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Starry Eyes – cospirazionismo demoniaco e brama di successo

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Illuminati, mondo dello spettacolo e patti col Demonio: è questa una delle teorie cospirazioniste più in voga degli ultimi anni. Una teoria capace di dividere l’opinione pubblica tra complottisti e scettici.

Industria musicale, cinematografica e televisiva, occulto, esoterismo, satanismo, rituali, preghiere e messe nere celebrate anche nel corso dei più importanti show televisivi internazionali, patti con il Diavolo in cambio di fama e successo. Da decenni, sempre più, si va delineando un mondo dello spettacolo intriso di occultismo e satanismo. Un mondo retto e gestito da loschi poteri, da individui che tramite lo spettacolo imbrigliano, condizionano, controllano le masse, a partire dai più suscettibili e plasmabili adolescenti.

Masse affamate di idoli, di guide, di figure in cui potersi identificare: cantanti, attori, personaggi della TV. Messaggi espliciti o subliminali, ma sempre veicolati dagli idoli delle masse: occultismo, esoterismo, satanismo, simbologia massonica. Un autentico, ossessivo, quotidiano lavaggio del cervello attraverso musica, cinema e TV: devozione verso il Demonio, satanismo, sesso e depravazione trasformati in mera cultura popolare, strumenti attraverso i quali l’uomo può ambire al successo terreno. Chi aderisce a questa visione globale del mondo otterrà fama, denaro e successo; chi osa ribellarsi verrà emarginato, osteggiato. Persino ucciso.

Al contempo, burattinai e burattini, per meglio incantare le masse e ricevere ampio consenso da queste ultime, debbono necessariamente veicolare anche messaggi e valori positivi: ed ecco, allora, le martellanti campagne contro le violenze sulle donne, contro la guerra e la povertà, a difesa dei più deboli e dell’ambiente e così via. Maschere per celare il vero volto e le vere finalità dei centri di potere comunemente racchiusi sotto il nome di “Illuminati”.

Intendiamoci. Queste teorie, benché all’apparenza possano sembrare strampalate, assurde e grottesche, non vanno affatto sottovalutate o liquidate. La materia merita un analitico approfondimento per una semplice ragione: questi fenomeni – controllo e condizionamento delle masse, satanismo omicidi rituali, centri di potere occulti – esistono. Insomma, siamo di fronte ad atteggiamenti puramente estetici e scenografici o il mondo dello spettacolo è realmente permeato di occultismo, esoterismo, satanismo, pratiche atte a stabilire un contatto puramente utilitaristico e materiale tra Demonio e uomini? Insomma, cantanti, attori e registi hanno davvero venduto la propria anima a Satana? Sono davvero “servitori” del Diavolo?

Starry Eyes – demoni e showbiz

Un fatto è certo: il rapporto tra mondo dello spettacolo, occulto e satanismo suscita macabra inquietudine. Esso si erge, dunque, a nuovo tema attorno al quale ragionar d’horror.

Tra il 2014 ed il 2016, la cinematografia del settore è scandita e segnata da due importantissimi film (capolavori, per chi scrive) che vogliono scandagliare l’essenza malvagia e demoniaca del successo, delle umane ambizioni, della fama nei mondi dello spettacolo e della moda.

Stiamo parlando di “Starry Eyes” e “The Neon Demon”.

Starry Eyes costituisce una rara perla nella vastità della cinematografia dell’orrore. In questo film, tutto appare al proprio posto: la storia, gli attori, gli effetti speciali, le tecniche, i dialoghi.

*ATTENZIONE SPOILER*

Protagonista della storia è Sarah Walker, interpretata da Alexandra Essoe. Sarah è una aspirante attrice che si guadagna da vivere lavorando in un ristorante. Il locale incarna il tipico fast-food dozzinale ma di discreto successo, le cui attraenti cameriere, vestite in abiti attillati e perennemente sorridenti e spigliate, debbono far breccia nella clientela. Il sogno di Sarah, tuttavia, è diventare una famosa attrice.

I suoi amici, però, si rivelano inaffidabili, doppi ed egoisti. Erin (Fabianne Therese) e Danny (Noah Segan) ambiscono essi stessi ad una brillante e sfolgorante carriera nel mondo dello spettacolo e del cinema. Tracy (Amanda Fuller), la coinquilina di Sarah, prova sentimenti misti verso la ragazza. È Tracy, in fondo, l’unica persona che realmente ha a cuore le sorti di Sarah.

