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Val di Magra: scia di sangue e delitti irrisolti

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Gli omicidi irrisolti della Val di Magra 

Dall’inizio degli anni ottanta la Val di Magra è stata protagonista di una lunga scia di delitti irrisolti.

In totale le vittime contate sono dodici, tutte senza apparente motivo e giustizia. Il serial killer non è mai stato catturato e vaga ancora a piede libero.

Il killer della Val di Magra

Nel 1989, a Sarzana, in Via Alta, fu ritrovato il corpo di un uomo avvolto in un tappeto, morto in seguito a numerose coltellate. Il segno distintivo del suo tatuaggio non ha portato ad alcuna rivelazione utile per le indagini. La scia di sangue della Val di Magra prosegue al termine degli anni novanta. Tre prostitute rinvenute morte fecero pensare ad una lotta interna tra bande o all’opera di un serial killer esperto, ma la verità è rimasta priva di certezze.

La sera del 19 gennaio 1999, la nigeriana  Idemudia Blessing, scomparve dalla circolazione, all’età di soli 21 anni. Il suo cadavere fu ritrovato quaranta giorni più tardi al largo della Palmaria con il cranio fracassato. L’11 maggio fu ritrovato il corpo della trentaduenne Andije Vujuvic nei pressi di Santo Stefano Magra. Aveva subito diversi colpi inflitti a mani nude sul corpo e sulla testa.

Mikaela Mika, residente a lungo nella cittadina di Sarzana, di appena 17 anni, venne ritrovata in successione. Svolgeva il mestiere sulla strada al bivio con Luni Mare sul Viale XXV Aprile. Il cadavere fu ritrovato all’interno del suo nuovo appartamento a Marina di Massa il 15 settembre del 2008, uccisa a calci e pugni.

La scia di sangue prosegue 

Lo strascico di morte della Val di Magra non ha scovato il colpevole nemmeno dell’assassinio di un giovane marocchino di 32 anni ai Bozzi di Saudino. Le indagini condussero gli inquirenti alla pista di una regolazione di conti, ma senza ulteriori prove.

Nel 2003, Luisa Bardi, 93 anni, venne aggredita e strozzata con il filo del telefono nella sua casa a Mazzetta. L’omicidio venne classificato come una rapina, decaduto per insufficienza di prove verso l’indiziato Mauro Fiodo.

Nel 2004, Stefania Crocini, nativa di Lerici, venne uccisa durante la notte, strangolata, all’interno della casa di riposo di Cerri, ad Arcola. Stefano Fogarizzu, suo ex compagno, fu accusato del suo omicidio e assolto successivamente.

Nel 2006, sulle colline Castelnovesi, venne ritrovato un cadavere in avanzato stato di decomposizione nei pressi di un vecchio rudere. L’identificazione portò al nome del sessantenne Silvio Pedrelli, nativo della Sardegna ma residente a Carrara. Il suo assassino rimane tutt’ora a piede libero. Nel 2010 fu rinvenuto anche il cadavere dell’albanese  Enver Veselj, 42 anni.val di magra

La Val di Vara inghiottì anche l’immigrato Mohammed Cherkaoui, scomparso senza lasciare tracce nel 2009. Le indagini su di lui sono ancora aperte.

Nel 2013 venne ritrovata morta dalla figlia Marisa Morchi  all’interno della sua abitazione in via Palvotrisia. Diciotto colpi di roncola e nessun responsabile inchiodato, ma un identikit emerso dai tratti allungati dell’uomo misterioso. Le mani della donna furono amputate brutalmente, mentre il resto del corpo presentava ferite da taglio.

La Val di Magra nasconde delitti e killer inquietanti ancora liberi di commettere nuovi reati.