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Ricky Kasso – Say you love Satan

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Ricky Kasso

“Say you love Satan”. Una frase che vale un titolo, una storia, un’epoca. L’episodio di cronaca nera che andremo a sviscerare rappresenta una sorta di enciclopedia del macabro. Il prototipo del macabro. Negli avvenimenti a breve descritti, infatti, concorrono tutti gli elementi caratterizzanti le più feroci e cruente storie di sangue: un omicidio particolarmente efferato e violento, Satanismo acido, droga, musica, una gioventù smarrita e alla deriva, gli Stati Uniti d’America a far da impareggiabile sfondo all’intera vicenda umana. Serial killer? No, nulla di tutto questo. Poco importa: siamo in presenza del Male fatto persona. Il Male travestito da diciassettenne. Questa è la storia di Ricky Kasso.

Chi è Ricky Kasso?

Richard Allan “Ricky” Kasso Jr. nasce il 29 marzo 1967 ad Huntington, nella Contea di Suffolk, Stato di New York (USA). Sua madre è insegnate di storia, suo padre allena la locale squadra di football alla Cold Spring Harbor High School. Una famiglia normale, si direbbe. Una tipica famiglia americana. Eppure, Richard manifesta sin da giovanissimo una totale insofferenza verso la società, le istituzioni, la famiglia stessa. È la classica pecora nera. Persa, irrecuperabile. Un sociopatico. Lo stereotipo del sociopatico. Il rapporto con i suoi genitori è tutt’altro che roseo ed idilliaco: viene spesso cacciato di casa. Dorme dove può: nelle auto, in strada, a casa di amici, nei garage, nei boschi. A far da sottofondo alla burrascosa adolescenza di Ricky, la cittadina di Northport, New York.

È appassionato di football ma, ormai, lo sport ed una vita sana non gli appartengono più. Si avvicina alla droga: dalla marijuana all’hashish, dalla fenciclidina – o PCP – al ben più noto e diffuso Lysergsäurediethylamid, il famigerato LSD. Allucinogeni. La droga, negli Stati Uniti a cavallo tra gli Anni ’70 ed i primi anni ’80, circola in quantità abnormi: montagne di droga, fiumi di droga invadono ogni sobborgo, ogni periferia, ogni cittadina a stelle e strisce, dalla East Coast alla West Coast. Al confine tra degenerato e mortale sballo e capolinea esistenziale, migliaia di giovani si rifugiano nella droga. Tra essi, vi è Richard Allan “Ricky” Kasso Jr.

L’abisso del Satanismo acido

satanismo

Amici e conoscenti descrivono Ricky come un ragazzo complicato e particolare – senza dubbio difficile – sin dalla infanzia. Droga ma non solo. Subentrano, infatti, altri due elementi a contrassegnare l’adolescenza di Ricky Kasso e l’intera vicenda legata a questo ragazzo: musica e Satanismo. Black Sabbath, capitanati dal carismatico leader Ozzy Osbourne, AC/DC, Judas Priest su tutti. Più in generale, Ricky subisce il fascino ipnotico di gruppi rock ed Heavy Metal la cui immagine ed i cui testi contemplano richiami, più o meno espliciti, all’occulto, al Demonio, al Satanismo, alla magia nera, al nichilismo, alla droga e ai suoi effetti, alla ribellione, allo sradicamento e al sovvertimento delle regole e delle convenzioni sociali e culturali. Tematiche che Ricky abbraccia sino a tramutarle in ragione di vita.

A 17 anni, Ricky Kasso è un giovane non più sull’orlo del precipizio, ma nel precipizio. Fisicamente debilitato dall’uso compulsivo di droga e alcol, psicologicamente – usando una terminologia volgare e impropria ma senza dubbio efficace – compromesso. Quello che potremmo definire senza mezzi termini uno sbandato. Capelli selvaggi, lunghi sino al collo, sguardo “indemoniato”.

