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Venezia ghost tour: città rosso sangue alla scoperta di una laguna misteriosa

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Il Venezia ghost tour ha inizio nella laguna di Venezia, a ritroso nella sua storia. Piazza San Marco, le gondole, il leone alato, il vetro di Murano, le  maschere e i suoi edifici storici trasudano misteriosità. Tutta la magnificenza di una città galleggiante si tinge di oscuro al calar della notte.

Le famose colonne, provenienti direttamente da Costantinopoli, poste all’ingresso della piazza San Marco in onore del primo patrono di Venezia, San Teodoro, e del Santo patrono Marco, erano in origine seguite da una terza colonna oggi mancante. Si narra che durante il trasbordo, una di esse s’inabissò senza poter esser più recuperata. Il suo mistero attenderebbe di essere recuperato dal fondo del mare dove si trova. Da questo aneddoto dalle tinte più soft si passa direttamente ai palazzi stregati e le correnti telluriche del tour macabro veneziano rosso sangue.

I palazzi stregati

Il palazzo Ca’ Dario fu costruito dal mercante Giovanni Dario e dedicato al genio della città come testimonia l’iscrizione tradotta:

Colui che abiterà sotto questa casa andrà in rovina.

Secondo altri invece l’intera struttura sorgerebbe al di sopra di un nodo di energie negative. Il Canal Grande sarebbe la rappresentazione del temibile serpente collegato al “feng shui”, una disciplina orientale che permette di costruire una casa recependo le onde benefiche del “grande drago” dormiente nel sottosuolo.

In una qualunque cartina di Venezia si può vedere il Canal Grande snodarsi come un serpente o un dragone, tagliando in due parti la città dalla testa alla coda. Alla fine di quest’ultima si trova l’isola di san Giorgio, con l’omonima chiesa dove, nella tradizione cristiana, San Giorgio diviene proprio colui che uccise il drago.

Nella seconda costruzione invece sembra che si manifesti lo spirito di Giordano Bruno, ospite in vita proprio della famiglia di Mongenigo, denunciato come stregone alle autorità veneziane costringendolo a riparare a Roma, dove fu giustiziato.

I canali del Venezia ghost tour

In molti sostengono la misteriosità dei canali: percorsi da intangibili presenze, buone e cattive come le sette streghe che si muovono nella laguna su di una grande gondola mortuaria; donne vestite di bianco che intonano melodie di dolore, morte in seguito al parto; lo spettro di Fosco Loredan emerge periodicamente dalle acque del Canal Grande tenendo fra le mani la testa mozzata della moglie, da lui decapitata per gelosia nel 1598.

Leggende nere e fatti di cronaca

Il tour macabro veneziano è fonte d’ispirazione di leggende nere e fatti di cronaca fin troppo reali. Il  29 novembre 1904 il vaporetto Pellestrina, diretto a Burano, mentre solcava le acque al largo di San Michele in Isola (“il cimitero di Venezia”) decise di invertire la rotta a causa della nebbia colpendo due gondole.

Una di esse venne investita e spezzata in due parti. Cinque donne finirono in mare. Tre furono ritrovate morte poche ore dopo. Una quarta deceduta in seguito al salvataggio e un’ultima riaffiorò dalle acque dieci mesi  più tardi, grazie al sogno fatto dalla sorella.

Trascorso più di un centenario non venne mai ritrovato il corpo di Giuseppina Gabriel Carmelo. Il fantasma della bambina sembrerebbe affiorare nella notte all’interno di una piccola bara illuminata da quattro ceri ai lati.

Nel 1921  Giuseppe Zolli, che aveva giurato protezione a Garibaldi, comparve sotto forma di spettro nei giardini della Biennale di Venezia. Il terrore generale costrinse i cittadini ad istituire una ronda in quei pressi. Per donare pace al suo spirito venne eretta una seconda statua alle spalle del Garibaldi.

La leggenda del Diavolo

Il tour macabro veneziano prosegue. Un’altra leggenda racconta la storia di un avvocato truffatore in possesso di una scimmia domestica. Durante una cena, a cui prese parte fra’ Matteo da Bascio, la scimmia gli rivelò di essere il Diavolo. Il frate operò un esorcismo per liberare la casa dal male.

Il foro aperto da Satana in fuga fu otturato con la statuetta di un putto sulla facciata del Palazzo dell’Angelo.

Il macellaio di Santa Croce

Venezia ghost tourMa la Venezia rosso sangue riporta la terribile storia del macellaio di Santa Croce. Ai tempi della Serenissima, si ergeva la bottega  di un salsicciaio: Biagio Cargnio, famoso per i suoi piatti di carne.

Un giorno un operaio trovò nel suo piatto un piccolo pezzo di dito umano. Le autorità scoprirono alcuni corpi di bambini nel retrobottega. L’uomo aveva trucidato i loro corpi per rendere più saporito il suo sugo.

La sua confessione non portò mai alla quantificazione delle sue vittime. Biagio  fu trascinato da un cavallo fino al carcere dove gli furono mozzate le mani. Fu poi torturato in piazza san Marco e lì decapitato. La sua abitazione e la bottega fu rasa al suolo, ma mai dimenticata.

Il killer dagli occhi di ghiaccio

Il mostro di Mestre fu un criminale efferato nato proprio all’interno del tour macabro veneziano.

A soli 19 anni, il 12 aprile 1981, Roberto Succo uccise i genitori. Accoltellò per 32 volte la madre Maria, colpendo col retro di un’accetta il padre Nazario.

Fuggito da Mestre venne arrestato due giorni più tardi all’uscita di una pizzeria poco lontano dal confine con la Jugoslavia. Dichiarato infermo di mente dal tribunale fu internato nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia.

Fuggì il 17 maggio 1986. Trovò rifugio in Francia dove compì altri cinque omicidi. Riconosciuto da uno studente fece ritorno in Italia dove venne catturato e arrestato. Tra il 22 e il 23 maggio 1988, si uccise nel carcere San Pio X di Vicenza. Si soffocò con un sacchetto di plastica riempito di gas. 

Il Venezia ghost tour volge al termine, ma molte altre storie si celano all’interno della città galleggiante color rosso sangue.