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Ghost tour di Roma – Viaggio tra i misteri della Città Eterna

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La città di Roma è una di quelle città che difficilmente si dimenticano. Ricca di storia, di fascino e di paranormale. Oggi ci inoltreremo tra i suoi misteri con un ghost tour di Roma.

Iniziamo il ghost tour di Roma

Tra i fantasmi celebri della città troviamo Beatrice Cenci,  Mastro Titta e  Donna Olimpia. Analizziamo i personaggi uno per volta:

Beatrice Cenci

ghost tour di Roma

Beatrice Cenci fu una giovane nobildonna romana condannata a morte per aver ucciso il padre Francesco Cenci.

Molte sono le storie sul suo personaggio. C’è chi dice che il suo fantasma si manifesti ogni anno l’11 settembre.

La leggenda narra che in questo giorno, l’anniversario della sua decapitazione,  è solita passeggiare sul Ponte S.Angelo con la sua stessa testa sotto al braccio.

C’è anche chi dice di averla vista passeggiare sugli spalti della Rocca di Petrella Salto.

Molti invece sostengono che il fantasma della giovane vaghi per Villa  Borghese, non potendosi allontanare a più di 200 metri dal quadro che la ritrae.

Qualunque sia la verità, una cosa è più che chiara: questa giovane nobildonna è stata costretta a subire un atroce morte.

La sua anima potrebbe dover subire pene per l’eternità.

Maestro Titta

Giovanni Battista Bugatti, chiamato anche Mastro Titta, fu il boia di Roma, dal 1796 al 1864.

Era incaricato delle esecuzioni di condanne a morte e riuscì a collezionare ben 516 servizi.

Di lui si ricorda il suo disprezzo nei confronti delle donne. Odiava dover giustiziare le donne e non perché si sentisse in colpa, ma per il fatto che vedeva la donna come un essere inferiore.

Odiava dover sprecare le sue energie per un’esecuzione su un essere inutile. A volte il suo lavoro non si fermava all’impiccagione, come nel caso dell’uccisione del giovanotto Nicola Gentilucci.

Gentilucci fu infatti squartato dallo stesso boia subito dopo essere stato impiccato.

Dopo tutti questi orrori, sembra più che normale che l’anima del boia non sia in pace, ma che anzi sia costretta a subire le pene dell’inferno.

C’è chi dice di aver visto Mastro Titta nei luoghi in cui ha eseguito le sentenze.

E’ solito passeggiare alle prime luci dell’alba sul ponte Sant’Angelo, davanti alla chiesa di Santa Maria di Cosmedin e in  Piazza del Popolo.

Appare avvolto in un mantello nero, noto anche come il suo abito da lavoro.

Infine, altri dicono di averlo visto offrire una presa di tabacco a colui che lo incontra.

Codesto è il simbolo di un terribile presagio, dato che il suddetto boia era solito offrire una presa di tabacco al condannato a morte, subito prima di essere giustiziato.

Per cui, cari lettori, attenti a passeggiare da quelle parti durante le prime luci dell’alba, e attenti a non accettare qualsiasi tipo di tabacco da sconosciuti!

DONNA OLIMPIA

Donna Olimpia, detta anche “La Papessa” , è stata una delle donne più malvagie di Roma.

Il suo soprannome era ispirato a Pimpa, ovvero una commedia molto nota nel Seicento la cui protagonista era avida e malvagia.

Costei faceva parte della Roma Seicentesca che contava. Sin dall’adolescenza era stata in grado di raggirare molte persone: suo padre voleva rinchiuderla in un convento per non passarle la dote, ed Olimpia riuscì a cavarsela.

Accusò di violenza carnale l’assistente spirituale che doveva prepararla a prendere il velo.

Subito dopo, sedusse il ricco Paolo Nini, che la sposò. Dopo soli 3 anni il ricco signore morì senza spiegazione alcuna, ma non fu mai provava la morte per avvelenamento.

Da questo momento in poi Olimpia, diventata una ricca ereditiera, iniziò a frequentare i salotti di Roma.

Dopo poco diventò il braccio destro del Papa, controllandone ogni attività. Così da Pimpaccia diventa Papessa.

La leggenda del carro infuocato di  Donna Olimpia

La leggenda più macabra legata a Donna Olimpia è quella del suo carro infuocato. Il 7 gennaio 1655 Papa Innocenzo X morì.

