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Snuff movies – Cosa sono i film snuff?

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In lingua inglese il termine snuff indicava la parte già bruciata dello stoppino di una candela. To snuff significava tagliarlo e quindi, per estensione, “terminare”, “uccidere”. Nel 1874 l’espressione “to snuff” era in uso tra la gente povera di Londra, con il significato di morire per malattia o incidente. Oggi, nel gergo colloquiale inglese “to snuff it” significa “tirare le cuoia”.

Definizione di snuff movie

La definizione di “snuff movie” varia a seconda delle fonti: il Cambridge Dictionary lo definisce come “film violento che include omicidi reali”, mentre il nostro Garzanti parla di “video porno che mostra torture fisiche reali culminanti con la morte della vittima”.

Nell’immaginario collettivo, si considera snuff qualsiasi video in cui un essere umano viene ucciso al solo scopo di vendere copie ad un ristretto gruppo di persone, generalmente nel contesto del deep web.

Per anni, la crudeltà che implicherebbe realizzare filmati di questo tipo, ha fatto presupporre che gli snuff movie fossero mere leggende metropolitane. Perché?

L’origine del termine

Il termine “snuffviene introdotto la prima volta nel libro del 1971The Family: The Story of Charles Manson’s Dune Buggy Attack Battalion” dello scrittore Ed Sanders. Nel suo lavoro, l’autore afferma che la famigerata famiglia Manson avrebbe girato video degli omicidi commessi. Successivamente iniziano a girare voci riguardanti gruppi di persone che avrebbero filmato degli omicidi con il solo scopo di venderli a cifre molto alte.

Nello stesso anno i coniugi registi Michael e Roberta Findlay girano “Slaughter”. Il film, a basso costo e girato in Argentina, racconta le gesta di una gang di tossicodipendenti che commette omicidi nello stile della Famiglia di Manson.

Il film “Snuff”

il film "snuff"

Nel 1976 il produttore Allan Shackleton (detentore dei diritti sul film dei Findlay) sfrutta l’ondata di voci incontrollate, che vorrebbero il Sud America come culla di veri omicidi filmati, per girare “Snuff”, a lungo criticato per l’estrema violenza e per il realismo delle scene.

Il film, il cui claim recita “Il film che poteva essere realizzato solo in Sud America dove la vita è…. ECONOMICA”, diviene celebre per la presenza di una scena, nella quale una donna viene uccisa dalla troupe.

La sequenza è così realistica che, nonostante venga dimostrato che sia un falso, le voci che si tratti di un vero omicidio continuano imperterrite.

Persino la polizia indaga, giungendo alla conclusione che si tratta effettivamente di finzione scenica.

Shackleton organizza poi un’astuta campagna pubblicitaria: ingaggia infatti delle persone, affinché protestino davanti ai cinema che proiettano il film. Ben presto, però, i membri dell’associazione “Woman Against Pornography” prendono in mano la situazione e protestano vigorosamente. “Snuff” ha il merito di innescare la credenza popolare che esistano, effettivamente, filmati di uccisioni con il solo scopo di essere venduti e creare profitto.

E’ importante non confondere questo genere con i “Mondo-movie”, lungometraggi in voga tra gli anni ’60 e ’80 che, pur documentando realmente atti efferati e squallori di vario tipo, si pongono come film di denuncia e non di intrattenimento.

La leggenda metropolitana degli snuff

snuff movies

Tra gli anni ’80 e ’90, alcuni video particolarmente curati e ben congegnati, lasciano pensare di trovarsi realmente di fronte a filmati di vere uccisioni a scopo ludico.

Farà scalpore, nel 1997, il caso portato in auge dall’attore Charlie Sheen. L’uomo, venuto in possesso di un vhs contenente una raccolta di filmati particolarmente realistici, crederà di trovarsi di fronte ad uno snuff film.

Si tratta, in realtà, di un’antologia curata da Satoru Ogura, regista della serie horror grottesca “Guinea Pig”. Appurato che i video contenuti nella cassetta sono dei falsi, nascerà una nuova leggenda.

Uno dei registi di “Guinea Pig”, Hideshi Hino, racconterà infatti di aver ricevuto, a metà degli anni ottanta, un pacchetto contenente un filmato in 8mm, raffigurante un vero snuff movie.

I film snuff nella realtà

All’alba del terzo millennio, l’avvento del web ha scoperchiato, in parte, ciò che fino a pochi anni prima si poteva solo immaginare. Con sempre maggiore frequenza, la rete ha reso fruibili esperienze e conoscenze inimmaginabili.

Nello specifico, il deep web, la faccia nascosta di internet, rende possibile reperire materiali video di varia natura. Non mancano, purtroppo, filmati che ritraggono violenze su innocenti (soprattutto bambini).

Tra i casi più eclatanti, figurano le tristemente note performances dei  Maniaci di Dnepropetrovsk, così come i fantomatici film dello psicopatico pedofilo Peter Scully.

Il caso più vicino alla definizione autentica di “snuff movie” risale però al 2014.

Andreas Buminis, un ragazzo lituano di 22 anni residente in Gran Bretagna, è oggetto di indagini da parte della polizia. Sul suo computer, oltre a decine di filmati pedopornografici di varia natura, balza all’attenzione degli inquirenti uno in particolare.

In questo video una ragazzina dall’accento apparentemente americano chiede ad un uomo del denaro. Quest’ultimo si scaglia contro la minore inveendo e pronunciando oscenità varie: successivamente si avventa su di lei e la stupra.

Al culmine del fatto l’uomo strangola la ragazzina ma, non pago, abusa del cadavere.

Le indagini procedono lentamente, poco o nulla è stato dichiarato da Buminis, che nel frattempo è condannato a otto mesi di carcere.

Da leggenda metropolitana, gli snuff movies stanno lambendo una pericolosa zona grigia, dimostrandoci che se molti sogni non possono avverarsi, alcuni incubi possono tramutarsi in terribili, tristi realtà.

Ringrazio tantissimo Francesco che ha collaborato a questo articolo curandone la stesura e vi invito a visitare il suo interessantissimo sito: 24framesite


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