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Nikolaj Dzurmongaliev, zanne di metallo

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Nikolaj Dzurmongaliev è stato un serial killer e cannibale russo, uno fra i peggiori criminali dell’ex Unione Sovietica, che è sospettato di avere ucciso circa 50 persone.

Cenni biografici

Non si conosce molto dell’infanzia di Nikolaj, sappiamo che nacque nel 1952 nella zona che ora corrisponde al Kazakistan, ma che allora faceva parte dell’Unione Sovietica, precisamente ad Alma-Ata.Ka

Da giovane perse alcuni denti anteriori e li sostituì con dei denti in metallo. Per questo venne soprannominato metal fang, cioè “zanne di metallo”.

Entrò nel servizio militare, viaggiò in Europa e poi tornò in Kazakistan. Era considerato da tutti un uomo educato, solitario e abbastanza calmo. Vestiva con cura ed era considerato un gentiluomo ma se provocato rispondeva violentemente. Inoltre sosteneva di essere un discendente del condottiero mongolo Gengis Khan.

Omicidi

Nikolaj avvicinava giovani donne nei pressi di un fiume e, grazie al suo aspetto distinto e alla sua calma, non gli era difficile far sì che lo seguissero.

Le portava poi in un angolo nascosto di un parco, le stuprava, le faceva a pezzi con un ascia e ne mangiava dei pezzi. Poi portava a casa il resto della carne per cucinarla e mangiarla, servendola anche ad ignari amici.

Il suo primo omicidio avvenne nel 1970 quando uccise Nadezhda Yerofim, la smembrò e ne buttò i resti in un barile.

L’anno successivo uccise una donna che stava tornando dalla messa. La polizia trovò il corpo della donna che presentava profondi tagli e Nikolaj venne arrestato.

Trascorse un anno in cella dove, dopo alcuni esami, venne dichiarato schizofrenico. Alcuni ritengono invece che sia stato arrestato dopo aver sparato ad un collega per errore.

Venne però scarcerato e trovò lavoro come operaio vicino alla zona natale di Alma-Ata. Tornò ad uccidere nel 1980 e smise solo nel 1981, quando venne arrestato.

Nikolaj uccideva le donne perchè sin da piccolo le odiava, pensando che fossero tutte prostitute e “la radice di ogni male del mondo”. Odiava in particolare le donne europee, conosciute mentre faceva il servizio militare, che giudicava troppo libere e lontane dai suoi ideali.

Il racconto di un omicidio

In una delle sue confessioni descrisse in modo dettagliato un suo omicidio. Nikolaj raccontò che si nascose dietro a delle rocce in attesa di una potenziale vittima. Una volta trovata uscì dal suo nascondiglio e la uccise pugnalandola al collo.

Dopodiché ne bevve il sangue, la portò in un posto più appartato ed ebbe un rapporto sessuale con il cadavere. Poi fece a pezzi il corpo, seppellì alcune parti e portò le parti restanti a casa sua per cucinarle.

Invitava spesso degli amici a casa per fare delle grigliate di carne e dove serviva, a loro insaputa, la carne delle sue vittime.

E’ stato stabilito che queste grigliate venivano effettuate sempre il giorno successivo ad un omicidio, proprio come succedeva con Nathaniel Bar-Jonah. Vedere i suoi amici mangiare carne umana lo eccitava sessualmente.

 L’arresto e la condanna

Nikolaj DžurmongalievNikolaj venne arrestato nel 1981 dopo che invitò due amici a casa sua per uno “spuntino”. I due uomini videro nella sua cucina la testa di una donna e le sua interiora.

Spaventati fuggirono e chiamarono la polizia che arrestò Nikolaj il giorno dopo. Oppose resistenza durante l’arresto e aggredì fisicamente un colonnello. I vicini di Nikilaj erano increduli: non riuscivano a credere che un loro vicino, così tranquillo e gentile, fosse un assassino cannibale.

Durante l’interrogatorio venne collegato a 100 omicidi e venne sospettato di circa 50 di questi. Lo stesso Nikolaj confessò di avere ucciso e di avere commesso atti di cannibalismo, aggiungendo che da due donne si può ottenere abbastanza carne per sopravvivere una settimana.

Venne sottoposto ad una perizia psichiatrica che rivelò un’insanità mentale, confermando la diagnosi formulata anni prima in occasione del suo primo arresto.

Durante il processo venne accusato di 7 omicidi di primo grado e venne spedito in un ospedale psichiatrico, in quanto bisognoso di cure mediche mentali. L’uomo provò a suicidarsi due volte, senza però riuscirvi.

 L’evasione

Dopo alcuni anni i medici notarono che il suo stato mentale migliorava sempre di più e non lo giudicarono più un pericolo per la società.

Nel 1989 decisero quindi di trasferirlo in un altro istituto senza dotarlo di una scorta dato che ora non era più ritenuto pericoloso. Nikolaj approfittò di questa occasione per fuggire perché nel trasferimento era accompagnato solo da un infermiere.

Le autorità negarono che il killer fosse scappato per evitare il panico fra la popolazione, nel frattempo Nikolaj vagò fra le montagne, spacciandosi per un cinese.

Venne ritrovato e di nuovo arrestato nel 1991, ma non sappiamo se nei due anni in cui era latitante abbia commesso altri omicidi.

Nikolaj Džurmongaliev oggi

Dopo essere stato rimesso in un ospedale psichiatrico, alcune fonti dicono che venne liberato nel 1994 e che attualmente vive con i parenti in una località non precisata dell’Europa orientale. Tuttavia fonti russe indicano che si trova in un ospedale psichiatrico di massima sicurezza e negli anni 2000 ha rilasciato un’intervista proprio mentre si trovava in ospedale.

L’ultima evasione

Alcune fonti riportano che Nikolai sarebbe evaso di nuovo il 23 dicembre 2015 e non sarebbe stato ancora catturato. Una ragazza è scomparsa il 31 dicembre in zona, e molti pensano che sia stato proprio Nikolai.

Tuttavia la polizia smentisce tali voci e un portavoce ha dichiarato:

Non abbiamo informazioni riguardo all’evasione di quest’uomo e non abbiamo ricevuto ordine di catturarlo. Queste informazioni creano confusione.

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