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Blue Whale game – il gioco russo della morte

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Ultimamente non si fa altro che parlare di questo Blue Whale game, letteralmente “gioco della balenottera azzurra”. Nei telegiornali si sente dire che questo gioco avrebbe portato 130 adolescenti alla morte, istigandoli al suicidio.

Ma cosa c’è di vero in tutto questo?

Il Blue Whale Game

Secondo i telegiornali, che amano fare allarmismo, il Blue Whale game sarebbe un gioco nato in Russia e che avrebbe già portato alla morte ben 130 adolescenti.

Il gioco consiste nello svolgere delle azioni dettate da una sorta di capo per 50 giorni. L’azione prevista per l’ultimo giorno è il suicidio, che deve avvenire tramite impiccagione o buttandosi da un edificio.

Il caso che ha fatto più scalpore in Europa e che ha iniziato l’allarmismo è stato quello del suicidio di due ragazze Ucraine, Yulia Konstantinova, di 15 anni, e Veronika Volkova, di 16. Le due adolescenti si sarebbero suicidate a fine febbraio proprio in seguito al famoso gioco della morte. 

Perché si chiama Blue Whale

Il Blue Whale game sarebbe nato sull’equivalente russo di Facebook, Vkontakte. La vittima viene contattata da un amministratore dopo essere entrata in determinati gruppi chiusi come ad esempio “Blue Whale” (balenottera azzurra) o “Silent House” (casa silenziosa).

Alcuni fra gli hashtag del gioco sarebbero #SeaOfWhales, #BlueWhales, #WhalesSwimUpwards and #WakeMeUpAt420. L’ultimo fa riferimento proprio a uno dei compiti che le vittime devono svolgere e cioè alzarsi alle 4,20 del mattino.

La scelta del nome del gioco deriverebbe dal fatto che fra le balenottere azzurre sono state osservate delle morti in circostanze che assomigliano al suicidio.

Dalla Russia con terrore

Da quello che si sente, il gioco arriverebbe dalla Russia. Tuttavia la prima notizia che parla del Blue Whale game, risalente alla fine del gennaio scorso, è apparsa su un giornale del Kirghizistan in cui lo si descriveva come un virus che si stava espandendo nelle scuole.

Secondo la notizia, il gioco della Blue Whale sarebbe nato tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, ma secondo alcune fonti l’ondata di “strani” suicidi fra gli adolescenti russi sarebbe iniziata nel 2015.

In seguito alla notizia che riportava la descrizione del gioco, molti genitori si sono fatti sentire sia in Kirghizistan che in Kazakistan, accusando i media di avere gonfiato la notizia e di avere creato più caos del gioco stesso.

Secondo altre fonti, il gioco in Russia non sarebbe nemmeno più di moda. Proprio in Russia è stato però arrestato un giovane, Filip Budeikin, accusato di essere l’ideatore del gioco. Filip rischia ora una condanna per istigazione al suicidio di 15 adolescenti. Questo numero è allarmante, ma è ben lontano dai 130 proclamati dai media.

Filip, in un’intervista al giornale russo Novaya Gazeta, ha dichiarato che gli adolescenti che avrebbe portato alla morte sono in realtà 17 e che sono morti felici.

Ho dato loro quello che non avevano nella vita reale: calore, comprensione, contatto.

Quante vittime ha fatto il Blue Whale Game?

Nonostante si parli di 130 morti riconducibili al gioco russo della morte, nessuno è stato ricondotto con sicurezza al Blue Whale game se non i 17 dichiarati da Budeikin.

Inoltre, solo in alcuni casi le istruzioni dell’ultimo giorno indicavano di commettere il suicidio. 

Un ragazzo che ha provato il gioco per curiosità, ha affermato che se un giocatore decide di non suicidarsi, gli amministratori del gruppo minacciano di morte la sua famiglia.

L’ultima notizia riguardante un tentato suicidio legato al Blue Whale game sarebbe quella di un ragazzino ucraino di 13 anni che aveva scattato fotografie dal tetto di un edificio, postandole poi sui social media. Per fortuna però, il ragazzo è stato salvato.

Blue Whale game: realtà o psicosi?