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Monesteroli Ghost Tour nell’entroterra delle Cinque Terre spezzine

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Monesteroli Ghost Tour nell’entroterra delle Cinque Terre spezzine

Monesteroli: a precipizio sul mare, fra case e terrazzamenti, lungo la discesa per la scala verso il Paradiso, così viene descritto. Uno dei posti più belli del mondo racchiuso nelle Cinque Terre spezzine. Da sempre meta di turisti incantati dal suo fascino territoriale e paesaggistico.

La scala di Monesteroli

A Monesteroli mille scalini discendono sino a un gruppo di case sorrette al crinale. Una meta che richiede sacrificio fisico e devozione, dove una volta i bombaroli lasciavano esplodere la dinamite per il pescato.

Un angolo di Paradiso tra sentieri e querce da sughero. Ma si tratta veramente del Paradiso terreno?

Il masso del Diavolo

Il tour di Emadion del Monesteroli stavolta s’intreccia alla leggenda di Lucifero.

Si racconta che, in una notte limpida, alcuni viandanti accesero un fuoco in prossimità di un grosso sasso, per ripararsi dall’aria che rinfrescava. All’improvviso il vento iniziò ad alzarsi, fischiando con veemenza.

I viandanti si strinsero fra loro nel tentativo di trovare riparo, ma il suono continuò ad incalzare. La sua potenza li investì facendoli capitombolare nell’oscurità completa. Con le ginocchia tremolanti si ritrovarono faccia a faccia con qualcosa o qualcuno di terrificante.

Alcun di loro emisero un pigolio, un verso straziante come un uccello impaurito e indifeso, mentre tentarono in ogni modo di riaccendere il fuoco. In mezzo alla cenere comparve la creatura di quell’agitazione: il Diavolo stesso in persona. Il gruppo di viandanti sarebbe stato scacciato da quel territorio, di proprietà di Lucifero.

Il sasso fatidico di Monesteroli si trova ancora poco distante dalla città di Biassa, nella sua dimensione originaria e gigantesca, sulla via che conduce anche a Schiara. Li si trova uno dei segnali più antichi e misteriosi della storia. Il menhir di Schiara, detto anche “Masso del Diavolo” come vogliono le numerose leggende legate ad esso.

Correlazioni al masso del Diavolo

Fu studiato per la prima volta nel 1922 da Ubaldo Mazzini che scorse il masso alto 2.48 metri assieme ad alcuni megaliti, presenti nel museo Civico della Spezia. Originariamente i  menhir di Tramonti sono suddivisi in tre massi, da sempre fonte di studio per gli archeologi.

E’ stato presunto che i megaliti fossero parte di un sito astronomico e religioso preistorico dell’età del Bronzo, archetipi delle  famose “statue stele” della Lunigiana.

Ogni 21 giugno, durante il solstizio estivo, l’ombra del menhir di Tramonti è proiettata a metà della Posa Grande, un muro a secco in pietra che si trova davanti al masso. Accanto al megalite di Monesteroli sono poste due pietre con un foro circolare e un foro rettangolare. In seguito alla loro scoperta, su una di essa, venne posta una croce nel tentativo di cristianizzarla.

I racconti delle leggende sul masso del Diavolo venivano tramandate oralmente da padre in figlio, da pastore a contadino. Tutte le storie la individuavano come luogo ideale per il sabba delle streghe e per il passaggio di luci fluttuanti e fuochi misteriosi.

La testimonianza più famosa è raccolta nel libro “Strane Storie Spezzine” di Bruno della Rosa, edito un trentennio fa. Racconta di una giovane donna sopraffatta dal desiderio di ballare in procinto del tramonto davanti al menhir.

Volevo e dovevo ballare. Ero sola, ma avvertivo come un vociare di donne. Euforia, esaltazione e qualcosa di demoniaco sono le sensazioni che provavo.

Un’altra leggenda sul masso si lega ai lampi di luce che dal masso si innalzavano al cielo fino a quella che veniva considerata l’Isola dei Defunti, la Corsica.

Chi è pronto a varcare i sentieri di Monesteroli in cerca de masso e del suo proprietario?