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Coppia rapita da cannibali in Papua Nuova Guinea

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Settimana scorsa due giovani hanno raccontato la loro terribile storia: hanno temuto per la loro vita, pensando di essere mangiati da una tribù di cannibali in Papua Nuova Guinea.

Il britannico Matthew Iovane e la sua ragazza americana Michelle Clemens, entrambi trentunenni, erano finalmente riusciti a fare il loro viaggio dei sogni in Papua Nuova Guinea per seguire il Kokoda Trail, un sentiero di 96 chilometri attraverso la giungla.

Il sogno però si è rivelato un incubo quando sono stati rapiti da una tribù indigena.

Il sequestro

Sono stati spogliati completamente, bendati e sono stati condotti nella giungla. Una volta arrivati sono state loro tolte le bende e la coppia si è ritrovata di fronte a indigeni ostili, alcuni dei quali con maschere fatte di piume.

Quello che li ha spaventati di più non sono stati i disegni di guerra dipinti sul volto dei nativi Papuani, ma il machete e le lance di cui erano armati. 

I ragazzi ricordano di come gli indigeni comunicassero solo con grugniti fra di loro, ma che conoscevano quel poco di inglese che bastava per dire loro: “Vi uccideremo”.

Le minacce non sono state solo verbali, infatti Michelle ha riportato ferite da machete e tre dita presentano un taglio profondo fino all’osso.

Matthew ricorda di come prima del viaggio stessero scherzando sui famosi cannibali presenti nella giungla della Papua Nuova Guinea, ma che una volta trovatosi faccia a faccia con loro la cosa non era più divertente.

Il ragazzo racconta di come gli indigeni siano usciti all’improvviso da alcuni cespugli e abbiano circondato lui e Michelle.

Si sono avvicinati e poi hanno strappato loro i vestiti di dosso. All’inizio pensavano che volessero derubarli e gli hanno offerto tutto quello che avevano con loro, ma gli indigeni volevano altro.

Li hanno bendati e li hanno condotti, nudi, nella giungla. E’ stato in quel momento che Matthew ha pensato che potessero volere ucciderli e mangiarli.

La paura di Matthew non è così infondata, il caso di cannibalismo più recente sull’isola risale infatti al recentissimo 2014, senza contare il cannibalismo tradizionale, in cui gli indigeni si cibano dei cervelli dei loro parenti durante i funerali.

Guida locale complice?

Untitled-113Il viaggio era cominciato cinque giorni prima e sarebbe dovuto durare un ultimo giorno. All’inizio del viaggio avevano pagato una guida locale per portare una borsa pesante, ma proprio alla vigilia dell’ultimo giorno l’uomo sarebbe scomparso, lasciandoli soli.

Il giorno seguente, l’ultimo del loro viaggio, sono stati rapiti dagli indigeni. Matthew non ha dubbi e pensa che la loro guida li abbia traditi.

Dopo essere stati portati al villaggio hanno provato a scappare, ma non hanno fatto molta strada, rimanendo impigliati nelle liane e sono stati subito catturati di nuovo. Dopo averli legati, gli indigeni hanno cominciato a “giocare” con i due giovani.

Li hanno separati e Matthew è stato preso a pugni e un machete gli è stato puntato alla gola mentre veniva ripetuto “ti uccideremo, ti uccideremo!”. Quando è stato portato da Michelle ha visto che era ferita e aveva bisogno di un ospedale.

Un lieto fine

Fortunatamente durante un altro spostamento sono riusciti a scappare. Hanno corso fino a quando hanno incontrato un uomo che stava costruendo una capanna e che li ha soccorsi.

Durante la fuga hanno incontrato dei cani selvatici e sono stati in contatto con edera velenosa. Gli abitanti del villaggio li hanno ospitati, hanno dato loro acqua cibo e coperte e hanno chiamato i soccorsi.

L’Inghilterra ha detto di avere preso il caso molto seriamente.

Nonostante i molti casi di attacchi subiti dai turisti, gli ultimi nel 2013 e 2014, la Papua Nuova Guinea rimane una meta molto frequentata.

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Lilith
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