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L’incidente UFO di Varginha: fake o insabbiamento?

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UFO di Varginha

Il XX secolo è l’era in cui scoppia e dilaga il “fenomeno UFO”. A partire dalla prima decade del 1900, gli avvistamenti UFO si moltiplicano a dismisura in ogni parte del mondo. Secondo alcune ricerche, Stati Uniti, Brasile, Argentina, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Italia, Spagna e Russia sarebbero i Paesi con il più alto numero di avvistamenti.

Fatto è che, tra fake creati ad arte da autentici professionisti della “truffa”, episodi in un primo momento razionalmente inspiegabili ma successivamente chiariti e vicende ancora non completamente a fuoco, il panorama brulica di casi che hanno fatto parlare di sé e che, ancora oggi, dividono l’opinione pubblica, i ricercatori, la folta comunità ufologica.

Dai cosiddetti “Foo Fighters” – oggetti volanti non identificati avvistati dagli equipaggi degli aerei militari durante la Seconda Guerra Mondiale – all’incidente UFO di Cape Girardeau (1941), dalla cosiddetta “Battaglia di Los Angeles” (1942) ai “razzi fantasma” e all’avvistamento di Ängelholm (Svezia, 1946-1947), dall’avvistamento di Kenneth Arnold (siamo nel giugno del 1947; questo caso, è parere comune, dà il via alla moderna ufologia) al celeberrimo incidente di Roswell (2-3 luglio 1947), gli Anni ’40, e poi ancora gli Anni ’50 del Novecento, sono caratterizzati da casi assai interessanti.

Nasce, appunto, la moderna ufologia. Il termine UFO appare nei primi Anni ’50, allorché la neonata USAF (Unites States Air Force) inizia a porre l’attenzione attorno agli oggetti volanti non identificati, avvistati anzitutto dai propri aviatori. Dischi volanti, UFO, tecnologie e forme di vita extraterrestri: il mondo non è più lo stesso.

Varginha, 20 gennaio 1996: i fatti

UFO di Varginha

Da quel 24 giugno 1947 – giorno in cui Kenneth A. Arnold avvista, a bordo del suo Call-Air A2, oggetti volanti non identificati nei pressi del Monte Rainer (stato di Washington, USA) – di acqua sotto i ponti ne è passata. Da quell’episodio che, di fatto, ha dato vita alla moderna ufologia, sono ormai trascorsi 49 anni. E gli avvistamenti UFO non si contano più.

Corre l’anno 1996. Brasile, stato di Minas Gerais. La città è quella di Varginha. Un agglomerato che vive grazie alla produzione del caffè.

È il pomeriggio del 20 gennaio 1996. Tre ragazze – le sorelle Liliane e Valquiria Fatima Silvia ed una loro amica, Katia de Andrade Xavier – sono protagoniste di un incontro ravvicinato classificabile del III Tipo.

Le tre ragazze – la cui età è compresa tra i 14 ed i 22 anni – fanno rientro a casa speventate, affermando di aver visto un essere non umano. La madre delle sorelle è dubbiosa ma, persuasa dalle ragazze, si dirige anch’ella sul luogo dell’avvistamento. La creatura è scomparsa ma permane un forte odore di ammoniaca.

Inizia, dunque, il classico iter che, ben presto, eleva il caso a cronaca nazionale. Il racconto viene diffuso a parenti, amici, viene coinvolto Ubirajara Franco Rodrigues, avvocato, scrittore ed ufologo brasiliano, condirettore e consulente per la Rivista brasiliana “UFO”, fondata e diretta da Ademar José Gevaerd a partire dal 1988. Il caso arriverà in TV grazie al programma “Fantástico” del canale Rede Globo. Giornali brasiliani e persino il “Wall Street Journal” si occupano dell’UFO crash di Varginha.

Le tre ragazze descrivono l’essere:

di fattezze umanoidi, di bassa statura (1,6 metri), caratterizzato da una grande testa, un corpo esile e sottile, una pelle scura, grandi occhi di colore rosso. Apparentemente, secondo la testimonianza delle ragazze, l’essere appare incerto sulle gambe, quasi fosse ferito o spaventato.

Frattanto, emerge un altro particolare. Nella notte tra il 19 ed il 20 gennaio, una coppia di contadini – Oralina Augusta ed Eurico de Freitas – affermano di aver visto un UFO nei pressi dei loro terreni. Più precisamente, un oggetto volante dalla forma allungata che si muoveva a bassa velocità e a bassa quota.

Il mistero inizia a farsi fitto. Altre persone, tra cui Henrique José Desouza – muratore – affermano di aver visto strani e sospetti movimenti di ambulanze, Vigili del Fuoco, autorità, camion militari, polizia. Circostanze che sembrano far pensare ad un insabbiamento in corso da parte delle autorità. Emerge, dunque, un altro tipico elemento riconducibile agli avvistamenti UFO: il complotto governativo-militare, il cosiddetto cover-up.