È in questa fase che Ricky entra a far parte di un gruppo di giovani satanisti, i cosiddetti “Knights of the Black Circle”, “Cavalieri del Cerchio Nero”. Satanismo acido – “Acidismo” – all’ennesima potenza. Il gruppo – il cui collante non è solo il Satanismo acido ma anche l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti – è dedito alla profanazione di tombe e allo svolgimento di messe nere durante le quali compare la tanto tipica quanto ricorrente e inflazionata simbologia riscontrabile in siffatte occasioni: croci rovesciate, pentacoli, l’immancabile 666. A far da contorno alle attività del gruppo, ancora la cittadina di Northport. Sembra che Ricky, una volta, abbia urlato in pubblico “Hail Satan!”. La fama satanista di Ricky si rafforza di giorno in giorno. Per Ricky stesso, il definirsi satanista è motivo di vanto. Ne parla agli amici, racconta di visioni demoniache e di come il Demonio comunichi con lui. Cita Anton LaVey – fondatore della Chiesa di Satana – e la sua opera, “The Satanic Bible”. Il Satanismo diventa la seconda droga di Ricky: il Demonio quale autentica dipendenza alla stregua di una droga sintetica.

Racconta di aver celebrato, assieme agli altri membri del sedicente gruppo “Knights of the Black Circle”, una Walpurgisnacht (la Notte di Walpurga, festa pagana tipica dei popoli germanici che si tiene la notte tra il 30 aprile ed il 1 maggio) nella tanto famosa quanto famigerata casa di Amityville – località situata nella Contea di Suffolk, New York – al 112 di Ocean Avenue. All’interno di questo caratteristico edificio coloniale in stile olandese, come noto, si è consumata la strage della famiglia DeFeo per mano del figlio, Ronald “Butch” DeFeo Jr. Correva l’anno 1974.

Questo episodio è strettamente legato alla sua degenza all’interno dell’ospedale psichiatrico di Amityville. I genitori, infatti, in un ultimo, disperato tentativo di recuperare il proprio figlio, portano Ricky presso il South Oaks Psychiatric Hospital, conosciuto anche col nome di Amityville Asylum. Ricky, nonostante la giovane età, si rivela un abile impostore e simulatore. Inizialmente, come raccontato successivamente, si presenta ai medici per quel che in realtà è: un adoratore di Satana. Ma poi, pur di uscire, riesce a persuadere i medici: promette di tornare a scuola, di abbandonare il Satanismo. Anzi, rinnega il Satanismo. Giovane e convincente, Ricky lascia l’ospedale. La parabola disgregativa della esistenza di Richard, tuttavia, è solo alle prime battute.

Ricky Kasso viene arrestato per profanazione di tombe. La polizia, infatti, lo sorprende mentre è intento a profanare una tomba in un cimitero coloniale locale. Richard ha solo 16 anni. Trascorre circa un mese quando Ricky si ammala di polmonite. È ricoverato presso il Long Island Jewish Hospital. Tuttavia, i genitori cercano di approfittare dell’imprevisto allo scopo di protrarre la degenza ed offrire al figlio adeguate cure psichiatriche. Ma i medici, quasi incredibilmente, non notano in Ricky particolari e pericolose tendenze psicotiche o sociopatiche. “Asociale”, è la diagnosi. Guarita la polmonite, Richard viene dimesso.

Il tormentato rapporto con i genitori si deteriora ulteriormente, benché, in fondo, Richard non arrivi mai ad odiare la propria famiglia. La rabbia nei confronti dei suoi cari risiede in una unica causa: la sua presunta “pazzia”. Ricky si sfoga con gli amici, anch’essi facenti parte di quella gioventù tossicodipendente e alla deriva; confida loro di non essere pazzo, di non ritenersi pazzo. In effetti, Ricky non è pazzo, nel senso comune del termine: è capace di intendere e volere.

Si racconta che Ricky abbia scritto una canzone, in una fase particolarmente ribelle, intitolata “A Child Of The Devil”, “Un Figlio Del Diavolo”. Tra lo scherzo ed il macabro, Ricky si versa del ketchup sui polsi, fingendo di essersi tagliato le vene. Scoppia in una risata beffarda e di dileggio quando la madre, comprensibilmente preoccupata, scopre si tratta essere solo di salsa di pomodoro. In segno di sfida, avverte i genitori quando esce per andare a farsi un po’ di “mesc” (abbreviazione di Mescaline; Mescalina, un alcaloide allucinogeno e narcotico), aggiungendo anche un beffardo “torno per cena”.

