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Psicofonia, voci dall’aldilà (con audio!)

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La psicofonia o EVP, dall’inglese Electronic Voice Phenomenon (fenomeno delle voci elettroniche), sarebbe un fenomeno paranormale nel quale delle voci non umane si presenterebbero in registrazioni tramite strumentazione elettronica.

Il padre della psicofonia

Il 12 giugno 1959 il regista svedese Friedrich Jurgenson stava registrando il canto di alcuni uccellini con un magnetofono.

Riascoltando il nastro poté notare che si sentivano delle voci lontane e mormorii che non aveva ascoltato durante la registrazione.

Successivamente eseguì molti esperimenti a riguardo, ipotizzando che le voci registrate potessero essere quelle dei defunti. Nonostante Jurgenson sia il padre degli studi sulla psicofonia, spesso questo termine è associato a un altro studioso: Konstantin Raudive.

Perchè è famoso Konstantin Raudive?

In seguito ai suoi esperimenti anche altri studiosi cominciarono a studiare il fenomeno. Uno di loro era Konstantin Raudive che collaborò con lo stesso Jurgenson.

Konstantin a partire dal 1964 registrò su nastro 72.000 voci in diverse lingue, che lui riteneva provenire da un’altra dimensione.

Ma perché oggi associamo il nome di Raudive all’EVP? 

Perchè è a lui che si attribuiscono i primi esperimenti concreti condotti con un circuito elettronico particolare, il cosiddetto diodo di di Raudive.

Lo studioso pensava che ciò che sopravviveva dopo la morte fisica potesse essere rilevato con l’utilizzo di un circuito particolare.

Raudive non inventò tale circuito, che è alla base di tutta la radiotecnica, ma fu il primo a utilizzarlo a questo scopo.

Lo studioso procedeva poi a registrare i suoni captati su nastro magnetico con un registratore.

Oggi le registrazioni possono avvenire anche tramite dispositivi più avanzati come smartphone, tablet e computer.

Le voci

Le voci registrate sui nastri possono avere timbri sia maschili che femminili, a volte sono cantilenanti, altre sono talmente rapide che per capirle è necessario rallentare il nastro.

Molte persone attribuiscono tali suoni a voci di persone defunte, tuttavia l’ipotesi più probabile è che si tratti di apofenia, attribuire cioè significati a suoni senza senso, o pareidolia acustica, interpretare suoni casuali come una voce che parla la nostra lingua.

Questo succede perchè il nostro cervello tende a dare sempre un significato a suoni o immagini incomprensibili.

Non siete convinti? Guardate questo piccolo esperimento di pereidolia acustica

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Lilith
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