A questo punto, subentra il controverso ufologo Vitorio Pacaccini, il quale dà una sua ricostruzione dei fatti. Secondo l’ufologo, vi sarebbero in ballo almeno tre umanoidi, membri dell’equipaggio dell’oggetto volante schiantatosi presso Varginha. Un primo umanoide, dunque, sarebbe stato catturato dai Vigili del Fuoco, un secondo è quello avvistato dalle tre ragazze e successivamente catturato dai militari e portato in ospedale dove, poi sarebbe deceduto, un terzo, infine, ritrovato morto lungo una strada un paio di giorni dopo l’UFO crash.

Ma non è tutto. Le voci attorno ai fatti di Varginha rimbalzano impazzite. Si rincorrono e si accavallano testimonianze, voci, pettegolezzi più o meno attendibili. Sette umanoidi, afferma qualcuno. Vengono persino tirati in ballo il Dipartimento di Medicina Legale dell’Universidade Estadual de Campinas ed il dottor Fortunate Badan Palhares, il quale avrebbe eseguito l’autopsia sui corpi di alcuni alieni.

E gli alieni catturati vivi? Sarebbero stati condotti presso l’Albrook Air Force Station (Panama), aeroporto militare statunitense chiuso il 30 settembre 1997.

Fake o depistaggi?

UFO di Varginha

Il canovaccio che qualifica ogni caso di UFO crash e avvistamenti alieni è sempre il medesimo: da una parte le molteplici testimonianze e chi, senza appello, crede a verità “alternative”, dall’altra gli scienziati, ricercatori e studiosi i quali, al contrario, smentiscono in modo categorico la versione “alternativa” e non razionale dei fatti.

La comunità ufologica è divisa sin da quei giorni del gennaio 1996. Le testimonianze – ad iniziare da quelle rilasciate dalle tre ragazze – appaiono spesso confuse, contraddittorie, scarsamente circostanziate e precise. Al contempo, i militari e le autorità smentiscono l’ipotesi dell’UFO crash e del ritrovamento di umanoidi “Grigi” extraterrestri. Le autopsie vengono smentite, il movimento di camion militari, ambulanze e auto della polizia viene giustificato con una esercitazione militare in corso in quella zona e con il decesso, in questura, di un giovane. Insomma, tutti gli indizi che riconducevano ad un complotto governativo-militare vengono man mano smentiti dalle autorità.

Anche la morte di Marco Eli Chereze, militare coinvolto nei fatti di Varginha, viene spiegata in modo razionale: non ha contratto una qualche forma di virus alieno, bensì è vittima di un caso di infezione a seguito di un intervento chirurgico per la rimozione di una cisti.

L’indagine ufficiale porta alle seguenti conclusioni. Le tre ragazze non hanno visto un umanoide extraterrestre, bensì un uomo – un loro vicino di casa – accovacciato. Una persona con problemi mentali, sporco, denutrito, esile, tutt’altro che di bell’aspetto. Si chiama Luiz Antônio de Paula.

Suggestione collettiva, mitomani, errori di valutazione in buonafede. Non ci sono alieni a Varginha e nessun UFO si è schiantato nei pressi della città, secondo le autorità.

L’indagine condotta dal Tenente Colonnello Lucio Carlos Pereira mostra, dunque, un’altra verità, razionale.

Verità ufficiale vs insabbiamento

La comunità ufologica è divisa. Da un lato chi ritiene autentico l’incidente di Varginha, gli avvistamenti ed il conseguente insabbiamento da parte delle autorità brasiliane, dall’altro chi, invece, si palesa dubbioso e scettico rispetto all’episodio. Anche Kevin Douglas Randle, militare e scrittore statunitense, è intervenuto sui fatti di Varginha. Randle è, per la cronaca, tra i maggiori esperti e conoscitori dell’UFO crash di Roswell.

Randle sostiene che l’incidente UFO di Varginha sia uno dei casi più complessi nella storia dell’ufologia contemporanea. Al tempo stesso, ritiene che non vi siano prove a sufficienza per accreditare come reale l’UFO crash e gli avvistamenti avvenuti nella città brasiliana.

Il caso di Varginha, in definitiva, rappresenta il più classico dei rompicapi ufologici. Teorie del complotto fronteggiano verità razionali ufficiali. In mezzo, gli scettici e chi, per mancanza di prove certe nell’uno e nell’altro senso, non è in grado di avanzare un giudizio definitivo attorno ai fatti.

L’ufologia è così, prendere o lasciare. È dubbio, incertezza, indagine senza mai arrivare ad una verità condivisa, un continuo barcamenarsi tra testimonianze palesemente finte e racconti in buonafede ma ancora così lontani dalle nostre comprensioni da non poter essere spiegati in modo risolutivo ed incontrovertibile.

Come porsi, allora, di fronte a questi episodi di avvistamenti UFO? Tutte storie inventate di sana pianta o frutto di suggestione in buonafede? Tutti fatti riconducibili a fenomeni naturali oggi ancora poco noti o persino sconosciuti? O c’è, invece, dell’altro, riconducibile ad un Universo le cui dinamiche sono ancora tutte da esplorare e scoprire?

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