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L’auto castrazione di lealtà di Gang Bing

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La storia di Gang Bing è considerata in Cina come un atto di suprema lealtà. Nonostante ora si pensi che questi fatti siano frutto di una leggenda, la storia di Gang Bing rimane comunque affascinante.

La storia di Gang Bing

Gang Bing era il primo comandante dell’Imperatore cinese Yongle, della dinastia Ming. Oltre ad essere primo comandante era anche amico e persona di fiducia dell’Imperatore, il quale non ebbe dubbi su chi dover lasciare a capo del Palazzo Reale mentre si assentava per una battuta di caccia.

A Gang Bing venne comunicato che sarebbe stato a capo del Palazzo e guardiano dell’harem dell’Imperatore che in quel momento contava 73 concubine.

Inutile dire che qualsiasi contatto con una delle concubine da parte di qualcuno che non fosse l’Imperatore stesso avrebbe portato a morte certa e al disonore per la famiglia.

Il comandante sapeva che in quel momento l’atmosfera a Palazzo era tesa e che si stavano tramando dei complotti.

In una situazione del genere temeva che qualcuno approfittasse per mentire e dire all’Imperatore, al suo ritorno a Palazzo, che Gang Bing era entrato nell’harem per avere rapporti con le concubine.

Nonostante l’amicizia e la fiducia che legava lui e l’Imperatore, Gang Bing sapeva che prima o poi il tarlo del dubbio si sarebbe impossessato del suo sovrano, portandolo a credere coloro che avevano ordito il complotto.

Prese allora una decisione drastica: si tagliò il pene e i testicoli.

L’auto-mutilazione di Gang Bing

Gang Bing capì che l’unica soluzione era quella di evirarsi. In questo modo non sarebbe mai stato possibile accusarlo.

Prese dunque un coltello affilato e la notte prima della partenza dell’Imperatore, in gran segreto, si mutilò i genitali conservandoli però in una borsa di tela.

Ripose poi la borsa sotto alla sella del cavallo personale dell’Imperatore, al quale aveva libero accesso, e tornò nelle sue stanze senza dire niente a nessuno.

Una volta tornato l’Imperatore successe ciò che Gang Bing aveva previsto: qualcuno disse all’Imperatore che il suo fidato comandante era entrato nell’harem, recandogli grave offesa.

Quest’ultimo, bollente di rabbia, fece chiamare Gang Bing affinché si difendesse. Gang Bing a questo punto chiese che fosse fatta portare la sella del cavallo dell’Imperatore.

Una volta portata chiese all’Imperatore stesso di controllare sotto la sella. Il sovrano ritrovò la borsa, l’aprì e vide i genitali tagliati capendo subito il grandissimo atto di lealtà compiuto dall’amico.

Come ricompensa venne promosso a capo eunuco, una figura con grandissimi poteri politici. Inoltre lo riempì di doni e alla sua morte, nel 1411, lo dichiarò santo e fece costruire un cimitero per gli eunuchi e un tempio in suo onore.

Nel 1530 il tempio venne ingrandito e chiamato “Tempio dell’Eminente Coraggioso e Leale”, anche se era comunemente noto come “il tempio degli eunuchi”.

Rimase in uso fino all’inizio dello scorso secolo, ma nel 1950 venne rinominato dal governo comunista “Cimitero Municipale dei rivoluzionari di Pechino” e attualmente si chiama “Cimitero Rivoluzionario Babaoshan”.

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