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Il Misanthropic Luciferian Order e l’omicidio di Yusef ben Meddour: il caso Jon Nödtveidt

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Esistono ambienti e fenomeni culturali che, quasi inevitabilmente, si corteggiano, si sfiorano per poi toccarsi, si abbracciano sino a congiungersi in un matrimonio tanto maledetto quanto imperituro.

Black e Death Metal, come noto, costituiscono mondi musicali – nobili e tutt’altro che da osteggiare sulla base di fuorvianti preconcetti – tradizionalmente veicolo di messaggi non certo positivi, costruttivi, ottimistici e rassicuranti.

Il caso che andremo a raccontare sintetizza appieno il legame che può intercorrere tra Black Metal, Death Metal e Satanismo. Anime, appunto, in perenne corteggiamento: una simbiosi perfetta – nella sola forma o in forma e sostanza – il cui apice può sortire effetti mortalmente distruttivi.

A far da cornice a questa inquietante vicenda di sangue, la Svezia. Paese, nel distorto immaginario collettivo, identificato come una sorta di Eden: perfetto, ordinato, pacifico, celestiale. In realtà non è così. La Scandinavia – Svezia, Norvegia e parte della Finlandia – cela numerosi scheletri nell’armadio. Questo territorio rappresenta, infatti, la culla per antonomasia del Black Metal, probabilmente il genere musicale più “dannato” oggi esistente. Band che hanno scritto e continuano a scrivere la storia della musica ma i cui membri – macabro risvolto della medaglia – rimangono sovente invischiati in atti criminali a sfondo satanista, anti-cristiano, razzista ed omofobo. Scandinavia che, al contempo e a testimonianza della suddetta simbiosi, brulica di organizzazioni – più o meno legali ed ufficialmente riconosciute – a sfondo satanista, nonché di gruppi criminali e politici estremisti alquanto focosi.

Ma procediamo con ordine e catapultiamoci, virtualmente, nella Svezia a cavallo tra la fine degli Anni ’80 e la seconda metà degli Anni ’90. Un decennio fondamentale e determinante – nel bene e nel male – per le sorti del florido e maledetto Black Metal scandinavo.

Jon Andreas Nödtveidt e i Dissection

Il protagonista di questa storia è Jon Andreas Nödtveidt. Jon nasce a Strömstad, Svezia, il 28 giugno 1975. Nel 1989 fonda, assieme al bassista Peter Palmdahl, il gruppo Black/Death Metal chiamato Dissection. Jon è chitarrista, cantante ed il principale autore dei testi della band stessa. Ha talento, Jon: le sue canzoni sono autentici inni Black Metal decorati da tinte Death. Irresistibili.

Una band dal sound sopraffino, ricercato, mai banale, in cui le peculiarità del Black Metal si fondono alle caratteristiche del Death Metal. In gergo si definisce questo mix “Blackened Death Metal”. In poco tempo, i Dissection seminano e raccolgono consensi e successo. Il primo album, “The Somberlain” è datato 3 dicembre 1993, il secondo, “Storm Of The Light’s Bane” arriva due anni più tardi, il 17 novembre del 1995.

Frattanto, successivamente alla pubblicazione del primo album in studio, la band vive una fase di radicali cambiamenti. Attriti interni portano alla defenestrazione del chitarrista John Zwetsloot, il quale viene rimpiazzato da Johan Norman, già facente parte dei Decameron, Satanized e Sacramentum. Nell’estate del 1995, Nödtveidt e Norman aderiscono al Misanthropic Luciferian Order (MLO), una organizzazione svedese di matrice neo-gnostica i cui fondamenti mescolano Satanismo, concezioni orientali ed elementi nichilistici. Un intricato pantheon a sfondo satanista contemplante evidenti richiami alle antiche tradizioni mistiche ebraiche – Ein Sof, Sitra Ahra, Tohu wa bohu, Ain Sof Aur, ecc. –, principi intrisi di filosofia e teorie del Caos: la società, così com’è stata organizzata e concepita, è una menzogna ed il vero satanista non ne deve far parte. Da qui, l’opportunità di vivere secondo principi considerati amorali. Nei primi Anni 2000, il Misanthropic Luciferian Order diffonde via web il cosiddetto “Liber Azerate”, un grimorio, il libro che, di fatto, detta i principi della dottrina dell’ordine occulto. Scritto dal Maestro del Tempio Frater Nemidial, Azerate altro non è che il nome all’interno del quale si celano gli “undici dei anti-cosmici”, in antitesi, quindi, alle Sefirot, secondo la Cabala ebraica i dieci livelli di Dio attraverso i quali l’Infinito si rivela. Un Satanismo che abbraccia, pertanto, concetti tradizionali ma ulteriormente reinterpretati; un pensiero contestato, ad esempio, dall’Unione Satanisti Italiani, movimento che predica il cosiddetto Satanismo Teista o Spirituale.

