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L’Isola delle bambole in Messico: la Isla de las muñecas

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L’Isola delle bambole è un luogo pieno di misteri e si trova in Messico. Famosa per le centinaia di bambole attaccate agli alberi, l’isola nasconde una triste leggenda.

L’Isola delle bambole

Quest’isola si trova nell’area di Xochimilco, al sud di Città del Messico ed è diventata famosa negli ultimi anni grazie alle centinaia di bambole che penzolano dai suoi alberi.

“Ma perché queste bambole sono appese a degli alberi, e chi ce le ha messe?”

Come ogni luogo misterioso, anche questo ha la sua leggenda.

La leggenda dell’Isola delle bambole

Isola delle bambole

Negli anni ’50 Julian Santana Barrera decide di lasciare la sua casa dove vive con la moglie e una figlia e di trasferirsi sull’isola.

Ne diviene il custode, ma poi qualcosa accade. La leggenda racconta che un giorno vide una bambina che stava annegando, ma non riuscì a salvarla. Poco dopo vide una bambola nel punto in cui la bambina era annegata.

Decise allora di appenderla a un albero, in segno di rispetto per la povera anima. Julian però comincia ad avere degli incubi in cui lo spettro della bambina lo perseguita e decide di attaccare agli alberi altre bambole. 

Julian Santana è esistito davvero (è morto nel 2001, a 86 anni) ma c’è chi dubita dell’esistenza della bambina affogata. Forse, dicono, era stata il frutto della psiche di Julian.

Più Julian aggiungeva bambole agli alberi e più le persone avevano timore dell’isola. Le bambole infatti sono rotte, sporche e alcune mancano degli arti o gli occhi. Julian non perdeva tempo a sistemarle, ma voleva solo appenderle per rendere omaggio alla bambina.

La celebrità dell’Isola delle bambole

Isola delle bambole

L’isola è diventata estremamente famosa dopo la morte di Julian, avvenuta nel 2001, forse anche a causa della morte dell’uomo.

Anche lui morì annegato, nello stesso punto in cui disse che era annegata la bambina che non era riuscito a salvare. 

Le voci cominciarono a circolare e con esse anche ipotesi e leggende. Si raccontava che le bambole fossero possedute dallo spirito di una bambina annegata.

Immediatamente l’isola divenne una meta turistica e anche i turisti stessi cominciarono ad attaccare bambole agli alberi, forse senza neanche sapere il perché Julian aveva cominciato a farlo.

Ora sull’isola sono presenti centinaia di bambole e molte persone vanno a visitarla solo per vederle e c’è chi giura di averle viste muoversi da sole, soprattutto di notte.

Quest’isola ha ispirato un cortometraggio horror/splatter tutto italiano ideato da Silvia Chierzi.

Sicuramente non è una meta adatta per i pediofobici, ma tu la visiteresti?

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Lilith
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