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La maledizione del diamante Hope

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Il diamante Hope è famoso non solo per essere appartenuto a molti potenti della storia, ma anche per portare con sé una terribile maledizione: tutti quelli che lo hanno posseduto infatti sono morti di morte violenta, atroce o suicidio dopo esserne entrati in possesso.

Ritrovamento e prime morti

Questo diamante venne trovato in India dal commerciante Jean-Baptiste Tavernier che secondo la leggenda

lo estrasse dall’occhio di una statua che rappresentava divinità indiana. E secondo molti fu proprio questo atto a provare l’ira della divinità e a dare inizio alla maledizione.

Poco tempo dopo il suo viaggio Tavernier andò in bancarotta e, nel tentativo di risanare le proprie finanze, intraprese un nuovo viaggio in India, dove però non arrivò mai; morì infatti durante il viaggio.

Il possessore successivo fu Luigi XIV re di Francia che ne ridusse le dimensioni da 112 carati a 67,5, facendolo tagliare a forma di cuore.

La maledizione colpisce la famiglia reale

Il diamante venne sfoggiato molto sia da lui che dal suo successore Luigi XV e, nonostante non morirono subito dopo esserne entrati in possesso, morirono di una morte atroce. Luigi XIV morì di una cancrena al piede mentre il suo successore per una forma di vaiolo così violenta che il suo corpo cominciò a decomporsi mentre lui era ancora vivo.

Luigi XIV, prima di morire, aveva donato il diamante a forma di cuore a Madame de Montespan, la sua amante preferita, che poco dopo venne implicata nell’affare dei veleni e cadde in disgrazia, venendo rifiutata anche dal suo sovrano.

Il proprietario successivo fu sempre nella corona di Francia e fu Luigi XVI che lo donò a sua moglie Maria Antonietta.

Purtroppo tutti conosciamo la loro triste sorte, entrambi decapitati durante la rivoluzione francese. Il diamante venne quindi rubato insieme ad altri gioielli, passando poi nelle mani di un gioielliere.

Lo sfortunato nuovo possessore morì di infarto quando, dopo che gli venne sottratto il diamante, scoprì che l’autore del furto altri non era che suo figlio.

Il figlio, dopo aver scoperto di essere stato la causa della morte del padre, si tolse la vita. Un amico del giovane trovò il diamante fra gli averi del defunto amico, se ne appropriò e morì pochi giorni dopo.

La scia di sangue continua

Evelyn mentre indossa il diamante Hope

Il prezioso diamante andò di mano in mano fino a giungere, nel 1830, a Londra dove venne ulteriormente lavorato e il suo peso diventò di 45,5 carati, che rimane il suo peso attuale.

Un nobile inglese, Lord Francis Hope, pagò una cifra astronomica per aggiudicarsi e dare il suo nome al diamante. Purtroppo però la maledizione non risparmiò nemmeno lui.

Dopo esserne entrato in possesso i rapporti con sua moglie, un’attrice statunitense, si deteriorarono fino a scomparire definitivamente. Sua moglie cadde in miseria e lui decise di sbarazzarsi del diamante.

Fu la volta di Jacques Colot che dopo essere entrato in possesso della gemma impazzi e si suicidò.

Prima di farlo però vendette il diamante al principe russo Kanitowskij, che lo regalò a una ballerina. Il principe venne ucciso da alcuni rivoluzionari russi, prima però uccise la ballerina a cui aveva donato il diamante in un raptus di gelosia.

Fu poi la volta di un gioielliere greco, Simon Matharides, che si sfracellò in un burrone.

Il sultano turco Abdul Hamid II lo comprò per 400.000 dollari ma dopo un anno perse il trono e impazzì.

Il suo successore lo vendette al gioielliere francese Pierre Cartier che lo vendette a sua volta a Edward Beale McLean. In seguito morirono: la madre di McLean, due cameriere e il figlio di 10 anni. McLean e sua moglie Evelyn divorziarono, lui si diede all’alcol, e cadde in rovina.

Sua moglie decise di tenere il diamante fino a che sua figlia si suicidò nel 1946. La stessa Evelyn morì di polmonite a soli 60 anni.

Il suo ultimo proprietario, Harry Winston, lo donò allo Smithsonian Institute di Washington dov’è esposto tuttora.

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