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Cristina Giustini: “Racconti nascosti nell’ombra”. Un viaggio nella letteratura del mistero

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CRISTINA GIUSTINI AUTRICE

Chi è Cristina Giustini autrice?

Cristina Giustini nasce a Roma il 18 ottobre del 1976. Nel 2009 pubblica una raccolta poetica edita da Aletti editore dal titolo “Quando la pioggia arriva”.

Al concorso “XXI Concorso Internazionale Giuseppe Gioachino Belli 2009” Cristina Giustini si piazza tra i finalisti nella sezione poetica in lingua italiana. Così come l’anno successivo con il racconto breve “Il grido della notte”.

CRISTINA GIUSTINI AUTRICE

Autrice del libro horror e misterioso “Racconti nascosti nell’ombra” edito dal Gruppo Editoriale L’Espresso SpA-Comuniti del Ilmiolibro.it.

Per noi di Emadion Cistina Giustini ha rilasciato un’intervista utile a comprendere le origini dei suoi racconti.

Racconti nell’ombra, Cristina Giustini book

CRISTINA GIUSTINI AUTRICE

La raccolta contenuta all’interno di snoda in 13 racconti, alcuni a tema horror, altri più misteriosi, altri ancora avvolti da spettri e misteri. Non mancano zombie, vampiri, assassini e malati mentali a cui dare la caccia, incubi e presenze.

All’interno del suo sito internet è possibile leggere i primi due capitoli gratuitamente tramite il link indicato.

Link lettura primi capitoli

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Intervista a Cristina Giustini 

1) Quando hai capito che saresti diventata una scrittrice? C’è stato un particolare momento che ti ha spinta e spronata?

Ho sempre scritto tutto ciò che mi passava per la testa da quando ero bambina. Lo facevo su fogli di carta o quaderni che conservavo in tante scatoline che nascondevo agli occhi di tutti. Scrivevo piccoli racconti che spesso venivano fuori dai miei sogni, o dai testi delle canzoni, films o serie televisive.

Un giorno ho riaperto queste scatole e ci ho tirato fuori questi racconti. Ho impiegato parecchio per trovare il coraggio di renderli pubblici. Mi sono sempre sentita una scrittrice nel mio cuore. E chissà se ora lo sono diventata davvero.

2) Che cosa ritrovi nel genere mistery horror?

Questo genere è sempre stato dentro me.Da bambina costruivo tombe e cimiteri per le mie bambole. Il mondo che gira attorno alla morte mi ha sempre attratta. Per questo motivo facevo domande a tutti sui fantasmi e spesso venivo presa per depressa.

Invece non lo ero, ma esploravo mondi nuovi attraverso i libri e i films e ho cercato sempre di documentarmi su tutto in modo serio.

3) Come descriveresti il tuo libro “Racconti nascosti nell’ombra”  ad una persona che non ha mai letto nemmeno la sinossi?

“Racconti nascosti nell’ombra” è un libro composto da 13 racconti, che in realtà sono 12+1. Il primo s’intitola (L’inizio della fine), è diviso in 6 parti.

La storia principale si apre su una strada deserta in mezzo ad una città vuota e priva di rumori. Un uomo corre disperato. Ha paura, freddo e indossa un camicie consumato. E’ notte. La città è innaturalmente vuota e lui non ricorda nulla. Sa solo che deve correre ma non il motivo che lo ha indotto a fuggire.

I suoi movimenti sono impacciati. E’ stordito e la testa gli gira.  E dopo aver  incontrato un gruppo di zombi che lo ignora, si rende conto che forse … Si sta trasformando … Ma in cosa?

Inizierà così un’odissea personale che lo condurrà all’ultima parte del libro, epilogo in cui tutto inizia e finisce.

Questo libro è un viaggio verso mondi paralleli che da sempre ci accompagnano.

Cristina Giustini intervista, seconda parte 

4) Perché proprio quei racconti legati alla città di Roma?

Roma è una città antica e ricca di storia. E spesso, passeggiando fra le strade della mia città, mi sono chiesta quante storie vi si potessero nascondere.

5) Ti sei ispirata a fatti realmente accaduti per i racconti sugli assassini?

