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Disturbo dell’identità dell’integrità corporea

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Patologia del disturbo dell’identità dell’integrità corporea 

Il disturbo dell’identità dell’integrità corporea è una vera e propria patologia, rara, che si manifesta con il desiderio di amputare un arto del proprio corpo. In ambito medico questa patologia risulta essere correlata a un disturbo psichico.

Il desiderio di disconoscere una parte del corpo può sfociare anche nell’autolesionismo del midollo spinale. L’intento principale è quello di diventare paraplegici.

Ognuno dei soggetti affetto dal disturbo dell’identità dell’integrità corporea non presenta alcun handicap sensoriale e agisce per volontà autonoma.

Tutti concordano nelle stesse dichiarazioni:

Non sento mia questa parte del corpo, non mi appartiene e non dovrebbe trovarsi li!

L’arto preso di mira è percepito come un estraneo e nel tentativo di dissociarsi da esso è la stessa quotidianità ad essere compromessa. La patologia sfocia in una vera e propria ossessione al punto da fingersi dei soggetti disabili su una sedia a rotelle.

Disturbo dell’identità dell’integrità corporea e pareri medici

Disturbo dell'identità dell'integrità corporea

Nessun medico autorizzerebbe mai all’amputazione di un arto sano. Per questo i soggetti affetti dal disturbo dell’identità dell’integrità corporea optano spesso per soluzioni autonome drastiche.

Molto spesso arrivano a creare delle ghigliottine in casa, sparano all’arto indesiderato, lo recidono con attrezzi quali motoseghe, sino a ricorrere al congelamento. In moltissimi casi i soggetti affetti dal disturbo dell’integrità dell’identità corporea non sopravvivono alle procedure auto inflitte.

Il primo caso medico documentato risale al 1977. Nel 2005 uno studio condotto su 52 volontari permise di descrivere alcune caratteristiche comuni al desiderio dell’amputazione di una parte sana del corpo. Dalla ricerca emerse che la maggior parte dei soggetti maschili desiderava l’amputazione dell’arto inferiore sinistro piuttosto che dell’arto superiore.

Ancora oggi il disturbo dell’identità dell’integrità corporea non è stato inserito fra le patologie mentali e non è presente in nessun manuale di classificazione delle malattie.

Casi di feticismo e amputazioni

Il lato oscuro del feticismo sembra possedere orizzonti infiniti. E’ il caso dei feticisti delle amputazioni che sognano di recidere una parte del proprio corpo, in correlazione con il disturbo dell’identità dell’integrità corporea.

E’ avvenuto in America, dove un uomo giunto in pronto soccorso con una mano mozzata presentandosi come un feticista delle amputazioni e dichiarando d’aver agito di spontanea iniziativa. I medici non hanno potuto riattaccare l’arto all’uomo, dichiarato idoneo all’operazione, a causa del volere del soggetto.

Nessuna legge conferisce ai medici il potere di operare sul paziente contro il proprio volere come in questo caso. Il medico in servizio al pronto soccorso non ha potuto far altro che medicare e ricucire il polso dell’uomo. Egli ha lasciato l’ospedale, in piena autonomia, senza la sua mano.

Non sembrano esservi limiti alla pazzia della mente umana!