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Lista completa delle peggiori torture cinesi moderne

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Ho già parlato delle torture cinesi in un altro articolo, dedicato però a quelle antiche. Oggi ti parlerò invece delle torture cinesi usate ancora oggi come metodo di repressione. Le torture in Cina, anche se tecnicamente illegali, sono ancora largamente usate soprattutto su due categorie di soggetti:

  • I praticanti del Falun Gong
  • I residenti del Tibet

Cos’è il Falun Gong

Attualmente in Cina una fra le categorie più torturate dal governo è quella dei praticanti del Falun Gong.

“Ok Lilith, ma cosa è il Falun Gong?”

Se chi lo pratica merita di essere torturato, il Falun Gong dovrà essere qualcosa di davvero terribile, penserai.

Invece si tratta di una serie di pratiche e di esercizi che prevedono la meditazione, la concentrazione mentale e particolari movimenti. Serve a purificare corpo e mente con una serie di 5 esercizi ed è stato introdotto al pubblico nel 1992.

Nonostante non abbia niente a che vedere con la politica, il governo cinese lo reputa una minaccia per il Partito Comunista Cinese. Il Falun Gong è un’organizzazione molto grande, con molti iscritti e il Governo Cinese ha paura di non poterla controllare (come fa con tutto il resto).

Nel 1999 comincia quindi la repressione a livello nazionale.

Perché le torture ai tibetani?

Anche i tibetani da anni sono vittime della persecuzione e della tortura da parte del governo cinese, ma perché?

Il Tibet è una regione che rientra nei confini geopolitici della Cina, ma da decenni rivendica una sua indipendenza.

Il governo cinese non ne vuole sapere e reprime le manifestazioni, o qualsiasi idea diversa da quella del Partito Comunista, con il carcere e la tortura.

Torture usate su entrambi i gruppi

Ci sono alcune torture usate più su un gruppo che sull’altro, mentre altre sono comuni a entrambi. Ho deciso di cominciare proprio con le torture cinesi usate in entrambi i casi.

Pestaggio

Questa è la forma più semplice di tortura da portare a termine. I prigionieri sono pestati a sangue, picchiati con bastoni, cinghie, tubi di metallo o semplicemente con calci e pugni.

Spesso durante questo trattamento le vittime hanno i polsi legati a una corda che pende dal soffitto e sfiorano appena il pavimento con le punte dei piedi.

Alcuni sopravvissuti hanno raccontato le loro esperienze come Phuntsog, un ragazzo di 33 anni, che dichiara:

Mi hanno picchiato con una pala talmente forte che si è rotto il manico

O come Wang Yukun che racconta:

Mi hanno fratturato la gamba sinistra e mi hanno distrutto la rotula

A volte nelle ferite, negli occhi o nel naso viene versata una miscela di acqua e peperoncino.

Spesso le vittime che sopravvivono devono essere ricoverate in ospedale per molti mesi per potersi riprendere dalle ferite. In carcere infatti non hanno diritto a nessun trattamento medico, nemmeno in casi di vita o di morte.

Torture con l’elettricità

Durante il pestaggio è comune che i detenuti vengano picchiati con i bastoni elettrici. Questi sono dei manganelli elettrificati che scaricano sulla vittima elettricità ad alto voltaggio e provocano bruciature.

Sono usati su ogni parte del corpo ma specialmente sul viso, in bocca, sui capezzoli e sui  genitali, causando un dolore terribile e perdita di conoscenza. Ogni colpo lascia sulla pelle una bruciatura che in seguito può infettarsi, aumentando anche il dolore delle successive scosse.

Alimentazione forzata

Anche l’alimentazione forzata è una tortura usata dal governo cinese. Ai prigionieri viene inserito un tubo nel naso e viene spinto fino a raggiungere lo stomaco.

Poi cibo liquido viene versato nel tubo, causando dolori allo stomaco. A volte gli aguzzini inseriscono il tubo molto lentamente per aumentare il dolore e provocano lesioni al naso e allo stomaco.

Altre volte la tortura consiste nell’inserire e togliere il tubo dal naso molte volte di seguito. Oppure il tubo viene lasciato nello stomaco per ore intere e il prigioniero, legato, non può toglierlo.

