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Andrei Chikatilo

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Andrei Chikatilo è uno dei più famosi serial killer sovietici. E’ soprannominato il Mostro di Rostov o Il Macellaio di Rostov e nonostante sia spesso considerato un cannibale non ci sono prove a sostegno di questa ipotesi.

Andrei Chikatilo

Chikatilo nacque nel 1936 nella Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. La sua famiglia era povera e sua madre un giorno gli raccontò che aveva un fratellino, ma quando questi aveva 4 anni era stato rapito e mangiato da alcuni vicini.

In Ucraina a quel tempo le condizioni di vita per molti erano terribili e il cibo scarseggiava spesso. Quando Chikatilo cominciò la scuola elementare spesso sveniva a causa della fame e per questo, e anche a causa della sua natura timida, veniva spesso preso in giro dai compagni.

Quando aveva sette anni sua madre rimase incinta, ma il padre della creatura che portava in grembo non era suo marito, che si trova invece in guerra. La gravidanza era stata probabilmente il frutto di uno stupro effettuato da un soldato e forse il piccolo Chikatilo, che viveva con la madre in una casa con una sola stanza, aveva visto la violenza.

Una volta adolescente scoprì di essere impotente cronico e i rapporti con le altre ragazze divennero impossibili. Un giorno però assalì un’amichetta della sorella undicenne e mentre questa cercava di liberarsi lui eiaculò.

Dopo la scuola diventò un tecnico delle telecomunicazioni e cominciò una relazione che però finì dopo poco tempo a causa della sua impotenza. Un’altra ragazza con la quale aveva provato ad avere una relazione chiese consiglio agli amici su come poter risolvere l’impotenza del suo ragazzo. Questo portò solo la gente a deridere Chikatilo che tentò di suicidarsi, venendo salvato dalla madre e da alcuni vicini.

Il trasferimento a Rostov e i primi abusi

Successivamente si trasferirà a Rostov dove lo raggiunse la sorella che però conobbe presto un ragazzo e si sposò dopo sei mesi. Vedendo che il fratello faticava a relazionarsi con le donne, gli fece conoscere una ragazza e i due si sposarono solo due settimane dopo.

Quando alla donna fu chiaro che il marito non potesse mantenere un’erezione, decisero di procreare in questo modo: Chikatilo avrebbe eiaculato esternamente e poi avrebbe infilato il suo seme nella moglie spingendolo con le dita.

Questo metodo gli diede due figli. A Rostov Chikatilo trovò lavoro come tecnico delle comunicazioni, ma studiò anche per diventare insegnante. Tuttavia venne cacciato da più scuole perché abusava degli studenti, sia maschi che femmine.

I primi omicidi

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Nel 1978 compì il suo primo omicidio, uccidendo una bambina di 9 anni. Era riuscito ad attirarla in un posto isolato e aveva cercato di abusarne. Quando la bambina aveva resistito, lui l’aveva accoltellata a morte, eccitandosi e provando un orgasmo. Nonostante molti indizi puntassero su Chikatilo, per l’omicidio venne arrestato e giustiziato un ragazzo di 25 anni.

Il seguente lavoro come rappresentante di Chikatilo gli permise di viaggiare molto e di compiere altri omicidi.

Nel 1981 uccise la sua seconda vittima, la 17enne Larisa Tkachenko. La attirò con una scusa in un bosco poi cercò di abusare di lei. Non riuscendo ad avere un’erezione, colpisce la ragazza e la strangola. Non avendo con sé alcun coltello decide di mutilarla usando i denti. Nel giugno 1982 uccise la sua terza vittima, una ragazzi di 13 anni che tornava a casa dopo alcune compere.

Dopo questo omicidio, il killer non cercò più di resistere ai suoi impulsi omicidi e tra giugno e settembre 1982 uccise altre cinque vittime.

