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Dog Boy: la leggenda e la vera storia del ragazzo cane

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Dog Boy – il ragazzo cane

La leggenda del ragazzo cane di Quitman in Arkansas ha coinvolto e fomentato le storie metropolitane girate intorno a Gerald Floyd Bettis.

Sin dai tempi della sua adolescenza, il ragazzo era solito condurre macabri esperimenti su cani e gatti del quartiere. Arrivò ad ampliare la struttura della propria abitazione per creare appositamente un luogo dove condurre i suoi esperimenti.

In più di un’occasione i vicini segnalarono alle autorità le torture che il “Dog boy” effettuava sugli animali indifesi. Persino dopo la sua morte le segnalazioni riportarono la presenza di strani animali deformi aggirarsi in quei pressi. Ma le indagini non furono mai state prese in considerazione.

Gerald Floyd Bettis, il “Dog boy”

ragazzo cane

Nel 1950 i coniugi Floyd ed Aline Bettis si trasferirono a Quitman in una grande casa. I loro tentativi di concepire un figlio si protrassero per diversi anni sino all’arrivo di Gerald Floyd nel 1954.

A causa della sua indole indocile e difficile, caratterizzata da un profondo sadismo verso gli animali gli venne attribuito il soprannome di “Dog boy“, il ragazzo cane.

Durante il periodo scolastico fu isolato dai suoi compagni al punto che Gerlad non tentò in alcun modo di risanare i giudizi sulla sua persona. Il suo carattere divenne ancor più chiuso e inasprito, sfogando tutta la sua rabbia su cani e gatti del quartiere.

Da adolescente riversò i suoi sfoghi verso gli ormai anziani genitori, arrivando a segregarli in casa, maltrattandoli, nutrendoli irregolarmente e solo quando riteneva fosse necessario. Il passo per giungere alle molestie fisiche fu breve. Arrivò a spingere il padre da una finestra del piano superiore.

L’uomo, allora settantenne, si salvò aggrappandosi al parapetto della casa dove attese l’arrivo della polizia.

La notizia della morte del padre di “Dog boy” venne riportata sul quotidiano “Heber Springs Sun Times” nell’anno 1981. Ma secondo le testimonianze dei vicini di casa l’uomo sarebbe stato scaraventato dalle scale dal figlio, rompendosi l’osso del collo.

Dichiarazioni su Gerald

Un certo Kennedy, abitante nei pressi della zona, rilasciò alcune dichiarazioni su Gerald. Ammise di temerlo ai limiti della paura, di vederlo comparire e scomparire nel cuore della notte con una strana luce di brillantezza nelle iridi.

Un giorno in particolare, il ragazzo cane si recò presso la sua proprietà accusandolo di aver rovinato un albero con la sua potatura. Terrorizzato l’uomo non chiuse occhio per tutta la notte. Convinto di trovarsi in pericolo decise di armarsi nell’eventualità della sua comparsa.

Durante i primi anni ottanta la madre cadde accidentalmente in casa fratturandosi il femore. Ricoverata in ospedale confidò al personale di turno dei numerosi maltrattamenti subiti dal figlio, fisici e psicologici, e dei suoi ricatti.

A fronte di tali rivelazioni venne inserita in un programma di protezione senza rivedere mai più il figlio e fare ritorno in quella casa.

Gerald fu arrestato dalla polizia per aver adibito la veranda di casa alla coltivazione e allo spaccio di marijuana.

Morì in carcere nel 1988 per overdose. Sua madre invece morì nel 1995 lasciando in eredità la proprietà alla nipote che pose in vendita la casa. In quel momento iniziarono a circolare terrificanti leggende per l’intera Arkansas.

La leggenda del Dog boy 

La leggenda narra che lo spirito di Gerald sia rimasto legato a quella casa dove si erano consumate le macabre torture.
Il suo spettro sposterebbe gli oggetti e impedirebbe a chiunque di soggiornarvi con la sua influenza negativa e malvagia.

Alcuni testimoni dichiararono d’aver visto un uomo in abiti marroni e papillon, privo di volto, aggirarsi al piano superiore della casa.

Si tratta veramente dello spirito del ragazzo cane?