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Le peggiori torture cinesi antiche

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Torture cinesi antiche

Le torture cinesi sono spesso considerate le più atroci e questo articolo ti mostrerà il perché: ora ti descriverò le più terribili torture cinesi in vigore nell’antichità.

“Ma Lilith, perché quelle antiche?” 

Bè, semplicemente perché in Cina la tortura è ancora in vigore (anche se non ufficialmente) e ho deciso di scrivere un articolo a parte, completamente dedicato alle torture cinesi moderne.

Lingchi o la morte dei mille tagli

Questa tortura, come dice il nome, consisteva nel praticare molti tagli sul corpo del prigioniero che si trovava legato ad un palo.

La morte avveniva per dissanguamento e shock, ma a volte si andava al di là dei semplici tagli. Infatti si asportavano pezzi interi di carne di solito dal petto, dalle braccia, dai glutei e dalle cosce. a questa tortura ho dedicato un intero articolo che puoi trovare cliccando qui. 

Lo squartamento

Sebbene io abbia già scritto un articolo dedicato allo squartamento, i metodi di esecuzione in Cina erano differenti da quelli occidentali.

Il primo metodo consisteva nel tagliare in due la vittima, all’altezza della vita. Questo permetteva allo sventurato di non morire subito dissanguato, ma di rimanere in vita per qualche interminabile minuto. 

Durante la dinastia Tang (618-907) questa sorte toccò a Bianji, un monaco buddista. La sua colpa era quella di essersi innamorato della principessa Gaoyang, figlia dell’Imperatore Taizong.

Il secondo metodo prevedeva l’uso dei cavalli. La testa e ogni arto della vittima venivano legati a diversi cavalli che poi veniva frustati e spronati al galoppo.

In questo modo il corpo del prigioniero veniva nel peggiore dei casi lacerato, altrimenti fortemente allungato causando dolore, dislocazione delle giunture e rottura dei tendini.

Se la forza dei cavalli non bastava a squartarlo, intervenivano i boia che tagliavano gli arti e la testa.

Lo scorticamento (o scuoiamento)

torture cinesi

Anche in questo caso è già presente un articolo sullo scorticamento, ma ancora una volta i metodi cinesi si differenziano da quelli occidentali.

In Cina la tortura dello scorticamento poteva essere eseguita in due modi: coi coltelli o con il mercurio

Scorticamento coi coltelli

In questo caso alla vittima, viva, venivano praticate due incisioni lungo la spina dorsale, una all’immediata destra e una all’immediata sinistra. Poi la pelle cominciava ad essere tolta fino arrivare alle estremità.

Una volta tolta, la pelle veniva aperta formando una specie di ali. Dai racconti che ci sono pervenuti, la vittima poteva sopravvivere così anche un giorno intero.

Scorticamento con il mercurio

Questa tecnica consisteva nel sotterrare la persona verticalmente, lasciando fuori dalla terra solo la testa. Poi gli venivano fatte due incisioni a forma di X sul capo e gli veniva tolto lo scalpo.

Successivamente il boia versava del mercurio nelle ferite il quale, a causa del suo peso, si infiltrava sotto la pelle, staccandola.

La vittima era immobilizzata dalla terra, ma provava un dolore atroce venendo scorticata dall’interno. Poi veniva fatta uscire dalla terra quando ormai la pelle si era completamente staccata dal corpo.

A questa tortura furono sottoposti alcuni ufficiali corrotti dlell’Imperatore Zhu Yuanzhang. Le loro pelli vennero riempite di paglia ed esposte nella città come avvertimento.

In particolare Sun Hao, Fu Sheng e Gao Heng erano noti per far scorticare i volti dei condannati.

Bollitura a morte

Com’è facile intuire, le persone che venivano sottoposte a questa tortura venivano messe in un grande calderone di acqua bollente.

A volte questa tortura veniva usata per interrogare e quindi venivano immersi nell’acqua bollente solo alcuni arti.

Per leggere i dettagli della bollitura a morte, visita l’articolo dedicato facendo click qui.

Raschiamento della pelle

Anche in questa tortura la protagonista è l’acqua bollente e il suo inventore è stato Zhu Yuanzhang, il primo imperatore della dinastia Ming.

La vittima veniva prima spogliata completamente e fatta sdraiare su una tavola di metallo, poi gli veniva versata addosso dell’acqua bollente.

L’acqua bolliva il corpo della vittima e il boia usava un attrezzo di metallo con dei denti, simile a un pettine, per raschiarne via la pelle e la carne fino all’osso.

Data l’atrocità della tortura, di solito la vittima moriva prima della fine della stessa.

Amputazione

L’amputazione aveva la funzione di provocare dolore e danneggiare irreparabilmente il corpo della vittima senza però che questa morisse.

Era una delle “cinque punizioni” e di solito venivano amputati il naso, i piedi o le gambe, mentre in alcuni casi, invece, si ricorreva alla rimozione delle rotule.

Questa tortura non solo provocava dolore, ma impediva anche alla vittima di poter lavorare e quindi di provvedere a se stessa oltre, ovviamente, a impedirgli di commettere qualsiasi altro reato.

Castrazione

Anche la castrazione faceva parte delle “cinque punizioni” e inizialmente era nata come pena prettamente maschile.