Modus Operandi

Il metodo di Chikatilo era sempre lo stesso: attirava le sue vittime in luoghi isolati poi cercava di stuprarle. Non riuscendo ad avere un’erezione uccideva le sue vittime (che potevano essere sia di sesso femminile che maschile).

Se la vittima si prendeva gioco di Chikatilo per la sua impotenza allora il killer diventava ancora più brutale.

Dopo avere strangolato le sue vittime le accoltellava e solo allora poteva raggiungere l’orgasmo. Spesso riempiva anche la loro bocca con del fango o della terra per impedire che gridassero. Poi le eviscerava, asportando a volte degli organi.

I cadaveri ritrovati dalla polizia presentavano spesso delle mutilazioni agli occhi, dato che Chikatilo li strappava. 

Nel 1983 cominciano a venire scoperti i primi corpi e a essere messi in relazione fra loro. Dopo qualche mese e ulteriori morti, alla polizia è chiaro che si tratta di un serial killer. Spesso i corpi erano eviscerati e la polizia aveva pensato che il killer potesse essere coinvolto nel traffico di organi o in una setta satanica.

Molte persone confessarono, principalmente persone instabili o sospettati dopo lunghe e violente interrogazioni, ma la continua scoperta di corpi smentiva sempre le confessioni.

Primo arresto e rilascio

Nel frattempo viene accusato di furto sul lavoro e viene licenziato. Chikatilo trova però un nuovo lavoro e continua i suoi omicidi.

Nel 1984 viene pedinato da un agente sotto copertura che lo scopre mentre cerca di attirare giovani donne in posti isolati. Viene così fermato e perquisito. I poliziotti troveranno in suo possesso coltelli e una corda. Scopriranno anche che è stato accusato di furto dal suo datore di lavoro, dando alla polizia un motivo legale per arrestarlo.

Chikatilo corrispondeva alla descrizione che alcuni testimoni avevano dato del presunto killer di Rostov, ma dopo le analisi del sangue il suo gruppo sanguigno risultò essere A, mentre lo sperma rinvenuto sui cadaveri era del gruppo AB. 

Venne così messo in carcere per furto ma verrà liberato dopo 3 mesi.

Gli altri omicidi

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Liberato nel dicembre 1984, non ucciderà fino all’agosto 1985. Nel frattempo la caccia all’uomo continua e molti poliziotti lavorano al caso. Viene stilato un profilo dell’assassino che viene descritto come un uomo dai 45 ai 50 anni, con un’infanzia difficile, probabilmente sposato e con figli ma con difficoltà a relazionarsi con le donne. Probabilmente è impotente e usa il coltello come sostituto del pene e gli omicidi come sostituto del rapporto sessuale.

Inoltre, dato che uccideva spesso vicino a stazioni ferroviarie e nei fine settimana, fu ipotizzato che viaggiasse per lavoro.

In quello stesso periodo nei media cominciano ad apparire notizie del killer, che Chikatilo segue attentamente. Per un periodo cambia modus operandi e zona degli omicidi, ma poi tornerà ad uccidere alla stazione di Rostov.

Gli viene anche tesa un trappola, ma lo stratagemma non funziona e il killer continua ad uccidere fino al 1990 quando viene di nuovo arrestato perchè ritenuto un sospetto. Era stato infatti visto cercare di portare bambini e ragazzi in posti isolati.

Le analisi confermarono che il suo sangue era del gruppo A, ma il suo seme era del gruppo AB, una condizione rarissima ma possibile.

Confessione

Il 21 settembre 1990 Chikatilo finalmente confessa 34 omicidi. Confesserà di avere usato il coltello come sostituto del pene e di avere sviscerato le sue vittime, a volte mordendone gli organi interni o i genitali.

A volte aveva strappato a morsi la lingua e i capezzoli di alcune vittime e aveva provato a leccarne il sangue.

La mattina seguente confesserà altri 22 omicidi. Verrò dichiarato sano di mente e verrà giudicato colpevole di 53 omicidi, venendo condannato a morte.

Verrà giustiziato con un colpo di pistola nel 1994.