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Strage di Hurlingham – uccide 6 persone per un post su Facebook

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Domenica 5 febbraio 2017, Alberto Loscalzo ha ucciso 6 persone ferendone altre dopo che la moglie aveva pubblicato un post su Facebook. La vicenda ha preso il nome di Strage di Hurlingham. Il nome è dato dalla città argentina dove si è consumato il fatto, nella provincia di Buenos Aires.

La strage di Hurlingham

A raccontare la strage è Cinthia Lopez Gotta, una dei sopravvissuti. Cinthia racconta che la strage sarebbe stata premeditata e che la sera dell’omicidio, Alberto avrebbe invitato lei, la cognata Vanesa Macuna e suo marito Diego Diaz per una cena fra amici.

Oltre a loro tre in casa erano presenti anche Romina, la moglie di Alberto, e il figlio di lei di 11 anni, avuto dal suo ex marito, assassinato 10 anni prima in un episodio mai chiarito.

Cinthia racconta che dopo la cena Alberto ha cominciato a gridare contro Romina e poi le ha sparato. Cinthia e Vanesa hanno subito cercato di sopraffare l’uomo, senza riuscirci. Alberto spara a Vanesa, uccidendola, mentre Cinthia riesce a scappare. L’uomo la insegue e le spara a una gamba. La donna cade a terra e, nonostante il dolore, riesce a non emettere nemmeno un suono e sopravvivere fingendosi morta.

Dalle successive indagini è emerso che l’uomo ha poi sparato a Diego Diaz, morto successivamente in ospedale, e che avrebbe cercato di sparare anche al bambino di 11 anni. Dopo avergli puntato la pistola al petto non preme il grilletto dopo che il bambino lo supplica chiamandolo “papà”.

Dopo avere sparato a Cinthia prende la moto e va a casa del fratello di lei, José Lacuna. Con una scusa fa uscire tutta la famiglia e uccide la suocera Juana Paiva, il congnato José e ferisce sua moglie Monica Lloret, incinta di nove mesi che avrebbe dovuto partorire di lì a una settimana. La donna è stata trasportata in ospedale dove ha perso il bambino durante il cesareo.

La causa scatenante

A scatenare la follia dell’uomo sarebbe stato un post di sua moglie Romina su Facebook, in cui ricordava il suo ex marito, morto assassinato, nel decimo anniversario della sua morte.

Quante sensazioni trovate in quel momento. Sentivo che il tempo si era fermato, che mi mancava l’aria. Ho solo chiuso gli occhi e ho sognato per un momento che tutto era una bugia, che niente era vero. Per un secondo ho sentito che ero fra le tue braccia, ti ho sentito dire “Tutto andrà bene”. Quella brezza che sentivo erano le tue carezze che mi scuotevano l’anima, amore mio… Ma quando ho aperto gli occhi, sono semplicemente tornata alla realtà, avevo solo i ricordi più belli ancora vividi, solo l’amore eterno che ci siamo dati e due luci stupende che illuminano la mia vita, come facevi tu amore. Ti amo e questo non cambierà mai. Vivrai sempre in me. 

Questo messaggio è stato commentato con frasi di affetto anche da altre due delle vittime del killer, Juana Paiva e Vanesa Macuna rispettivamente madre e sorella di Romina.

Arrestato e in attesa di processo, Alberto avrebbe dichiarato di non ricordare niente dell’accaduto e che il post non c’entra niente con il suo raptus. Inoltre dichiara che sarebbe stato abusato quando aveva 12 anni.

Adesso resta solo da aspettare che la giustizia faccia il suo corso.

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