Agli uomini venivano infatti tagliati con un coltello il pene e i testicoli. Poi la zona veniva cosparsa di un unguento che impedisse il dissanguamento e una penna d’oca veniva inserita nell’uretra per evitare che si chiudesse durante la cicatrizzazione della ferita.

Per le donne era previsto, invece della castrazione, il carcere in isolamento per evitare ogni contatto con il sesso opposto.

Questo però cambiò durante la Dinastia Ming e anche le donne cominciarono a essere sottoposte alla castrazione mediante rimozione delle ovaie.

La castrazione femminile avveniva picchiando selvaggiamente la donna sul ventre fino a causare un danno simile al prolasso uterino.

C’è chi però è arrivato a praticare l’autocastrazione come segno di lealtà verso il suo imperatore. Un esempio di questo enorme sacrificio è stato Gang Bing.

“Sì Lilith, ma cosa sono le cinque punizioni cinesi?”

Te lo spiego subito! 🙂

Le cinque punizioni cinesi (o i cinque castighi cinesi)

“Cinque Punizioni” o “Cinque Castighi” era il nome dato a una serie di punizioni fisiche in vigore nell’antica Cina.

Si dividono in:

  • cinque punizioni nella Cina antica
  • cinque punizioni nella Cina dinastica
  • cinque punizioni per le donne

Cinque punizioni nella Cina antica

  1. Mò o ging: il criminale veniva fatto un tatuaggio indelebile sul viso o sulla fronte. Al primo crimine commesso veniva tatuato l’avambraccio destro, al secondo quello sinistro e al terzo la fronte e/o il viso.
  2. : Al criminale veniva tagliato il naso, senza alcuna anestesia.
  3. Yué o bin: prevedeva l’amputazione di uno o entrami i piedi, delle gambe o la rimozione delle rotule.
  4. Gong o yinxing o fuxing o canshi xing: prevedeva la rimozione di pene e testicoli. Questa pena era prevista per i reati di adulterio o promiscuità.
  5. Dà pi: questa infine era la pena di morte che poteva includere lo squartamento, la decapitazione e lo strangolamento.

Cinque punizioni nella Cina imperiale

Le cinque punizioni precedenti vennero abolite durante la Dinastia Han e vennero modificate con queste:

  1. Chi: i criminali venivano percossi sul sedere con una canna di bambù. Questa pena prevedeva cinque gradi.
  • 10 frustate (o il pagamento di 600 wén).
  • 20 frustate (o il pagamento di 1 guàn e 200 wén).
  • 30 frustate (o il pagamento di 1 guàn e 800 wén).
  • 40 frustate (o il pagamento di 2 guàn e 400 wén).
  • 50 frustate (o il pagamento di 3 guàn).

2. Zhàng: i criminali venivano percossi con un bastone sulla schiena o sul sedere o sulle gambe. Anche questa pena prevedeva cinque gradi.

  • 60 frustate (o il pagamento di 3 guàn e 600 wén).
  • 70 frustate (o il pagamento di 4 guàn e 200 wén).
  • 80 frustate (o il pagamento di 4 guàn e 800 wén).
  • 90 frustate (o il pagamento di 5 guàn e 400 wén).
  • 100 frustate (o il pagamento di 6 guàn).

3.: pena detentiva con 5 gradi:

  • 1 anno di carcere più 60 frustate (o 12 guàn).
  • 1 anno e mezzo di carcere più 70 frustate (o 15 guàn).
  • 2 anni di carcere più 80 frustate (o  18 guàn).
  • 2 anni e mezzo di carcere più 90 frustate (o  21 guàn).
  • 3 anni di carcere più 100 frustate (o  di 24 guàn).

4.Liu: esilio in una località lontana senza il permesso di ritornare al luogo di nascita. Questa pena aveva tre diversi gradi.

  • 1000 chilometri più 100 frustate con il bastone (o  30 guàn).
  • 1250 chilometri più 100 frustate con il bastone (o  33 guàn).
  • 1500 chilometri più 100 frustate con il bastone (o  36 guàn).

5.Si: la pena di morte tramite strangolamento o decapitazione. A partire dalla Dinastia Song venivano usate anche la lingchi e la decapitazione. La pena di morte poteva venire evitata pagando 45 guan.

Tenete conto che 1 guan equivale a 1000 wen e che la paga media di un costruttore si aggirava sugli 0,72 wen al giorno.

Cinque punizioni per le donne

torture cinesi

Queste punizioni erano usate sulle donne invece delle punizioni tradizionali.

  1. Xingchong: la criminale veniva forzata a macinare grano.
  2. Zanxing: alla criminale venivano strette le dita con dei bastoncini in mezzo, causando molto dolore.
  3. Zhangxing: le criminali venivano picchiate con bastoni.
  4. Cisi: suicidio forzato.
  5. Gongxing: isolamento in una stanza. Questa era la pena per l’adulterio o la promiscuità.

Non è chiaro il perché alle donne venissero riservate punizioni diverse, ma un’ipotesi è quella che le donne venivano considerate esseri inferiori tanto da non essere considerate così responsabili di un crimine. Era il marito o il padre che doveva vigilare sulle azioni commesse da una donna, come se fosse un animale da tenere a bada.

La tortura della goccia

“Lilith, perché non hai scritto della famosa tortura della goccia cinese?”

Hai ragione, la tortura della goccia è forse la più famosa fra le torture cinesi. Ma c’è una ragione per cui non l’ho inserita qui. Per scoprirla leggi l’articolo 😉

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