Si consuma, pertanto, un “tutti contro tutti”, in cui Sarah appare la vittima prediletta del gruppo.

Ad un tratto, sembra palesarsi l’occasione della vita. Sarah è convocata per un provino: il titolo del film, un horror, è “The Silver Scream”, prodotto dalla misteriosa Astraeus Pictures.

Le scene delle audizioni catapultano lo spettatore all’interno della complessa psicologia di Sarah: sognatrice, ingenua, indubbiamente problematica e fragile. In occasione del primo provino, Sarah sembra essere stata scartata dai vertici della Astraeus Pictures. Delusa e colma di sconforto, Sarah si reca in bagno: qui, urlante e depressa, inizia a strapparsi i capelli. L’intensa, spontanea espressione di dolore e isterismo non passa inosservata: viene richiamata in sede di casting e le viene ordinato di ripetere la scena. Congedata, Sarah rimane in attesa. Un secondo provino attenderà la ragazza.

Nuovamente convocata, le viene chiesto di spogliarsi completamente nuda di fronte ad una piccola telecamera e ai due responsabili della società di produzione: la Direttrice dei casting, interpretata da Maria Olsen nei panni della tenace, intransigente e fredda donna, e l’assistente della Direttrice, interpretato da un altrettanto convincente Marc Senter.

L’imbarazzo della ragazza è palese ed evidente, ingenuamente convinta di dover essere selezionata in base alle proprie capacità attoriali. L’ambiente è buio, la tensione palpabile. Sangue, un copione in mano, un gioco di luci e ombre accuratamente definito e in sintonia con la drammaticità della scena in questione. Si entra in un mondo ultraterreno e demoniaco. L’occulto squarcia la scena e lo schermo appropriandosi definitivamente del film. Non si tratta di un casting, ma di un rituale che si sta consumando di fronte a due celebranti.

Ancora una volta, emerge prepotentemente la complessa psicologia di Sarah: euforia, rabbia, depressione, isterismo. In lei vivono intensamente questi contrastanti sentimenti, sintomo di una radicale ma ancora evanescente trasformazione interiore. La scena rappresenta la porta d’accesso verso il nocciolo occulto del film: la percezione che ha Sarah del proprio cambiamento e della propria trasformazione, la collana col pentacolo indossata dalla Direttrice dei casting, elementi inseriti da sceneggiatori e registi in modo intelligente e ben calibrato.

A completamento di una delle scene madri della pellicola, la straordinaria bravura di Alexandra Essoe, in grado di conferire al personaggio di Sarah un tocco di tanto ipnotico fascino.

Il casting di Sarah entra, allora, in una terza fase. È nuovamente convocata dalla Astraeus Pictures, stavolta per incontrare il produttore, interpretato da Louis Dezseran, particolarmente efficace nei panni dell’innominato, oscuro, dannato produttore della misteriosa Astraeus Pictures. Al cospetto dell’importante uomo d’affari, Sarah mostra un misto di imbarazzo e speranzose aspettative circa l’ottenimento della parte nel film. L’offerta del produttore è chiara e diretta: sesso. Sarah, delusa, furente e ferita nella propria femminilità e professionalità, rifiuta.

Quanto segue scandisce le fasi della graduale ma inesorabile trasformazione di Sarah: l’appoggio della sua amica Tracy circa la inopportuna richiesta di sesso da parte del produttore ed il conseguente rifiuto di Sarah, quindi il “tradimento” di Danny, regista emergente, per Erin. Affetti e carriera sembrano abbandonare Sarah, sempre più sola ed incattivita.

In cerca di rivincite, Sarah si reca alla Astraeus Pictures, cedendo, quindi, alle richieste sessuali dell’uomo. Sarah pratica una fellatio al produttore, infine, sviene. Il rituale è consumato, la trasformazione di Sarah in atto. Ecco, allora, affiorare con forza lo stretto legame che intercorre tra occulto, esoterismo, controllo e condizionamento mentale e sesso, connessione ricorrente riscontrabile tanto nel quotidiano (si pensi al settore pubblicitario, in cui spesso si fa ricorso a messaggi e doppi sensi a sfondo sessuale) quanto nel cinema, nella musica e nello spettacolo in generale. Sesso orale, strumento attraverso il quale viene celebrato un rituale occulto ed esoterico.

