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L’inquietante nebbia killer di Londra

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Nel 2007 uscì nelle sale il film horror “The Mist”, diretto da Frank Darabont e basato sul racconto omonimo di Stephen King. È stato un film interessante, ma che purtroppo è uscito in un periodo in cui i survival erano già sdoganati, così come film su mostri mangiatori di uomini. La critica non fu clemente e il film è rimasto uno dei meno celebri di quelli ispirati ai romanzi di King. La trama è molto semplice: dopo una tempesta in una cittadina degli Stati Uniti cala una fitta nebbia killer al cui interno si muovono creature mostruose che uccidono la gente, attirate nel nostro mondo da un progetto militare chiamato “Arrowhead” atto ad aprire portali verso universi paralleli.

Siamo ovviamente nella fantascienza pura, ma a Londra, forse, quel film ha suscitato brutti ricordi e nemmeno tanto remoti. Oggi sono rimasti in pochi quelli che riescono a ricordare chiaramente la nebbia killer del 1952, ma l’evento riecheggia ancora tra le mura della città e ogni volta che la nebbia scende fitta sulla capitale c’è qualcuno che si fa il segno della croce.

La nebbia killer di Londra

Il 5 dicembre del 1952 una fitta coltre di nebbia scese su tutta Londra, inizialmente ignorata dai cittadini che erano abituati a vedere il sole pochi giorni l’anno.

Quella densa nebbia durò per 5 giorni, riducendo la visibilità a pochi metri. Il problema principale però fu che sin dalle prime ore causò gravi problemi respiratori a chiunque si attardava per le strade o alla finestra.

Fu subito chiaro che quella nebbia non era di origine naturale ed in fatti prese il nome di “Grande Smog” e portò le autorità a chiudere scuole, cinema e tutti i luoghi pubblici di grande afflusso e a ordinare alla cittadinanza di rinchiudersi in casa ed uscire solo per necessità.

Non c’era nessun mostro nella nebbia, ma quando questa finalmente sollevò lasciò oltre 4.000 morti oltre 100.000 persone che richiesero il ricovero in ospedale (alcune stime fanno arrivare le morti a 12.000 circa, dovute a complicazioni che perdurarono diversi mesi).

Le cause della nebbia killer

Ma cosa successe veramente? Beh, fu una somma di fattori a causare la catastrofe, la maggior parte dei quali causate dall’uomo. Il Grande Smog iniziò come nebbia naturale formatasi dal Tamigi, ma arricchita da tutte quelle sostanze inquinanti che oggi si tengono sotto controllo con leggi ferree in gran parte del mondo.

Quelle sostanze, di cui una volta si ignorava l’effettiva pericolosità, reagirono formando composti altamente tossici e aggressivi formando particelle sospese di natura acida che ricoprirono la città e avvelenarono gran parte della popolazione.

I principali inquinanti di quella nebbia furono i combustibili fossili, che al tempo erano consumati dalla quasi totalità degli abitanti di Londra, e la combustione sviluppò nei giorni precedenti un accumulo di composti chimici tossici come acido solforico, anidride solforosa, monossido di carbonio, solfati e il famoso particolato. Questo è formato da piccole particelle non completamente bruciate che formano poveri sottili che intaccano i polmoni.

In quei giorni ci furono particolari proporzioni dei composti chimici che diedero origine ad una reazione micidiale per gli esseri umani, favorita anche dalla presenza di un altro agente molto pericoloso: il biossido d’azoto, che facilitò la produzione di solfato.

Quello fu il peggior evento di inquinamento atmosferico nella storia europea, con livelli di composti mortali erano elevatissimi, molto lontani da quelli che si registrano oggi in Italia, nonostante anche da noi la qualità dell’aria è comunque fuori norma.

Nebbia killer a Pechino

Uno studio recente ha evidenziato che qualcosa di simile, con composizioni simili a quelle del Grande Smog, avviene spesso sui cieli di Pachino, dove la gente è costretta ad uscire con mascherine al volto e i malori sono all’ordine del giorno.

In Cina l’inquinamento atmosferico raggiunge in alcuni periodi dell’anno punti critici con alta densità di polveri sottili (300/400 μg/m3) e a volte si registra una composizione chimica simile a quella di Londra di quei terribili giorni. Non a caso in Cina ci sono ben 16 delle 20 città più inquinate del mondo.

Negli ultimi anni anche la Cina si sta muovendo per ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria. La riduzione delle emissioni di ossidi di azoto e ammoniaca è stato il primo passo per evitare di innescare un processo letale di formazione del solfato e giungere ad una seconda apocalisse silenziosa.