La sera precedente all’udienza in tribunale – il riferimento è al processo a seguito della profanazione della tomba – rimane a dormire presso una sua amica. Al mattino, il ragazzo si reca a casa ma il padre gli impedisce di farsi una doccia e di fare colazione. Anzi: non lo fa nemmeno entrare in casa. Insieme si recano in tribunale. Quindi, terminata l’udienza, il padre lascia il ragazzo di fronte ad un negozio, il Midway store. Ricky chiede al padre del denaro per la colazione: risposta negativa. Il ragazzo, allora, inizia a prendere a calci la Corvette del padre. Questi avvia il motore e se ne va. Ritorna mezzora più tardi: dà a Ricky qualche Dollaro intimandogli, infine, di non chiamare più a casa e di non parlare con le altre tre sorelle. Si giunge al punto di rottura.

Gary Lauwers

Droga equivale a degrado, in tutte le sue molteplici forme. L’omicidio di Gary Lauwers si inserisce in uno scenario all’interno del quale è anzitutto la droga – e in seconda battuta, quel Satanismo acido costantemente a braccetto con il mondo degli stupefacenti – a dettare i tempi ed i ritmi della discesa verso un imponderabile abisso. Consumo, spaccio, soldi, debiti, droga rubata, rivalità giovanili. La cerchia di amici – o presunti tali – di Ricky è malsana quanto Ricky stesso. Su tutti, James Troiano, 18 anni. Orfano, adottato, molla la scuola in giovane età, è tossicodipendente. Entra ed esce di galera: furti, soprattutto. Adora infrangere le regole, come Ricky del resto. E poi c’è Gary Lauwers, 17 anni, anch’egli uno sbandato. Tossicodipendente, un bravo ragazzo trasformatosi in piccolo diavolo. Vuole fare affari e soldi spacciando cocaina ma, al contempo, vorrebbe ritornare a scuola e abbandonare la vita sregolata fatta di droga e strada.

Ricky Kasso e Gary Lauwers sono tutt’altro che amici. Anzi, possiamo dire che i due si contendano territorio e prestigio. Entrambi, infatti, si reputano leader. I dissapori tra Ricky e Gary nascono da “affari di droga”. Lauwers, infatti, aveva sottratto a Kasso alcune dosi di PCP. Droga e soldi, dunque. I due si affrontano più volte, giungendo ripetutamente alle mani. E a prenderle è sempre Gary. Quest’ultimo, infine, salda il debito, restituendo a Ricky il denaro: 50 Dollari, forse 100. L’epilogo, tuttavia, si staglia all’orizzonte minaccioso.

Una sera, Kasso e agli altri si ritrovano nel parco di Cow Harbor, a Northport. Tra i presenti, Lauwers, James Troiano e Albert Quinones, 16 anni, un altro ragazzo tossicodipendente facente parte della ristretta cerchia “capitanata” da Kasso. Più tardi, il gruppo si dirige verso i cosiddetti Aztakea Woods. La tensione inizia inesorabilmente a salire. I ragazzi voglio accendere un fuoco: Gary, per ravvivare la fiamma, usa i propri calzini, quindi le maniche della giacca. Ricky Kasso stuzzica e provoca l’avversario dicendo: “perché non bruci tutta la giacca?”. Tra insulti e provocazioni, i ragazzi iniziano a consumare droga: PCP, LSD, da loro stessi erroneamente confusa per Mescalina. È buio, è notte. Ad un tratto, Gary esclama: “I have funny vibes that you’re going to kill me.”, che più o meno suona “ho la strana sensazione che mi ucciderai”. Ricky risponde: “I’m not going to kill you. Are you crazy?”, “non ti sto per uccidere, sei pazzo?”. In realtà Ricky Kasso mente: sta per uccidere Gary Lauwers.