Da questo istante, Sarah non sarà più la stessa. Corpo e psiche subiscono un progressivo decadimento. Il corpo della ragazza inizia a disfarsi: perdita di capelli e unghie, sanguinamenti, allucinazioni, spasmi e crampi, tumefazioni della pelle, vomito. Un deterioramento fisico accompagnato di pari passo da un abbrutimento psicologico e comportamentale.

Concreto e tangibile degrado fisico a simboleggiare alterazioni psicologiche e della personalità.

Inevitabile, dunque, tracciare un parallelismo con un altro efficace film horror contemporaneo (anno 2012), “Thanatomorphose”, scritto e diretto da Éric Falardeau. In questo film, la morte e la decomposizione psicologica della protagonista – Laura, interpretata da Kayden Rose – vengono identificate attraverso un esplicito disfacimento fisico. Una autentica decomposizione progressiva delle carni. Ma se in “Thanatomorphose” la decomposizione fisica e interiore di Laura è irreversibile, in “Starry Eyes” il decadimento fisico e psichico si tradurrà, come vedremo, in una rinascita.

Rinascere o morire: sono questi i patti. Sarah decide di rinascere, mentre la propria trasformazione fisica e interiore è in atto e in fase conclusiva. Uccide i suoi amici con efferatezza e freddezza. La vita passata è alle spalle, la prova superata, il rituale in via di realizzazione.

A questo punto, viene celebrato il rituale occulto da parte dei membri della Astraeus Pictures: demoni, occultismo, omicidi rituali, pratiche che ondeggiano tra satanismo e sesso. Il cerchio si chiude: la tanto ambiziosa quanto fragile e ingenua Sarah lascia il posto ad una inedita Sarah, ora incarnazione del demone alla guida della Astraeus Pictures. Una nuova alba, un nuovo compleanno: Sarah, riemersa dalla tomba nella quale era stata sepolta in occasione della celebrazione del rituale occulto, ritorna a casa. Qui, uccide Tracy, la sua coinquilina, a sancire l’ultimo atto dell’abbandono della precedente e misera vita.

Sarah, ora, è un demone: bellissima, splendenti occhi verdi, calva. Una folta parrucca castana a coprire il capo, una collana con pentacolo – la stessa indossata dalla Direttrice dei casting, medesimo simbolo che campeggia luminoso e ammaliante in terra, sopra la tomba di Sarah, nel corso del rituale celebrato dai membri della setta – ad impreziosire il collo, un sontuoso abito. “Sarah”, di fronte allo specchio, ammira se stessa compiaciuta. La trasformazione è ultimata.

*FINE SPOILER*

Hollywood, moderno tempio del Male?

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In Hollywood competition is fierce. How far would you go to be a star?”.

This fall dreams require sacrifice”.

Le frasi che compaiono nel trailer ufficiale del film incarnano appieno l’essenza di “Starry Eyes”. Hollywood, feroce competizione, sogni, sacrifici.

Starry Eyes, in fondo, descrive una storia di vincitori e vinti, di carnefici e vittime, di successo e fallimento. Ambizione, successo, dicevamo: concetti, mire che possono tramutare l’uomo, qualsiasi uomo – anche la più ingenua e onesta delle ragazze come Sarah – in autentici demoni.

Il Male, in Starry Eyes, trionfa. Sarah Walker ed i suoi amici (o presunti tali) muoiono, segno tangibile che ambizione e successo richiedono sacrifici umani. Sangue. Morte simbolica o reale, passaggio obbligato verso la trasformazione. Sarah Walker è la protagonista perdente, la Astraeus Pictures l’antagonista vincente. Solo scendendo a patti con il Demonio e la setta, Sarah potrà abbracciare e perseguire sogni di gloria e successo. Deve uccidere se stessa e la sua vita passata affinché possa generare una nuova “Sarah”. Spersonalizzata, non più umana, bensì incarnazione di un demone e per questo potente, bellissima, invincibile. Sublimazione del Maligno. Un Maligno, tuttavia, incantatore, capace di rendere gli uomini ignari schiavi e complici allo stesso tempo.

