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Lucca ghost tour – all’interno dei segreti racchiusi nelle mura della città

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Lucca ghost tour

Benvenuti al Lucca ghost tour. Sapevate che le cinquecentesche mura della città sono da secoli fonte di leggende e misteri? Ancora oggi i fatti inspiegabili di cui andremo a parlare rimangono avvolti nel mistero.

Strani simboli

Lucca ghost tour

Le chiese del Lucca mystery tour recano segni e simboli misteriosi ancora da decifrare. Il Labirinto scolpito sulla colonna della Cattedrale di San Martino ne è una testimonianza. La scritta che si osserva sulla rappresentazione ricorda il mito di Teseo e Arianna. Il suo significato rimane però avvolto da un mistero enigmatico. Inspiegabili rimangono anche i segni sul pilasrto del portone della Chiesa San Pietro Somaldi, ribattezzati “I graffi del Diavolo”.

Leggenda vuole che il Diavolo lasciò i tre segni, infastidito dal rifiuto di San  Gemma Galgani, solita pregare in quella chiesa.

Santa Zita

Il mystery tour prosegue con un altro aneddoto. Nel 1218 nacque a Lucca Santa Zita, una donna di umili origini che lavorava come domestica presso la sede del Palazzo Fatinelli. Un giorno, nei pressi del sagrato, incontrò un uomo fiaccato dal freddo al quale diede aiuto offrendogli un mantello appartenente al suo padrone. Si narra che un angelo giunse alla porta per consegnare a Zita un mantello nuovo.

Quel gesto le avrebbe permesso di non lasciarsi cogliere sul fatto del furto dal guardaroba del suo padrone. Così ebbe origine “La porta dell’Angelo” della città di Lucca.

La pietra del Diavolo

Lucca mystery tour

Nel 1500, la famiglia Bernardini di Lucca, decise di erigere un palazzo nella famosa piazza. Durante la costruzione, il Diavolo li convinse ad abbattere un’immagine sacra su di una struttura non coerente con il progetto di Nicolao Civitali.

Quando gli operai iniziarono i lavori, murando  lo stipite della finestra, il Diavolo fece si che la pietra rimanesse visibilmente incurvata. A nulla sarebbero serviti i tentativi di correggerla fino ad oggi.

Il giardino botanico stregato di Lucca

Lucca mistery tour

Il mystery tour si dirige verso il giardino botanico stregato per antonomasia. Realizzato nel 1820 per volere dei Borboni, sembra aver goduto da sempre di una fama esoterica e misteriosa.

Avviandosi al suo interno si potrebbe incontrare lo spettro di una bellissima donna seminuda dal nome di Lucida Mansi. La donna, in cambio di un elisir di eterna giovinezza, avrebbe venduto la propria anima al Diavolo.

Ma che cosa si sa sul conto di questa donna? Lucìda Mansi (1606 circa –  12 febbraio 1649) è stata una nobildonna italiana. La sua origine resta d’incerta attribuzione, discendente forse della famiglia dei Samminiati. Si unì in matrimonio molto giovane con Vincenzo Diversi, il quale venne assassinato nei primi anni di nozze. Il secondo matrimonio con l’anziano e ricco Gaspare di Nicolao Mansi le portò ulteriore ricchezza.

Ma la loro unione scatenò l’ira dello scalpore a causa della differenza anagrafica e della bellezza della giovane Lucida. La donna sviluppò un tormentato desiderio di evasione perdendo ogni forma pudica di dignità. Precipitò nella spirale del lusso fatto di banchetti, feste e amanti. La sua vanità raggiunse il culmine quando decise di ricoprire di specchi un’intera stanza di Villa Mansi a Segromigno per potersi ammirare.

Morì il  12 febbraio del 1649 dopo aver contratto la peste e le sue spoglie si trovano tutt’oggi nella chiesa dei Cappuccini a Lucca, nella cripta dedicata alla sua famiglia.

La leggenda di Lucida

La leggenda di questo Lucca ghost tour racconta che Lucida divenne crudele, attratta dai piaceri della carne.

Si narra che arrivò ad uccidere il marito per contornarsi liberamente di schiere di amanti. Sembra inoltre che uccidesse gli amanti che le facevano visita, facendoli cadere, dopo le prestazioni amorose, in botole irte di lame affilatissime.

Una mattina le parve di scorgere sul suo viso una quasi impercettibile ruga. Dopo essersi a lungo disperata le si materializzò di fronte un bellissimo giovane che le promise trent’anni di giovinezza in cambio della sua anima.

Lucida accettò il patto, all’oscuro della vera identità del giovane. Per l’intero lasso di tempo pattuito le persone che la circondavano continuavano a invecchiare, mentre lei manteneva intatta la sua bellezza.

Allo scadere dei trent’anni, la notte del 14 agosto 1623, il Diavolo ricomparve per recuperare ciò che gli si aspettava. Lucida tentò di ingannarlo arrampicandosi sulle ripide scale della Torre delle ore per sfuggirgli. A mezzanotte in punto la sua anima sarebbe stata presa in consegna dal Diavolo provocando la morte del suo corpo fisico. Il suo tentativo di riportare indietro le lancette, bloccando la campana, fallì.

Il Diavolo la caricò su una carrozza infuocata attraversando le Mura di Lucca, fino a gettarsi nelle acque del laghetto dell’Orto botanico comunale.

Chi immerge il capo in questo lago pare possa vedere il volto addormentato di Lucìda Mansi. Nelle notti di luna piena sembra sia possibile vedere la carrozza mentre dirige la donna verso l’Inferno e sentirne le grida …

Il ponte del Diavolo

Il Ponte della Maddalena, detto anche “Ponte del Diavolo”, attraversa il fiume Serchio nei pressi di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca.

La leggenda popolare ne attribuisce la costruzione al Diavolo in persona, il quale vien poi truffato in diversi modi.

La storia narra del capo muratore preoccupato per i ritardi sul completamento del ponte. L’uomo scese a patti con il Diavolo che gli consentì di terminare il tutto nell’arco di una sola notte. Ma cosa pretese il Diavolo in cambio? La prima anima ad attraversare il ponte sarebbe stata sua! Il muratore, afflitto dall’aver accettato una simile clausola, corse dal parroco del paese. Lo stesso gli consigliò di raggirare il Diavolo con un astuto stratagemma.

La prima anima ad attraversare il ponte fu un cane. Il Diavolo, deriso e insoddisfatto, si gettò nelle acque del fiume, senza farsi rivedere. L’animale, un pastore maremmano bianco, sembrerebbe apparire nelle ultime sere di ogni ottobre alla ricerca del muratore.

Il colera Killer

Lucca ghost tour

L’ultimo viaggio del Lucca ghost tour ci porta a conoscere un killer antico. A lungo celato nel sottosuolo del terreno del cimitero antico, giaceva sepolto dal 1855. Milioni di vittime attendevano giustizia, uccise dal colera killer. Ossa ricoperte da calce, insabbiate a pochi metri di profondità, fra i dolori più atroci e le posizioni più scomode.

Le vittime furono sepolte in fretta e in segreto nella abbazia camaldolese di Badia Pozzeveri, territorio di Altopascio. Nel 2003 furono eseguite le prime prospettive geofisiche del terreno intorno l’abbazia. Quattro anni di scavi sotto quattro stati cocenti per donare pace alle vittime. Impresa voluta dal professore dell’Università di Pisa Gino Fornaciari.

I resti sepolti dalla calce viva potrebbero addirittura svelare il segreto del colera killer.

Il Lucca ghost tour volge al termine. Leggende o realtà? Per scoprirlo dovrete recarvi nella città stessa.