L’omicidio di Gary Lauwers

Ricky Kasso

Quinones, benché preda dei potenti allucinogeni, assiste alla scena. “A trip”, come egli stesso la definisce. Un viaggio. Ricky e Gary iniziano a picchiarsi. Il primo, quindi, morde Gary al collo e all’orecchio. Ricky, poi, pugnala Gary. La situazione precipita.

Gary cerca di scappare, invano. Troiano, frattanto, raccoglie il coltello con cui Kasso ha appena ferito Lauwers. I due rinvengono sul malconcio rivale. Kasso e Troiano fanno inginocchiare Lauwers, quindi Ricky scandisce le fatidiche parole: “Say you love Satan”, “di’ che ami Satana”. Ma Gary risponde: “I love my mother”, “amo mia madre”.

Le pugnalate si susseguono, incessanti, mortali. La violenza con cui Ricky infierisce sulle carni di Gary Lauwers ha dell’incredibile. Si conteranno tra le 17 e le 36 coltellate, lame che lacerano addome, petto, volto, occhi. L’agonia di Gary Lauwers si protrae per alcune ore: tre, forse quattro. Il cadavere del teenager verrà ricoperto con foglie e rami. È il 16 giugno 1984.

Ricky Kasso torna alla sua vita: gli amici, la droga, la musica, il Satanismo, le strade di Northport. Come nulla fosse. Ma è un accentratore, Ricky, dotato di un tanto carismatico quanto malsano ego. Confida agli amici quanto accaduto, vantandosi della sua impresa omicida. Un sacrificio umano, secondo Kasso, direttamente ispirato da Satana. Satana stesso, come raccontato da Kasso, si sarebbe manifestato negli istanti immediatamente successivi all’omicidio di Lauwers: Kasso ode gracchiare un corvo nero, testimonianza diretta e tangibile – secondo Kasso – della presenza di Satana.

Kasso, come detto, racconta l’omicidio agli amici. Inizia, così, un macabro pellegrinaggio sul luogo del delitto: mostra loro il corpo di Lauwers in decomposizione. Kasso e Troiano, in seguito, seppelliranno il cadavere di Gary Lauwers all’interno di una piccola fossa.

Le voci, inevitabilmente, circolano in quel di Northport. L’omertà, in questi casi, è il più potente muro che una determinata comunità possa erigere affinché si tengano lontani curiosi ed estranei. Ma, altrettanto inevitabilmente, le voci corrono, valicano il muro d’omertà ed ecco che una denuncia anonima scuote la ignara comunità di Northport. In realtà, a Northport e nelle città limitrofe, la popolazione era, da settimane, al corrente di questo fatto di cronaca. Un episodio ancora poco a fuoco, tuttavia già sulle bocche di tutti.

Il suicidio di Ricky Kasso

Il 1 luglio 1984, una denuncia anonima giunge negli uffici della polizia. Il 4 luglio, gli agenti scoprono il cadavere mutilato e in avanzata decomposizione di Gary Lauwers. Le ossa ed i brandelli di carne mostrano evidenti i segni delle coltellate. La scena del crimine e le testimonianze raccolte offrono agli investigatori un quadro sufficientemente chiaro ed inequivocabile. Tutti gli indizi conducono a Ricky Kasso e James Troiano.

Ricky Kasso viene arrestato il 5 luglio 1984. Assieme a Kasso e Troiano, viene arrestato anche Albert Quinones, il quale assiste impotente all’omicidio di Gary Lauwers. La sua testimonianza (in cambio della immunità), però, viene ritenuta – forse erroneamente – poco attendibile in quanto, quella notte, sotto l’effetto di allucinogeni. Nell’aprile del 1985, nonostante le dichiarazioni di Quinones appaiano alquanto verosimili e compatibili con quanto realmente accaduto, James Troiano verrà assolto dall’accusa di omicidio di II grado.

Ricky Kasso, arrestato, viene condotto in cella. Forse per la vergogna, forse per la eccessiva pressione psicologica o, più semplicemente, in un ultimo, plateale atto di ribellione misto a sacrificio umano in onore di quel Satana tanto venerato in vita, si suicida il 7 luglio del 1984, a Riverhead, New York. Ha appena 17 anni.