Starry Eyes è più di un semplice film. È una finestra su una presunta verità caratterizzante il multiforme mondo dello showbiz. Controllo e condizionamento mentale, oscuri patti con Satana in cambio di successo, sacrifici umani, rituali in cui sesso (secondo le tesi cospirazioniste, la pedofilia è identificata quale mezzo prediletto attraverso il quale i cosiddetti “Illuminati” celebrerebbero rituali para-satanici) ed occulto si mescolano senza soluzione di continuità. In questi ultimi anni, numerosi appassionati e studiosi hanno analizzato video musicali, testi di canzoni, show televisivi, cartoni animati, serie TV, pubblicità, film al fine di smascherare e dimostrare l’esistenza di centri di potere finalizzati a manipolare le masse attraverso musica, cinema e televisione.

I video musicali, in questo senso, costituiscono il veicolo più immediato e diretto tramite i quali poter diffondere determinati messaggi propagandistici, espliciti o subliminali. Controllo e condizionamento mentale (spesso simboleggiati dalla farfalla Monarch, da esperimenti e torture fisiche e psicologiche subiti dagli stessi protagonisti dei video; chiari i riferimenti al progetto MK-ULTRA), simbologia satanista e massonica, metafora della morte e della rinascita, successo ottenuto solo ed esclusivamente attraverso patti col Demonio e con centri di potere occulti.

Numerosi video musicali ripropongono in modo ossessivo e quindi comprensibilmente sospetto le medesime dinamiche, tematiche, metafore, i medesimi gesti e simboli (dall’Occhio di Horus alla piramide, dal trono al Baphomet, dal satanismo al controllo mentale, passando per una sempre enfatizzata ipersessualizzazione).

Evidente, ad esempio, il richiamo a simboli massonici e satanici, elementi che ritroviamo anche in “Starry Eyes”. Ma, in particolare, ritorna in maniera insistente il tema della trasformazione, della metamorfosi fisica e comportamentale, della rinascita in nome del Diavolo, artefice di successo e godimenti terreni.

I cantanti, nei propri video, subiscono spesso radicali trasformazioni intese al conseguimento del successo: lavaggio del cervello e patti con Satana in cambio di soldi, sesso e successo. Metamorfosi fisica e interiore: da “brutti anatroccoli” ad abbaglianti star, da sconosciuti ad idoli dei giovani, da immature e acerbe ragazze acqua e sapone a sex-symbol e modelli per milioni di teenager. Il percorso compiuto da Sarah in “Starry Eyes”, come abbiamo analizzato, rielabora in chiave horror questo determinato concetto.

Per imbattersi in simboli e richiami al satanismo, all’occulto, alla massoneria e a centri di potere oscuri non occorre scavare necessariamente nel profondo delle nicchie musicali. È sufficiente galleggiare in superficie per scoprire fenomeni e, forse, verità inquietanti: Lady Gaga, Katy Perry, Rihanna, B.o.B, Nicki Minaj, Will I Am, Britney Spears, Brooke Candy, Fedez, Francesca Michielin, The Weeknd, Justin Bieber, Kesha, Miley Cyrus, Beyoncé, Lana Del Rey, Jessie J, Madonna, Panic! At The Disco solo per citare un breve campionario degli artisti pop più ascoltati, famosi, apprezzati dai giovani e diffusi al livello nazionale ed internazionale.

Canali televisivi (MTV, in questo senso, rappresenta l’apice di questo fenomeno) e case di produzione costituirebbero autentici templi del Male, materialmente e concettualmente. E “Starry Eyes” riesce a cogliere questo particolare aspetto. La sala del casting, la sede della Astraeus Pictures, l’ufficio del produttore: tutto sembra un oscuro tempio, luoghi in cui celebrare riti e rituali occulti.

