la donna scomparve.

Il giorno seguente iniziarono le indagini di ricerca senza alcun esito. Assieme alla donna si certificò anche l’assenza di un fascicolo. Durante i giorni successivi qualcuno sembrò aver forzato  la stanza di un pm antimafia, Lia Sava, forse per introdurvi qualcosa.

Il carabiniere attribuì la visione della donna a quella di un fantasma, ma fu proprio questo ciò che vide manifestarsi davanti a lui? Il mistero è tutt’ora aperto.

Le Catacombe dei Cappuccini

Uno dei luoghi più famosi e macabri di Palermo sono forse le Catacombe dei Cappuccini. In realtà non si tratta di una catacomba, ma di un vero e proprio cimitero in quanto luogo di culto.

Al suo interno si possono vedere centinaia di mummie, appartenenti perlopiù ai frati cappuccini, ma anche a persone benestanti. 

Il processo di imbalsamazione era infatti costoso e non tutti se lo potevano permettere.

La mummia più famosa custodita nelle Catacombe di Palermo è senza dubbio quella della piccola Rosalia Lombardo, una bambina morta all’età di due anni.

Non solo è straordinariamente conservata, ma sul suo corpicino aleggia uno strano mistero. A certe ore del giorno, i suoi occhi si aprirebbero e chiuderebbero.

Questo cimitero sotterraneo venne creato nel 1597 dai Frati Cappuccini che decisero di ampliare il loro cimitero scavando e sfruttando alcune grotte.

Quando fu pronto cominciarono a spostare lì i corpi del precedente cimitero (una fossa comune ricavata sotto un altare).

Con sorpresa si accorsero che 45 di essi erano rimasti perfettamente mummificati e, interpretando il fatto come segno divino, decisero di non seppellire più i loro confratelli, ma di esporli nelle catacombe.