Ogni fatto di cronaca per me rappresenta uno studio, una curiosità. Ho letto tutti i libri che parlano di omicidi seriali e visto serie televisive che affrontano questi temi.

Raccolgo informazioni e articoli su tutti i serial killer, sia del passato che del presente. Anche gli assassini sono esseri umani e la loro storia personale è molto  complicata. A volte vorrei essere nella loro testa per capire perché sono diventati ciò che sono. E vorrei sapere se provano emozioni e quali.

Molto interessante e illuminante per me è stato il libro “I serial killer” di Ruben De Luca Vincenzo Maria Mastronardi.

6) Qual’è il racconto preferito di Cristina all’interno del volume e perché?

E’ difficile stabilire quale racconto sia il mio preferito, ma scelgo “La maledizione” perché è diverso da tutti gli altri.

E ‘ un racconto lungo che parla di un viaggio che una ragazza compie per tornare nel suo paese natale. Una ragazza che ha un vissuto personale doloroso e complicato. La sua famiglia sembra essere colpita da una maledizione da generazioni. Alla fine del racconto si scoprirà una verità del tutto inaspettata.

Incontro con Cristina Giustini, terza parte

7) Alcuni racconti sembrano il frutto di testimonianze dirette di spettri che non appartengono a questo mondo. Dove nasce l’idea di questo stile narrativo?

Prima ho detto che  ho cercato d’immedesimarmi nella mente degli assassini e la stessa cosa vale per gli spettri. Chissà cosa provano e che storia hanno alle spalle. Ammesso che esistano, ovvio! Ho deciso che fossero proprio loro a raccontare la propria storia.

 8) Quanto ti hanno influenzato le serie televisive sui racconti che riguardano gli zombie e i vampiri?

Poco per quanto riguarda i vampiri. Ho 40 anni e fino a pochi anni fa  non c’erano serie televisive fatte bene su questo argomento. Esistono molti film o libri ma ho dovuto attendere True Blood per trovare un’idea davvero originale.

Per quanto riguarda gli zombie c’è “The walking dead” che è fatta molto bene ma che ha perso la sua vera essenza.

Cristina Giustini, ultima parte

 

9) Hai progetti futuri dello stesso genere in programma?

Sì. Ma si tratta di romanzi. Il prossimo sarà un horror  psicologico con due finali diversi; uno reale e uno surreale. E’ già pronto ed è in correzione.

E l’altro parla di esseri provenienti da un mondo parallelo inventato da me, legati a vampiri e altre creature leggendarie. Poi ho tante altre idee da sfruttare.

10) Quali sono i tuoi scrittori preferiti? Diresti che qualcuno di loro ha influenzato il tuo modo di scrivere?

Lo scrittore di sempre è Edgar Allan Poe, attuale e sconvolgente. Poi adoro Alan Altieri che mi ha influenzato con il suo modo crudo di descrivere  e le immagini dirette rese attraverso piccole frasi.

Adoro Patrick McGrath e Michael Cunningham per lo stile narrativo, Sebastian Fitzek perché secondo me è il maestro del thriller psicologico. Nel genere Horror il mio preferito è italiano ed è Gianfranco Nerozzi.

11) Prima di chiudere l’intervista ci descriveresti in breve uno dei racconti che tratta il tema degli incubi?

Quasi tutti i miei racconti vengono da incubi, ma in particolare “Passi nella pioggia” descrive bene questo argomento.

Parla di Brenda, una bambina che vive in un orfanotrofio e che cerca di comunicare le sue emozioni. Lo fa attraverso delle frasi scritte su foglietti colorati che ama spargere per il mondo.

E’ una bambina difficile che non riesce a trovare una famiglia poiché la sua vita notturna è disturbata da incubi, apparizioni e disturbi del sonno.

Poi, durante una terrificante notte di tempesta, Brenda affronta le sue paure notturne. Segue una sagoma nella soffitta del palazzo, scoprendo che qualcuno ha raccolto i suoi foglietti per tutta la vita.

Conclusioni

Il racconto “Passi nella pioggia” non ha un finale ben definito. Si perde nella leggenda e nel vago, lasciando chi legge nell’incertezza.

Emadion ringrazia l’autrice Cristina Giustini e invita tutti a calarsi nella lettura dei suoi racconti!