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Kuchisake-onna: la donna dalla bocca tagliata

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Kuchisake-onna è una leggenda giapponese che narra di una donna vissuta centinaia di anni fa, forse nel periodo Heian (dal VIII al XII secolo).

Questa donna era la moglie di un samurai e si dice che fosse bellissima e molto vanitosa.

La giovane però era infedele al marito il quale un giorno la scoprì e, in un impeto di rabbia, la colpì con la sua katana facendole un taglio sul volto che andava da orecchio a orecchio, aprendole completamente la bocca.

L’uomo le avrebbe poi gridato: “Chi ti dirà che sei bella, ora?”

La leggenda metropolitana di Kuchisake-onna

Nel corso degli anni poi, in Giappone, cominciò a girare la voce che una donna con una mascherina chirurgica, molto comune in Giappone per lo smog e per la paura delle malattie, fermasse i passanti chiedendo loro: “Sono bella?”.

Il passante di solito rispondeva sì, allora la donna si toglieva la mascherina, rivelando il volto sfigurato e divorando il malcapitato con la sua enorme bocca.

Altre versioni raccontano che dopo essersi tolta la maschera, la donna inseguiva il passante per ucciderlo sulla soglia di casa. L’unico modo per salvarsi sembrava quello di rispondere cercando di confonderla per poter così avere il tempo di scappare.

Si diceva anche che lanciarle frutta o caramelle l’avrebbe distratta in quanto si sarebbe fermata a raccoglierle e mangiarle.
kuchisake-onnaNel 1979 sempre in Giappone si diffusero altre voci sulla kuchisake-onna. Molte segnalazioni venivano fatte circa una donna con la bocca coperta da una mascherina che fermava studenti domandando loro: “Sono bella?”.

Se rispondevano di sì la donna si toglieva la maschera, porgendo di nuovo la domanda. Se il malcapitato rispondeva di no veniva assassinato con un paio di forbici e se diceva di sì veniva sfigurato anch’egli.

Anche qui la strategia migliore sembrava quella di rispondere in modo confuso e poi scappare.

Queste voci scossero molto i giapponesi tanto che gli studenti più piccoli venivano accompagnati a casa, in gruppo, da un insegnante.

Negli anni 2000 infine la leggenda metropolitana si diffuse anche in altre parti dell’Asia come la Corea del Sud.

L’ultima versione può essersi originata da un incidente veramente avvenuto nel 1970 in Giappone, quando una donna che stava inseguendo dei bambini venne investita da un’auto e il suo volto venne sfigurato con un taglio sul viso.