Successivamente, il Misanthropic Luciferian Order cambierà nome in Temple Of The Black Light. L’ordine appoggia la Werewolf Legion, un gruppo criminale svedese, e l’ONA, Ordine dei Nove Angoli, gruppo Satanista nato in Gran Bretagna e poi estesosi in altri Paesi.

È in questo humus che si forma il pensiero di Jon Nödtveidt, leader dei Dissection. Un sottobosco culturale apparentemente innocuo – molte espressioni di Satanismo non sono sinonimo di violenza –  dalle cui radici, però, si svilupperà una vicenda di cronaca nera ancora oggi degna di attenzioni ed approfondimenti.

Keillers Park: l’omicidio di Yusef ben Meddour

È il 23 luglio 1997. La scena del crimine è il Keillers Park, un’area che cinge il monte Ramberget, una altura che sovrasta la città svedese di Göteborg. Sono all’incirca le 16:30 del pomeriggio. Un ragazzo di 16 anni si imbatte nel cadavere di un uomo. La causa del decesso è ben presto individuata dalla polizia accorsa sul luogo del crimine: due colpi di pistola. Un colpo al cuore ed uno alla testa. Letali. Trascorrono due giorni prima che il corpo venga identificato, grazie alla geniale intuizione di una poliziotta. La donna, infatti, aveva più volte avvistato l’individuo nei pressi di Svingeln, una piazza di Göteborg. Si riesce, così, a conferire un nome all’uomo: si tratta di Yusef ben Meddour, 36 anni, algerino ma residente in Svezia dalla fine degli Anni ’80, omosessuale. Si accompagnava, infatti, ad un ragazzo finlandese – come raccontano le cronache – di bell’aspetto.

Gli investigatori, dapprima, indagano sul compagno finlandese. Suo, infatti, il copricapo ritrovato sulla scena del crimine. Ma dopo dodici giorni di detenzione, l’uomo viene rilasciato per mancanza di prove e, infine, scagionato da ogni accusa e sospetto. Quindi, le indagini si focalizzano sul Groupe Islamique Armé, un gruppo armato di matrice islamica operativo in Algeria, verso il quale Meddour era un fervente oppositore. Si ipotizza un omicidio politico, ma anche questo percorso investigativo si rivela un vicolo cieco.

Dicembre 1997, la svolta

Le indagini, come si è soliti affermare in tali situazioni, brancolano nel buio. Ogni pista si rivela infruttuosa. L’omicidio di Yusef ben Meddour si avvia, lentamente ma inesorabilmente, ad arricchire i cassetti e gli archivi contenenti i cosiddetti “cold case”. Omicidi irrisolti. Quando tutto sembra tacere, arriva – inaspettata – la svolta.

Stoccolma, 15 dicembre 1997. Una donna di 23 anni denuncia alla polizia le reiterate violenze del proprio ragazzo. Violenze seguite da autentiche minacce di morte. Il violentatore si chiama Vlad, iraniano, 20 anni, residente in Svezia. La ragazza svela, però, ulteriori retroscena, decisamente inquietanti: afferma, infatti, che Vlad sia, assieme ad un suo amico, l’omicida del Keillers Park. L’amico di Vlad si chiama Jon. Racconta i fatti: Vlad e Jon hanno avvicinato ben Meddour, quindi hanno cercato di immobilizzarlo con il Taser. Questi cerca invano la fuga: Vlad spara un primo colpo, alla schiena, che gli trafiggerà il cuore. In seguito, Vlad consegna la pistola a Jon: suo, dunque, il colpo di grazia alla testa. I racconti della ragazza sono compatibili con la scena del crimine e con i dettagli ed i particolari rinvenuti sul corpo del povero algerino: troppo perfetti per essere una mitomane. È tutto vero. La polizia passa agli arresti: Vlad viene arrestato poche ore dopo; in suo possesso, una pistola 9 mm. Jon finisce in manette il successivo 18 dicembre. L’amico di Vlad è Jon Andreas Nödtveidt, leader dei Dissection.

