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Los Feliz, la casa degli omicidi

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Il 6 dicembre 1959 una terribile tragedia si consuma nella villa al 2475 di Glendower Place, nel ricco quartiere di Los Feliz di Los Angeles.

La storia dell’omicidio-suicidio di Los Feliz

Alle 4:30 del mattino del 6 dicembre 1959, il cardiologo Harold Perelson uccise nel sonno la moglie Lillian, colpendola con un martello e lasciandola soffocare nel proprio sangue.

Poi andò nella stanza della figlia diciottenne Judye e cercò di uccidere anche lei. Il primo colpo però non andò a buon fine, la figlia si svegliò e cominciò ad urlare

Non uccidermi!

Il padre le disse allora di stare ferma e di non urlare, ma Judye riuscì a scappare allertando i vicini.

Nel frattempo Harold vide i suoi due figli più piccoli, Debbie di 11 anni e Joel di 13, in corridoio, svegliati dalle urla.

Disse loro di tornare a letto e che quello che avevano sentito era stato solo un incubo, dopodiché prese una grande dose di farmaci e morì prima dell’arrivo della polizia.

Possibili cause

Un vicino racconta che i Perelson avevano problemi di soldi.

Un collega di Harold gli ruba i diritti su un macchinario medico su cui aveva investito molto denaro e cominciò una battaglia legale. Harold vinse, ma ottenne solo una parte dei soldi spesi.

Due anni prima dell’omicidio-suicidio inoltre, Judye e le sue sorelline vennero coinvolte in un incidente d’auto. Harold denunciò il responsabile e vinse la causa. I soldi vinti però bastarono a malapena a coprire le spese mediche.

Harold tentò varie volte di suicidarsi e per questo la sua famiglia stava pensando di ricoverarlo in un ospedale psichiatrico.

Per salvare le apparenze però, dissero agli amici che aveva sofferto di attacchi cardiaci e che sarebbe stato ricoverato in un ospedale per accertamenti.

Poco prima di quella terribile notte, Judye aveva scritto alla zia, confidandole che i genitori avevano grossi problemi finanziari.

La villa oggi

Le tre figlie di Harold, le uniche sopravvissute, si trasferirono lasciando la villa vuota per un periodo. Un anno dopo venne acquistata da una coppia, Emily e Julian Enriquez, che usarono la proprietà come deposito.

Alla morte dei coniugi la villa venne ereditata dal figlio, che continuò ad usarla come deposito.

Si dice che al suo interno ci siano ancora le decorazioni natalizie dei Perelson e persino l’albero di Natale con i regali incartati.

La villa è molto famosa e mote persone vi si sono recate, scattando foto sia all’esterno che all’interno. Nonostante si possano vedere mobili risalenti agli anni 50 e alcune carte da regalo, non è visibile l’albero di Natale.

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Lilith
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