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Anna Goldi, l’ultima strega uccisa in Europa e la sua riabilitazione

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Anna Goldi la “strega”

Anna Goldi,  detta anche Göldin, fu l’ultima strega ad essere condannata in Europa. Nacque a Sennwald, come quarta di otto figli. La famiglia era benestante e possedeva un sigillo proprio.

Suo nonno era portabandiera, mentre il bisnonno giudice e preside di Senwald. Ma quando il nonno venne accusato e condannato alla prigione in seguito ad alcune liti con il sindaco, fuggì lasciando l’intera famiglia.

Il padre di Anna Goldi, allora ancora un undicenne, dovette accollarsi i suoi debiti e ben presto la famiglia fu ridotta in povertà. Una volta cresciuta Anna lavorò come serva presso il  sindaco Enderlin a Maienfeld. Successivamente lavorò presso il panettiere Bernegger a Sax. Da 1762 al 1765 trovò impiego nella proprietà del pastore di Sennwald. Durante quello stesso periodo conobbe Jakob Rhoduner dal quale ebbe un figlio.

L’uomo decise di arruolarsi lasciandola sola con il bambino partito in segreto che morì la stessa notte in circostanze poco chiare. Per il decesso del suo stesso figlio Anna Goldi fu condannata per sei anni agli arresti domiciliari con l’accusa di infanticidio.

Accusa di stregoneria 

Anna Goldi

Nel 1780 fu assunta presso l’abitazione del medico, dottore e giudice Johann Jakob Tschudi-Elmer.

Nell’anno seguente si vociferò che Anna diede alla bambina di sette anni, Anna Maria, un biscotto Läkerli. Vennero poi rinvenuti diversi spilli nella tazza della piccola, a conferma della stregoneria su quel famoso biscotto.

Sembrerebbe che Anna Goldi avesse confermato tali dicerie in presenza di  Johann Jakob Tschudi, pastore legato da una parentela alla famiglia per la quale lavorava. Anna Maria iniziò a peggiorare e a soffrire di convulsioni e da lì a poco la Goldi venne accusata di colpevolezza.

Le autorità di Glarona emisero una taglia per la sua ricerca ed una somma di ben cento corone per il suo ritrovamento. Anna Goldi decise di fuggire verso San Gallo, nella Valle del Reno, fino a  Degersheim dove trovò lavoro come cameriera.

Nel 1782 venne arrestata e condotta a Glarona. Le persone pretesero che Anna togliesse il malocchio alla piccola Maria. Alcuni giorni dopo averla vista e dopo averle praticato un massaggio la piccola sembrò migliorare d’improvviso.

La guarigione fu ritenuta la prova schiacciante della sua colpevolezza.
Anna Goldi venne rinchiusa in prigione dove fu soggetta a diverse torture. Il dottor Tschudi, ex datore di lavoro della donna, spinse le indagini affinché venisse condannata, mentre Anna tentò in ogni modo di proclamare la sua innocenza.

Con 32 voti, contro 30, il consiglio evangelico decretò la sentenza di colpevolezza il 6 giugno del 1782. Anna Goldi fu giustiziata per impiccagione il 13 giugno dello stesso anno.

La riabilitazione di Anna Goldi

Dopo oltre 226 anni il parlamento di Glarona si è adoperato per riabilitare Anna.

Il 27 agosto del 2008 la sua riabilitazione è stata resa pubblica.

Ma è sufficiente per dimenticare? …