In molti giurarono di aver visto il carro di donna Olimpia uscire in fiamme dalla residenza papale di piazza Navona, portando con sé tutte le ricchezze del Papa defunto.

Il carro si diresse a tutta velocità sul Ponte Sisto  terrorizzando i passanti, per poi finire nel Tevere con tutte le ricchezze rubate.

C’era una strada a  Roma fino al 1914, chiamata “Via Tiradiavoli”. Questa strada doveva il nome ad un’altra leggenda legata a Donna Olimpia.

La leggenda raccontava che il carro infuocato della Pimpaccia fosse stato inghiottito dai demoni, che portarono la donna direttamente all’inferno.

Nella realtà, Donna Olimpia dopo la morte del Papa si ritirò a Viterbo, dove poi morì di peste nel 1657.

In molti affermano che nei secoli a venire, è stato avvistato il carro infuocato di Donna Olimpia tra Ponte Sisto e piazza Navona.

Gli avvistamenti avvenivano proprio nella notte del 7 gennaio, ovvero l’anniversario della morte di Papa Innocenzo X.

Tutti coloro che avevano avuto la sfortuna di avvistare il carro, erano morti pochi mesi dopo l’apparizione.

Ancora oggi i romani cercano di evitare la zona la notte del 7 Gennaio, dato che la sola vista del carro è presagio di morte.

C’è chi afferma inoltre, di aver udito la risatina diabolica di Donna Olimpia sempre in prossimità del ponte Sisto.

Il Pantheon di Roma e i suoi misteri

Questo mystery tour di Roma continua con il pantheon.

Il pantheon, oltre a sedurre ogni giorno migliaia di turisti per la sua storia e il suo fascino, seduce anche con i suoi misteri.

Fu costruito nel 27 a.C. per venerare tutte le divinità e le leggende legate a questo perfetto e bellissimo edificio, sono davvero tante.

Durante il solstizio d’estate, è possibile ammirare dal Pantheon uno stranissimo fenomeno astrologico: un raggio di sole entra nel grande occhio della cupola, che poi cade nella parte centrale del portale di accesso.

Questo fenomeno è visto come il collegamento diretto tra dei e vita terrena, dato che questo è l’unico punto da cui entra la luce del sole.

Nel Pantheon si trovano le tombe di illustri personaggi storici, tra cui quella di Umberto I.

Il fantasma del suddetto Re, sembra si manifesti in varie occasioni.

Negli anni Trenta, una guardia del Pantheon disse di aver visto il fantasma di Umberto I, il quale gli affidò un messaggio, che rimase però segreto per sempre.

Al Pantheon  è anche legata una leggenda medievale, la quale racconta che fosse stato un diavolo in fuga dal tempio ad aprire il foro della cupola.

Il Quartiere Coppedè

Arco d’ingresso al quartiere

Gli appassionati di horror già conosceranno questo quartiere, dato che è stato lo scenario per diversi film di Dario Argento: Inferno e L’uccello dalle piume di cristallo.

Inoltre fu anche scelto dal regista Richard Donner, come scenario delle sequenze iniziali del suo film “Il Presagio”.

Gino Coppedè, che fu colui che progettò il quartiere, era dedito all’esoterismo.

L’architetto lasciò molto di se stesso in questo quartiere. In realtà il Coppedè non può essere definito un vero e proprio quartiere.

E’ formato solo da una quarantina di edifici, una sola piazza ed una sola fontana.

Gino Coppedè rese il suo progetto esoterico, lo creò in modo che sembrasse un vero e proprio percorso iniziatico.

Il luogo è ricco di coppie di colonne che si rifanno alle bibliche e massoniche colonne del Tempio di Salomone. Inoltre sono presenti torri e torrette che rimandano alla Torre di Babele.

Per non parlare dell’infinità di richiami a miti classici e a tradizioni medievali come fate, streghe, dame e cavalieri.

Il quartiere Coppedà, pieno di simboli esoterici, è quindi l’esempio che ogni artista lascia tracce di se nelle sue opere.

E’ un posto dove davvero accadono strani eventi o è soltanto suggestione?

La notte delle streghe

Proseguiamo il nostro mystery tour parlando della notte delle streghe.

Il 24 giugno è la festa di San Giovanni Battista, noto anche come patrono di Roma.

Nella Roma di un tempo, precisamente nel 700, la festa iniziava dalla notte del 23 giugno, la famosa “notte delle streghe”.

Nelle tradizioni precristiane, il fatto che la notte tra il 23 e il 24 giugno era la più breve dell’anno, veniva considerato frutto di magia oscura.