In un primo momento, Jon Nödtveidt e Vlad negano ogni responsabilità. Ma è un gioco che ha vita breve. Il primo a cedere è proprio il cantante, autore e chitarrista dei Dissection. Jon Nödtveidt inizia a confessare. Dopo una notte passata a bere, Jon e Vlad vengono avvicinati, in corrispondenza di un locale frequentato principalmente da omosessuali, da ben Meddour, incuriosito dall’abbigliamento dei due “metallari”. L’algerino, secondo la versione di Jon Nödtveidt, vuole saperne di più circa il culto satanista. Inizialmente diffidenti, Jon e Vlad, infine, cedono alle pressanti richieste di ben Meddour. Jon, Vlad e ben Meddour si dirigono a casa di Nödtveidt. Tuttavia, i due membri del MLO capiscono che ben Meddour è un omosessuale, andando su tutte le furie ed iniziando a schernire l’uomo con pesanti offese. Yusef ben Meddour, nella sua fatale ingenuità, è spaventato e vorrebbe andare via. Ma Vlad e Jon decidono di continuare la discussione sul Satanismo al Keillers Park, non prima di essere passati a casa ed aver preso il Taser e la pistola. Una trappola. È la notte del 22 luglio 1997.

È fatta, il caso è risolto. Manca la confessione di Vlad, che arriverà di lì a poco. I fatti coincidono con quelli raccontati da Jon Nödtveidt, eccezion fatta per un particolare: secondo Vlad è Jon a sparare entrambi i colpi; al contempo, secondo Jon è Vlad a sparare i due proiettili, uno alla schiena ed uno alla testa.

Jon Nödtveidt, tra MLO, Satanismo e sacrifici umani

Le indagini, finalmente, hanno dato volti e nomi agli assassini di Yusef ben Meddour. Jon Nödtveidt e Vlad appartengono al Misanthropic Luciferian Order. Nelle case dei due carnefici, gli investigatori trovano altari preposti a rituali satanici, armi detenute illegalmente (compresa la pistola con cui viene freddato ben Meddour). A casa di Vlad, vengono persino ritrovati teschi umani. Ma non è tutto. Si scopre che il MLO, oltre a svolgere pratiche di meditazione, di adorazione di Satana, altri demoni e divinità e celebrare riti esoterici ed occulti, è dedito al compimento di sacrifici animali, gatti, in particolare. Non è più sufficiente: per Vlad – tra i membri più violenti ed estremisti della ristretta cerchia di adepti al MLO – occorre effettuare il salto di qualità: sacrifici umani.

Gli appartenenti al gruppo discutono animatamente a riguardo. Solo Jon, alla fine, appoggia i piani di Vlad. Il gruppo subisce defezioni, in disaccordo con le mire sanguinarie degli adepti più irriducibili. In precedenza, prima che l’omicidio di ben Meddour si consumi, Johan Norman scompare: del chitarrista dei Dissection si perdono improvvisamente le tracce. Si pensa, a tal proposito, che la sparizione di Norman sia riconducibile all’ambiente settario e malsano del MLO: probabilmente, Norman cerca di svincolarsi dal gruppo, verosimilmente dopo aver ricevuto minacce.

Vlad e Jon Nödtveidt stilano una lista di possibili vittime. Sacrifici umani da immolare sull’altare di Satana. La macabra lista comprende membri dei Dissection, ex adepti del MLO ritenuti ormai traditori e corrotti e persino la fidanzata di Jon.

Il processo, il ritorno ed il suicidio di Jon Nödtveidt

Tra il 6 luglio 1998 ed il 25 settembre del medesimo anno, Jon Nödtveidt e Vlad conoscono il proprio destino giudiziario. Vlad viene condannato a 10 anni di reclusione per omicidio, detenzione illegale di armi da fuoco e violenza ai danni della propria ragazza. Appena 10 anni a fronte di ben tre capi di imputazione particolarmente gravi. Nödtveidt, dal canto suo, viene dapprima condannato a 8 anni di carcere per concorso in omicidio, tramutati in 10 in appello. La giustizia svedese si rivela, in questa occasione, tanto veloce quanto eccessivamente blanda nelle sentenze.