L’eco mediatica dei fatti di sangue legati a Ricky Kasso si riverbera con enorme slancio in tutti gli Stati Uniti d’America. Ricky Kasso diventa ben presto un macabro simbolo. È nato il “mito” di “Acid King”. Verrà ribattezzato anche “The Say You Love Satan Killer”. Musica, droga, Satanismo, un efferato omicidio, l’assassino che, al momento dell’arresto, indossa una T-Shirt degli AC/DC: la stampa “inquisitoria” non attende altro ed anziché analizzare lucidamente gli intricati avvenimenti, anziché cercare le reali motivazioni del crimine, incolpa solo ed esclusivamente la musica rock. Sono anni in cui musica rock e metal sono oggetto di una campagna diffamatoria particolarmente veemente, ai limiti del paranoico. Inoltre, scoppia la fobia per le sette sataniche: “Satanic Panic”, usando l’espressione coniata in quel periodo.

L’omicidio di Gary Lauwers per mano di Ricky Kasso e James “Jimmy” Troiano ispira film, libri, canzoni, documentari, T-Shirt, indicativo esempio di come un crimine ed il proprio artefice possano diventare parte integrante della cultura popolare.

Il gruppo metal di San Francisco, Acid King, ad esempio, deve il proprio nome al nomignolo con cui veniva chiamato Ricky Kasso. Acid King, re dell’acido, con chiaro riferimento agli allucinogeni di cui era un grande consumatore. Persino la famosa ed irresistibile “Teenage Dirtbag”, brano degli Wheatus, trae ispirazione dalla storia di Ricky Kasso. Il frontman del gruppo, Brandan B. Brown, è originario di Northport e all’epoca dei fatti aveva 11 anni. Ancor più emblematico è il testo del brano “Psychedelic Sacrifice” della band The Electric Hellfire Club:

They say the Devil is alive and well

In Northport, Long Island

A sleepy town turned upside down

By a little Satanic violence

Ricky was the Acid King

A heavy metal fan

Leader of the Knights of the Black Circle

Satan’s Left-Hand Man

A bunch of teenage loners

Looking for some thrills

Fucked-up, drug-crazed stoners

On the highway to Hell

Drugs, death and the Devil

A psychedelic sacrifice

For the love of Satan

Someone had to pay the price

They took him down to the killing ground

Where no one could hear his cries

Screaming for his mama

While Ricky tore out his eyes

Say you love Satan

All the drugs you’ve taken

Were a sacrament in his name

Say you love Satan

Claim him as your savior

Let yourself go insane

Ricky was the Acid King

He said that he could do anything

In a prison cell between heaven and Hell

He made the angels sing

Drugs, death and the Devil

You will never understand

A psychedelic sacrifice

Because Satan is my main man!

Say you love Satan

All the drugs you’ve taken

Were a sacrament in his name

Say you love Satan

Claim him as your savior

Let yourself go insane

 

La vicenda legata a Richard Allan “Ricky” Kasso Jr. è andata, nel corso dei decenni, sempre più scemando in quanto a risalto e battage. Ma, al livello criminologico, l’eredità di quei fatti di sangue è ancora viva e meritevole della più ferma attenzione. L’omicidio di Gary Lauwers è e rimarrà un crimine impunito: Kasso si toglie la vita in carcere prima del processo, Quinones decide di testimoniare in cambio dell’immunità, Troiano – valutata inattendibile la testimonianza di Quinones – verrà assolto. Nessun colpevole per la giustizia statunitense.

Al di là della grave e macroscopica falla giudiziaria, Ricky Kasso identifica un’epoca, un preciso momento storico, espressione suprema di una gioventù maledetta. Il volto segnato, lo sguardo quasi perso nel nulla, gli occhi incassati, potremmo dire spiritati, le mani costrette dalle manette, quel verso – un “Aaaaah” gracchiante – ad irridere spavaldo fotografi e stampa assiepati all’entrata della centrale di polizia, un mezzo sorriso beffeggiatore, infine un movimento con la testa a scostare dalla fronte i lunghi capelli: immagini iconiche di un giovane diavolo. USA, 1984.

 

Photo credit: https://people.howstuffworks.com/satanism5.htm

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