Questo metodo è utilizzato soprattutto con i prigionieri che decidono di fare lo sciopero della fame come protesta.

Ciò che viene inserito nel tubo, però, non è sempre cibo. A volte vengono inserite sostanze come aceto, soluzioni saline, acqua bollente, urina o feci per indurre il vomito.

Lavoro forzato

I detenuti in carcere, quando non sono torturati, sono costretti ai lavori forzati. Molti sopravvissuti ricordano di come venissero svegliati alle 5 per cucire abiti o per creare fiori secchi o di plastica.

Il turno comincia alle 5 del mattino e finisce alle 9 di sera. Le guardie ricevono un premio se i loro detenuti producono di più, e quindi fanno fare turni massacranti ai loro prigionieri.

Durante il turno sono permesse due brevi pause per i due pasti e qualcuna per il bagno. Se qualcuno non riesce a finire il lavoro in tempo, dovrà continuare per tutta la notte provocando una privazione del sonno.

L.X racconta:

Facevamo dei fiori essiccati e di plastica. […] Le mie mani erano sanguinanti per le piccole ferite delle spine

I prodotti, che includono vestiti, lenzuola, cuscini e bandierine, vengono poi esportati. Inoltre nelle prigioni sono presenti piantagioni di frumento e i detenuti sono obbligati a coltivarlo e lavorarlo, dovendo spostare sacchi pesanti anche 50kg. 

La sedia

torture cinesi

Una tortura ampiamente usata è la sedia. Il prigioniero viene legato, mani e piedi, a una sedia di metallo e viene lasciato così anche per parecchi giorni di fila. Questo causa dolori atroci e sanguinamenti alle gambe e ai glutei.

In altri casi le vittime vengono legate alla sedia in modo che non abbiano nessun appoggio per la parte superiore del corpo e che il loro peso gravi completamente sulle gambe.

Golog Jigme racconta la sua esperienza con la sedia:

Il dolore causato dalla sedia era talmente estremo che non sentivo il dolore causato dalle altre torture. Quando mi hanno picchiato con il bastone elettrico non ho sentito alcun dolore. Ho solo sentito l’odore di bruciato della mia stessa carne.

Golog è stato legato per talmente tanto tempo alla sedia che i suoi piedi si sono gonfiati così tanto da fargli cadere tutte le unghie dei piedi.

Privazione di cibo, acqua e sonno

Le razioni di cibo sono molto scarse nelle carceri cinesi. Vengono serviti due pasti al giorno, ma a volte il prigioniero viene lasciato senza cibo per giorni.

Quando viene concesso di mangiare, il pasto non è nutritivo e si compone da riso bollito in acqua con sabbia o cibo andato a male.

Viene somministrata pochissima acqua il che, con le grandi perdite di sangue che hanno i prigionieri, è molto pericoloso. Alcuni detenuti, disperati per la sete, sono costretti a bere dalla latrina, andando incontro al rischio di infezioni.

A volte viene proibito ai prigionieri di dormire. Questo si ottiene legandoli in posizioni dolorose o esponendoli a luce e suoi intensi. Se il prigioniero cerca di dormire viene preso a calci e pugni.

La privazione del sonno può portare a un crollo del sistema nervoso e a danni sia psicologici che fisici.

Isolamento

Ai detenuti non è permesso parlare fra di loro o fare contatto visivo gli uni con gli altri. A volte però vengono messi in isolamento completo.

Ciò significa che vengono messi in celle piccolissime, in cui a malapena entra una persona. Queste celle sono completamente buie, non hanno finestre, né letto né bagno e spesso i prigionieri sono incatenati alla porta senza potersi muovere.

Vengono tenuti così per giorni o mesi interi.

A volte vengono messi in celle di metallo che poi vengono immerse in acqua fino a raggiungere la gola del detenuto. In questo modo è impossibile dormire ma anche solo appoggiarsi ai bordi della gabbia, dato che sono ricoperti di punte.

Se un prigioniero perde conoscenza, morirà affogato.

Torsione e allungamento degli arti e posizioni forzate

Un’altra tortura che richiede poco sforzo è quella della torsione o allungamento eccessivo degli arti. Questo provoca la dislocazione delle giunture e un dolore atroce.