Come collocare, dunque, l’omicidio di Yusef ben Meddour? Difficile stabilire con esattezza la reale causa, il reale movente di questo gesto. Omicidio a sfondo omofobo o di matrice satanista, inteso, pertanto, come sacrificio umano in nome dell’ordine, il Misanthropic Luciferian Order? Tra sostenitori della prima opzione e chi, al contrario, legge in questo omicidio un chiaro riferimento satanista, vi è una terza via da prendere in seria considerazione.

L’omicidio sarebbe una chiara, manifesta espressione del sostrato culturale di Jon e Vlad: satanismo ed omofobia, violenza e amoralità, trasgressione delle regole e compimento delle dottrine anti-cosmiche legate alla interpretazione – ridondante e contorta – del Caos. Il Caso in luogo di Dio, il Caos sinonimo di libertà dell’individuo da contrapporre all’Ordine, inteso come schiavitù dell’individuo stesso.

L’Undici (11), che è il numero del Caos Anti-Cosmico, simboleggia, dunque, ciò che oltrepassa il 10 cosmico. L’Undici rappresenta, quindi, l’assenza di legge, la libertà, l’assenza di forme e la rottura del cerchio chiuso.

L’Undici è la porta verso il Caos primordiale e la vita attraverso l’Essenza può trascendere le restrizioni delle forme. Pertanto, l’Undici simboleggia il compimento dell’Evoluzione Anti-Cosmica e la realizzazione del potenziale nascosto, oscuro e Acasuale”, citando testualmente le teorie del MLO.

I due elementi, pertanto, non possono essere scissi. Il sentimento omofobo, probabilmente, costituisce uno dei tentacoli più superficiali e facilmente individuabili all’interno di una più globale e poliedrica visione satanista, misantropa, nichilista, sovvertitrice ed anti-cosmica maturata da Jon e Vlad.

La detenzione di Vlad e Jon Nödtveidt si esaurisce prima dello scoccare dei fatidici 10 anni: nel settembre del 2004, dopo appena 6 anni di carcere, i due assassini sono già in libertà.

I Dissection tornano a nuova vita. Concerti, esibizioni, successo, un rinnovato consenso, un nuovo EP – “Maha Kali” – e testi direttamente ed ulteriormente influenzati dalle dottrine del MLO.

Scoppierà una feroce polemica con il frontman dei Megadeth, David Scott Mustaine, nel frattempo convertitosi al Cristianesimo. Questi, infatti, si rifiuta di partecipare ad un prestigioso festival Metal in Israele. La causa è la presenza dei Dissection. “Non voglio frequentare persone che possono essere una minaccia per la mia spiritualità […] non ho mai detto di odiare qualcuno, semplicemente non volevo suonare con loro”, dichiarerà Mustaine. Quest’ultimo, inoltre, dichiara che “Ho chiamato il promoter e gli ho detto “guarda, noi non possiamo suonare, non suoneremo a quel festival. Non ho mai detto “Buttateli fuori”. Questo è stato un fraintendimento del promoter. È stato il promoter a buttarli fuori”. Nödtveidt, infuriato per la mancata partecipazione al festival, dirà di Mustaine: Non hai il coraggio di affrontare i tuoi nemici? Pensi che questo ci fermerà? Sì, siamo satanisti, i tuoi veri nemici! Perché noi siamo il contrario dei codardi come te”.

La band, intanto, cambia più volte formazione. Il bassista Brice Leclerq abbandona il gruppo; al suo posto arriva Haakon Nikolas Forwald, già membro del Misanthropic Luciferian Order. Il 30 aprile 2006 esce in Europa (il 16 maggio in Nord America) “Reinkaos”, terzo ed ultimo album in studio dei Dissection, il lavoro che più ricalca le tematiche predicate dal MLO.

Ho raggiunto i limiti espressivi che la musica possiede rispetto a quello che voglio esprimere, per me stesso e per alcune altre persone che mi stanno a cuore; adesso avanzerò verso nuovi regni espressivi. Onore a Satana! Onore a Azerate 218”, dirà Jon Nödtveidt.

