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Volterra ghost tour – Nella città degli antichi etruschi

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Le origini della città di Volterra

Volterra sorge in un contesto paesaggistico suggestivo. A 40 km dal mare, nel cuore della regione Toscana, è diventata ancor più famosa grazie alle riprese del celebre film “Twilight”. Scopriamone il lato misterioso con questo Volterra ghost tour.

Tra le valli della Cecina e dell’Era, Volterra domina in solitudine un alto colle su di un territorio di ricchissime risorse artistiche, storiche e ambientali. Il paesaggio mostra una vasta area di brulli e rotondi dossi argillosi, di aspri ripidi calanchi e balze sabbiose. Molti hanno definito Volterra come un paesaggio raro, unico al mondo per la sua vastità naturale di flora e fauna.

Volterra mystery tour

Visibili nella città sono le testimonianze di ben tremila anni di storia. Sull’area di Piano di Castello, attraverso varie stratificazioni, sono leggibili la nascita e lo sviluppo dai tempi della preistoria al secolo XV. Si trovano resti delle strutture d’età ellenistica, assieme un complesso di cisterne detto “Piscina”, torri medievali e strade antiche. Insieme a Populonia, Volterra rappresenta una delle città più importanti di discendenza etrusca, che si sviluppò dal  IX al I secolo a. C.

Le urne di tufo e di alabastro sono i reperti più importanti a conferma della sua origine etrusca. All’interno venivano poste le ceneri dei defunti in piccole cassette con, a volte, un coperchio e una scultura a rappresentare il defunto stesso. Proprio gli etruschi costruirono la città di Velathri. La cinta muraria, con un perimetro di sette chilometri, era atto ad assicurare l’habitat per la sopravvivenza a lunghi assedi.

Il circuito medievale delle mura racchiudeva tutta la città di Volterra che, ad oggi, rimane pressoché uguale con i suoi quattro borghi medievali e le strade in salita.

Ora inizia il Volterra ghost tour. Sei pronto?

Le streghe di Volterra

Il folklore racconta dell’esistenza della prima strega proprio nella città di Volterra. Portava il nome di Aradia, figlia della dea Diana, inviata sulla terra per  insegnare l’arte della stregoneria agli esseri umani. Fu condannata a morte dalla Chiesa, come era consono per quei tempi.

Si narra che le streghe di Volterra fossero tra le più potenti di tutte, solite riunirsi ogni sabato nelle vicinanze del masso della Mandringa.

Il sasso presentava una particolare crepa sotto alla quale scorrevano le acque di una fonte, usate per i riti satanici. 

Durante il giorno la fonte pura era visitata da donne e bambini, tanto che lo stesso Gabriele D’Annunzio dedicò al masso alcuni versi:

Chi sciacqua le lenzuola

alla Docciola, convien che l’acqua attinga

alla Mandringa.

 

Ma nella notte di ogni sabato sera il luogo diveniva spettrale. Le ombre, il miagolio dei gatti e l’aria pungente si ponevano da sottofondo per le riunioni stregate. L’entrata nella crepa rappresentava un inno al principe delle tenebre stesse. Ancora oggi esiste il famoso vicolo delle streghe che incanta le stradine poco illuminate della città durante la notte.

Le balze volterrane

Secondo le superstizioni di Volterra le balze rappresenterebbero un luogo di perdizione e terrore, persino di morte. Proprio a causa di queste leggende la diocesi edificò una chiesa in grado di arrestare il fenomeno geologico a salvezza della città.

Lo stesso Gabriele D’Annunzio trattò il tema dell’erosione trovata nelle mura che nel corso del tempo ha travolto le tombe antiche e le mura etrusche nella sua voragine. La chiesa di San Cristoforo, tra  via Ricciarelli e via Franceschini, si ergerebbe a difesa di Piazza Priori, nel cuore della città, nonostante la sua architettura semplicistica.

I vampiri di Volterra

Si narra che la città fosse infestata dai vampiri in tempi arcaici. Gli stessi avrebbero condizionato gli abitanti di Volterra ipnotizzandoli per poterli mordere. I vampiri si spingevano a caccia durante la notte, riuscendo a trasformarsi in pipistrelli o lupi.

Pur di ucciderli gli abitanti della città ricorsero a tecniche specifiche come infilzare una pietra nel corpo presunto del vampiro.

Il vicolo dei Mazzoni rappresenta il cuore di queste creature, con i suoi archi a terrorizzare i turisti che si avvicinano al luogo. Siete pronti a scoprire se si tratti puramente di una leggenda?

Ex manicomio di Volterra e i graffiti di Nanof

Il Volterra ghost tour prosegue in un’area che trasuda tristezza e barbarie. Quasi nascosto dalla vegetazione, l’ex manicomio di Volterra abbandonato è racchiuso in un borgo, poco distante dalla città.


Come si può ancora vedere è suddiviso in tre grandi edifici. Essi prendono il nome di altrettanti psichiatri: il Ferri, il Maragliano e lo Charcot. L’edificio è pericolante, alcuni pezzi di soffitto sono crollati a terra e i vicoli per accedervi sono stretti e angusti.

Il dolore della sofferenza dei malati che hanno vissuto nella struttura riecheggia ancora fra le pareti in rovina. Poco distante si trova il cimitero dove seppellivano i malati privi di nome e dignità, quasi a volersi allontanare da una malattia contagiosa come quella mentale.

Durante il corso degli anni sono apparsi graffiti sulle parti d’intonaco ancora intatte, le stesse scritte denotano rabbia e solitudine. All’esterno dei muri dell’edificio Ferri si osservano 180 metri di lunghezza per circa 160 centimetri di altezza di graffiti.

I disegni sono fitti e strani, come se volessero rappresentare le pagine di un libro. L’autore è Oreste Fernando Nanetti, un uomo che trascorse la sua esistenza fra queste mura, dal 1958 al 1973.

Il Nanetti assunse il nome d’arte di NANOF o NOF4, scritta incisa con la fibbia del gilet in dotazione dell’istituto. Se durante i suoi disegni incontrava un malato appoggiato al muro preferiva non farlo spostare e continuare la sua opera attorno al suo corpo.

Negli scritti da lui lasciati affermò di essere in contatto telepatico con gli alieni, che descriveva in questo modo:

Alti, con il naso a forma di Y.

 

Altre sue frasi sono visibili e incese alle pareti:

Io sono un astronautico ingegnere minerario nel sistema mentale. Il vetro, le lamiere, i metalli, il legno, le ossa dell’essere umano e animale e l’occhio e lo spirito si controllano attraverso il riflessivo fascio magnetico.

Come una farfalla libera son io. Tutto il mondo è mio e tutti faccio sognare. Luce e suono hanno la stessa interferenza e lunghezza di corsa. 

Gli anni di “prigionia” di Nanof

Volterra Ghost tour

Dove trascorse anni privi di diritti, il Nanetti cercò in qualche modo di urlare al mondo la sua condizione.

Ma parlava veramente con gli alieni o tali conversazioni furono solamente il frutto delle sue nevrosi?

Il Volterra mystery tour non può rispondere a tale domanda, ma continuerà ad indagare.