Per fare questo gli aguzzini torcono le braccia dei detenuti dietro la schiena, oppure lo fanno con l’uso di una fune, proprio come nel supplizio della corda.

La panca della tigre

 

Per l’allungamento delle gambe è invece usata la cosiddetta “panca della tigre”. Questa è una tavola di legno o di metallo dove il prigioniero viene fatto sedere con le gambe allungate.

Poi le mani gli vengono ammanettate dietro la schiena e le gambe legate alla panca. Sotto ai piedi gli vengono messi dei mattoni fino a provocare un eccessivo allungamento delle gambe che causa forti dolori.

Oppure il prigioniero viene fatto sedere a terra con le gambe distese. Poi la parte superiore del corpo viene spinta verso le cosce e il detenuto viene messo sotto a un letto. Questa posizione provoca dolori fortissimi a gambe e schiena, a volte accentuati dalle guardie che saltano sul letto.

posizioni forzate

I prigionieri sono obbligati a rimanere in posizioni scomode per ore o giorni interi. Ad esempio in posizione accovacciata, oppure in piedi ad uno sgabello, o ancora incatenati alle porte.

I dolori provocati da queste posizioni innaturali sono così forti, che spesso la fame, la sete e il sonno passano in secondo piano.

Torture cinesi inflitte ai seguaci del Falun Gong

Alcune torture sono poi riservate ai prigionieri che praticano il Falun Gong, soprattutto alle donne.

Abusi sessuali

Le donne che praticano il Falun Gong vengono abusate sessualmente. A volte vengono messe, nude, in una cella maschile e i detenuti sono spronati ad abusare sessualmente della vittima.

Altre volte vengono inseriti oggetti nella vagina o nell’ano come spazzole per le scarpe o spazzolini da denti per provocare lesioni o bastoni elettrici. Spesso dopo avere inserito oggetti e aver lacerato la carne, la zona viene cosparsa di peperoncino.

Torture sessuali nei confronti degli uomini comprendono la violenza sessuale da parte di altri carcerati o guardie, l’inserimento di oggetti nell’ano, o torture sul pene. 

Aborto forzato

Nemmeno le donne incinte vengono risparmiate dalla tortura. Anzi, vengono spesso fatte abortire forzatamente.

L’aborto può essere provocato facendo cadere ripetutamente la donna incinta da varie altezze, tramite pestaggio o con dei farmaci.

A volte le madri che allattano vengo prelevate forzosamente dalle loro case, lasciando il neonato senza le cure materne a morire di fame.

Arrostire una pecora intera

 

Questo metodo è stato usato soprattutto con i praticanti del Falun Gong. Al prigioniero vengono legate le mani dietro la schiena. Poi le mani e i piedi vengono legati a una sbarra di metallo simile a uno spiedo e vengono lasciati in questa posizione parecchie ore.

Torture cinesi inflitte ai prigionieri tibetani

Alcune torture sono praticate specialmente sui detenuti tibetani, anche a causa delle condizioni atmosferiche presenti nella zona.

Esposizione al freddo

I prigionieri vengono lasciati dormire fuori al freddo, senza vestiti. Oppure in celle con finestre spalancate. Alcuni raccontano che il clima è così freddo che sulle pareti si forma il ghiaccio.

Questo porta i prigionieri ad ammalarsi e a indebolirsi oltre che alla privazione del sonno.

A volte invece vengono messi a sedere fuori in una pozza d’acqua. A causa del freddo questa si congela e a volte i piedi vengono inglobati dal ghiaccio che si forma.

Torture con acqua bollente o calore

Spesso ai detenuti viene gettata acqua bollente in testa o sul corpo in modo da provocare ustioni, che poi si infetteranno.

Altre volte, invece, vengono ammanettati al tubo di una stufa che poi viene accesa. In questo modo le braccia e il viso subiscono serie ustioni.

Queste sono le torture principali che ogni giorno stanno subendo i detenuti cinesi. Il governo cinese nega ogni accusa di tortura, ma alcuni sopravvissuti riescono a scappare dalla Cina e a dare la loro testimonianza.

L’unico limite alle torture cinesi è quello della fantasia degli aguzzini.


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