E ancora:

Il Satanista decide della propria vita e morte e preferisce uscire con un sorriso sulle labbra quando ha raggiunto il culmine della vita, quando ha compiuto tutto e mira a trascendere questa esistenza terrena. Ma è decisamente non satanico porre fine alla propria vita perché si è tristi o miserabili. Il satanista muore forte, non per vecchiaia, malattia o depressione: sceglie la morte prima del disonore! La morte è l’orgasmo della vita! La vita, di conseguenza, va vissuta il più intensamente possibile!

Con questo testamento satanista, Jon Nödtveidt compie il proprio destino. Il 13 agosto 2006, il leader dei Dissection si suicida nella propria abitazione di Stoccolma. Un colpo di pistola alla testa. Accanto è sé, un grimorio satanico ed altri oggetti rituali. I Dissection cessano di esistere.

Nel 2001, Slayer Magazine di Jon “Metalion” Kristiansen intervistava due importanti membri del Misanthropic Luciferian Order. Una lunga intervista, nel corso della quale Noxifer – pseudonimo di Frater Nemidial – e Tenebris – pseudonimo di Jon Nödtveidt – illustrano principi e finalità del Misanthropic Luciferian Order. Ecco gli stralci più significativi.

“La misantropia e il disprezzo della società sono elementi essenziali del vero Satanismo”.

“Musica e Satanismo sono, ovviamente, due cose completamente diverse ma,  essendo un satanista, il Satanismo influenza naturalmente la mia musica in modo straordinariamente scuro. Vedo la mia musica e le mie parole come un modo per esprimere sia la mia coscienza che il mio subconscio, lodando l’oscurità. Quindi, per me comporre è un’esperienza spirituale. Qualcosa di oscuro e sacro. […] Questi cosiddetti “satanisti Black Metal”, che passano la musica in primo piano e il Satanismo in secondo o terzo o addirittura non gli concedono spazio, mi fanno male”.

“Il MLO vede in Satana, Lucifero, Set, Apep, Kingu, Tifone, Ahriman, Samael, La Luce Nera, Angra Mainyu, Sirte, Loki, Diavolo e Shaitan, alcuni dei nomi che descrivono la forza motrice del Caos rabbioso che contrasta e combatte il demiurgo e l’ordine cosmico. […] Satana era la prima emanazione Anti-Cosmica del Caos manifestatasi dopo la creazione del cosmo”.

“Il Cristianesimo è un bersaglio importante, importante quanto le altre religioni filo-cosmiche che venerano il demiurgo. Coloro che si sottomettono volontariamente alla schiavitù delle religioni schiavizzanti, come il Cristianesimo, diventano una cosa sola con le energie cosmiche, e il fuoco nero che una volta bruciava nelle loro anime si è ormai estinto. Le religioni pro-cosmiche assecondano gli scopi del demiurgo e la loro funzione è di respingere le fiamme nere del Caos che brucia nel cosmo. Questo mondo odioso in cui viviamo oggi è modellato dai valori morali delle religioni schiavizzanti, e questo fatto da solo dovrebbe spingere tutti coloro che posseggono un briciolo di Caos dentro di loro a combattere contro queste religioni e ridurre tutti questi edifici di menzogne ​​in cenere”.     

Yusef ben Meddour, suo malgrado, è vittima dell’ala più estremista del Misanthropic Luciferian Order. Pochi adepti, un pugno di individui, eppure così letali.

Due sacrifici umani? È senza dubbio una lettura dei fatti che ben si amalgama e si sposa alle dichiarazioni fatte da Jon Nödtveidt e ai principi del Misanthropic Luciferian Order, oggi Temple Of The Black Light. Yusef ben Meddour è la vittima sacrificale in onore di quel Satanismo anti-cosmico propugnato dal MLO: un gesto estremo, certamente non condiviso da gran parte del MLO ma, nei panni di Vlad e Jon, l’omicidio costituisce lo scopo ultimo del MLO. Non parliamo, infatti, di un omicidio estemporaneo, dettato da una rabbia momentanea, da un raptus. I due, come abbiamo visto, escogitavano da tempo di uccidere.

Dall’altro, vi è il sacrificio di Jon Nödtveidt. Un suicidio rituale, un autentico sacrificio.

La morte quale orgasmo della vita.