Numerose sono le testimonianze e le interviste in cui famose celebrità affermano di aver stretto patti con il Diavolo. Le star della musica cantano di patti col Diavolo nei testi delle proprie canzoni. Provocazione o realtà? Al contempo, sono altrettanto numerosi gli artisti che cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica circa le demoniache pratiche del mondo dello showbiz. Cantanti e attori i quali cercano di denunciare – attraverso canzoni, film o esplicite interviste e dichiarazioni via social – il Male che alberga nella industria musicale e hollywoodiana. Emblematica la disputa legale intrapresa da Kesha contro il suo produttore “Dr. Luke” e la Sony. Accuse di violenze sessuali, abusi psicologici; sembra anche che l’artista di Los Angeles sia stata costretta ad incidere il brano “Dancing with the Devil”, il cui testo recita:

Continuo a ballare con il Diavolo.

Continuo a ballare con il Diavolo.

Ho venduto la mia anima, non posso tornare indietro

Continuo a ballare con il Diavolo.

Io e te abbiamo fatto un accordo

Ed è ancora Kesha che, su Twitter, affermava che “Non volevo cantare questo testo ma sono stata costretta”; il riferimento è al brano “Die Young”. Sinora, la battaglia legale ha visto Kesha sconfitta su tutti i fronti, a testimoniare – secondo i sostenitori delle tesi cospirazioniste – la potenza dei centri di potere e la loro invincibilità. Tuttavia, ha ricevuto l’appoggio di altre star della musica e dello spettacolo, ad iniziare da quelle più direttamente toccate dalla retorica e dalla oscura propaganda riconducibili ai cosiddetti “Illuminati”, quali Lady Gaga, Ariana Grande, Miley Cyrus.

Vittime e complici, loro malgrado, di un meccanismo perverso al quale è impossibile sottrarsi?

In questo magma di tesi, complotti, accuse e teorie cospirazioniste, entrano a gamba tesa anche le dichiarazioni rilasciate dall’attrice statunitense Roseanne Barr, la quale affermava che le tecniche di controllo mentale MK-ULTRA dominano Hollywood. Contenuti scottanti non solo ribaditi dalla stessa Barr in altre circostanze, ma denunciati anche da altre celebrità americane e internazionali in modo più o meno sibillino.

Starry Eyes: visione horror di una inquietante realtà?

controllo mentale di massa

Satanismo, occulto, esoterismo, massoneria, centri di potere, tecniche di controllo mentale, lavaggio del cervello, continui richiami al progetto MK-ULTRA, patti col Diavolo in cambio di successo, gloria, denaro, sesso.

Tematiche, scene, simboli che si ripetono in loop, ossessivi, assillanti.

A proposito: avete notato il logo della Astraeus Pictures? Si tratta dell’Esagramma unicursale, tra i simboli più importanti di Thelema, il pensiero sviluppato da Aleister Crowley.

L’industria dell’intrattenimento, stando a ciò che traspare, palesa sempre più un volto oscuro e malefico. “Starry Eyes” mostra, in chiave horror, questo lato, questi contorni sottaciuti dello sfavillante star-system.

Verità o solo espedienti di marketing: la questione è aperta e dibattuta.

Starry Eyes”, ad ogni modo, sembra indirizzare e focalizzare la propria attenzione attorno a questo tema: il rapporto tra successo, industria dell’intrattenimento, occulto e autentiche sette sataniche.

Sette che sembrano celarsi dietro rinomate e consolidate società di produzione e in tutto ciò che muove i fili della potente ed influente industria dell’intrattenimento.

Musica e cinema rappresentano espressioni in grado di plasmare e plagiare le masse. Bombardare le masse con determinati messaggi indurrà le masse stesse a ritenere che quei messaggi siano vincenti, giusti, retti, culturalmente legittimati. E se ad eseguire il suddetto bombardamento sono gli idoli dei giovani, il gioco è fatto.

È anche questo che rende “Starry Eyes” un film di prim’ordine: il saper camminare in maniera sublime e sapientemente horror tra reale e surreale, tra gore e tesi cospirazioniste, tra satanismo e controllo mentale, tra occultismo ed esoterismo.

Il successo. O meglio, la religione del successo. Una religione celebrata da artisti, attori, cantanti, personaggi dello spettacolo e della moda, media. Sacerdoti che attendono solo che i propri devoti abbocchino all’amo. Sacerdoti che aspettano solo di plasmare e abbracciare le tante Sarah Walker che, in tutto il mondo, ambiscono al successo. Senza scrupoli.

Il successo: cosa siamo disposti a fare pur di ottenerlo? E se avessero ragione loro?

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