In realtà la suddetta notte è la più breve dell’anno perché è a cavallo tra primavera ed estate, quindi la notte del solstizio d’estate.

La leggenda narra che in quella notte, la notte della grande festa delle streghe, esse si riunissero nei pressi della Basilica ed andassero in giro a catturare anime innocenti.

Le suddette streghe venivano chiamate a loro volta dai fantasmi di Erodiade e Salomè.

A quei tempi i romani si preparavano a difendersi dalle streghe: accendevano falò in giro per la città, effettuavano rituali per tenere lontano il male e si armavano di croci, elemento molto temuto dalle streghe.

La paura delle streghe era tantissima, prima della festa si andava anche in chiesa a prendere provviste di acqua santa appena preparata in caso di attacco.

L’elemento più efficace per tenere via le streghe era ripetere due volte Il Credo prima di dormire.

Bisogna ripetere due volte le parole “Io credo, Io credo, in Dio Padre, in Dio Padre”.

La porta magica degli alchimisti


La Porta Alchemica è un monumento che risale al 1680 collocato oggi nella Piazza Vittorio di Roma.

Secondo la leggenda, un pellegrino fu ospitato per una notte nei giardini della famosa villa nella campagna di Roma, dove era collocata la famosa porta.

Il pellegrino dimorò nei giardini della villa per trovare una misteriosa erba capace di produrre oro.

Si racconta che il pellegrino fu visto scomparire attraverso la porta, lasciandosi alle spalle pagliuzze d’oro e una strana carta piena di simboli magici ed enigmi.

Il marchese, proprietario della villa, fece incidere sulla porta gli strani simboli ed enigmi, con la speranza che un giorno qualcuno fosse riuscito a decifrarli, ma ciò non accadde mai.

Fatto sta, che il pellegrino non tornò mai indietro, e mai nessun altro riuscì ad attraversare quella porta.

I fantasmi del Museo delle Anime del Purgatori

Sul lungotevere, nella Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, si trova un reliquiario dove si conservano le impronte delle anime di chi è finito in purgatorio.

Alcune di esse sono delle semplici macchie che ognuno interpreta come vuole, altre invece sono delle vere impronti e croci.

Il luogo merita una visita dato che, autentiche o meno che siano le impronte, il posto è davvero suggestivo ed incute terrore al solo pensiero che ci possa essere una possibilità che siano davvero impronte di anime intrappolate in purgatorio.

Villa Stuart

ghost tour di Roma

Villa Stuart si trova sul colle di monte Mario, oggi famoso per lo splendido skyline e per le vicende passate che la riguardano.

La villa, sempre appartenuta alla famiglia Stuart, venne infine ereditata dalla contessa Emmeline Stuart-Wortley.

La vita di Emmeline fu contrassegnata da diversi eventi tragici, ella ebbe una vita da parecchi definita “sfortunata”.

Da piccola perse il padre e successivamente anche la sorella, che cadde tragicamente da cavallo sul Ponte Milvio, finendo nel fiume.

Sarà a causa di questi tragici eventi che Emmeline cominciò a dedicarsi ai riti esoterici. La giovane donna organizzava sedute spiritiche nella villa, in compagnia dei suoi amici e del suo amante Lord Allen.

Seduta dopo seduta, le anime chiamate iniziavano ad essere sempre più oscure e malvagie.

Emmeline  e Lord Allen scivolarono pian piano nella follia e le visite degli amici si diradarono fino ad esaurirsi. Anche la servitù abbandonò la casa, sostenendo che fosse infestata dai fantasmi.

Successivamente la donna iniziò a vedere il fantasma della sorella Rosa in ogni angolo della villa e del giardino, mentre lord Allen affermava di vedere il demonio.

Un giorno Lord Allen sparì. Emmeline sosteneva che fosse morto e che il suo spirito la accarezzasse attraverso le pareti.

Anni dopo, durante dei lavori di ristrutturazione della villa, gli operai trovarono il corpo mummificato di Lord Allen in una parete dei sotterranei.

Si pensa che Emmeline, per non perderlo, l’avesse murato lasciando un buco nella parete da cui potergli accarezzare le mani.

La leggenda narra che Emmeline stessa, dopo la sua morte, divenne uno dei fantasmi che infestava la casa.

Il nostro tour dei misteri di Roma finisce qui, siete pronti a visitare dal vivo i luoghi macabri della capitale?