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Il mistero del lupo mannaro del Piagnaro, Pontremoli

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Lupo mannaro di Pontremoli

Il mistero del lupo mannaro strega e incanta da sempre il borgo del Piagnaro a Pontremoli, in provincia della Lunigiana.

lupo mannaro pontremoli

I suoi vicoli stretti e il grigiore delle piagne e dalla dura arenaria, sono ancor oggi terrorizzati da una leggenda, quella del lupo mannaro. Si dice che per salvare la pelle in sua presenza, occorra non guardarlo negli occhi e salire tre scalini per considerarsi fuori pericolo.

Ma c’è chi crede che la licantropia si possa curare forando la mano della persona affetta con una  lesina da calzolaio.

Il castello del Piagnaro

Il mistero del lupo mannaro di Pontremoli è correlato al suo castello. Il castello del Piagnaro è una struttura difensiva situata sulla collina che domina, in direzione nord, il borgo di Pontremoli.

Il suo nome, “Piagnaro”, deriva dalle “piagne”, lastre in arenaria utilizzate in Lunigiana per realizzare i tetti delle abitazioni. La leggenda del lupo mannaro è sopravvissuta alle numerose modifiche subite dalla costruzione stessa nel corso dei secoli.

Nel 1329 subisce una prima distruzione per mano dei guelfi e ghibellini. Viene utilizzato con scopo militare fino al 1790. Lo stesso anno il Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, consegna al Comune l’ultimo cannone per fonderne il bronzo e realizzare la campana civica.

Negli anni successivi viene utilizzato come sede di governatori militari e di nuovo come caserma fino ai primi anni del Regno d’Italia. Fu adibito a famiglie non abbienti e considerato come “ghetto” nel primo Novecento.

Storia del lupo mannaro di Pontremoli

Sulle montagne alle spalle di Pontremoli convivevano gli uomini e i lupi. Ma la licantropia per compiersi necessitava della loro reciproca unione. In ogni generazione vi fu dunque un lupo mannaro diverso. Una volta era il fornaio, perché lavorava di notte. Il calzolaio che con il buio sfogava la sua indole aggressiva, il ragazzo con un ritardo mentale, lo straniero ecc.

Circa 150 anni fa, un uomo con indosso sulle spalle soltanto la pelle di un animale, fu visto aggirarsi la notte dalle parti del borgo. Molti animali come galline, pecore, mucche e cani furono uccisi. L’uomo fu denominato con il nome di: “lupo mannaro“. Il suo arrivo era accompagnato da ululati e cani randagi, come devoti servitori al proprio capobranco.

La sua forza fu paragonata a quella di sette uomini, ma la prestanza fisica del lupo mannaro non era tuttavia in grado di eccellere. I suoi tentativi furtivi di risalire le gradinate delle case si esaurivano dopo il terzo gradino, costringendolo alla resa ed a ululati di frustrazione.

Sparì successivamente dal nulla così come era apparso. Qualche mese dopo, una neonata venne lasciata davanti l’uscio di una casa.

La stessa bambina, una volta cresciuta si sposò ed ebbe due gemelli, un maschio e una femmina. Si vociferava che il bambino maschio fosse strano almeno quanto l’origine di provenienza della madre.

Che si trattasse in qualche modo dello stesso lupo mannaro?

Il castello del Piagnaro vi attende nei suoi vicoli notturni per scoprirlo.