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Aokigahara – la foresta dei suicidi

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Aokigahara è il nome di una foresta giapponese che si trova ai piedi del Monte Fuji. In Giappone è conosciuta anche come “Jukai”, mare di alberi, ma nel resto del mondo è nota come La foresta dei suicidi.

Aokigahara

Questo nome è dovuto al grandissimo numero di persone che decidono di togliersi la vita proprio nella foresta. Le forze dell’ordine hanno persino messo dei cartelli in giapponese e in inglese che invitano gli aspiranti suicidi a riconsiderare le loro decisioni, ma sembrano non avere avuto effetto.

La foresta di Aokigahara è il secondo posto al mondo per suicidi avvenuti, dopo il Golden Gate Bridge di San Francisco, USA.

I primi casi documentati risalgono al 1950, anno dal quale si stimano almeno 30 suicidi l’anno.

Il Governo Giapponese teneva delle statistiche che rendeva pubbliche, informando ogni anno sul numero di suicidi commessi, ma vedendo che ogni volta il numero di casi aumentava, a partire dal 2003 le statistiche non sono più state rese note.

L’ultimo rapporto, risalente proprio al 2003, rivelerebbe che in quell’anno si sono verificati 105 suicidi.

aokigahara

L’origine della macabra usanza

Nonostante i primi casi di suicidio risalgano al 1950, un aumento del fenomeno potrebbe essere spiegato con l’uscita di un romanzo nel 1960, in cui una coppia di fidanzati finisce suicida nella foresta.

La pubblicazione nel 1993 del best seller “Il manuale completo del suicidio” di Wataru Tsurumi poi, non ha fatto altro che aumentare il numero di suicidi nella foresta, indicando Aokigahara come luogo perfetto per morire.

I due metodi preferiti dai suicidi sono l’overdose di farmaci, come testimoniano le scatole di farmaci e le bottiglie di alcool vuote ritrovate ai piedi di alcuni cadaveri, e l’impiccagione. Nella foresta non è infatti difficile vedere appesi ai rami cordicelle, funi, cravatte o cavi, usati per togliersi la vita.

Ma non finisce qui. Alcuni dicono che Aokigahara sia anche la foresta più infestata in Giappone e che la gente che la visita non ci vada con l’intento di suicidarsi. Una volta entrata nella foresta, alla vittima apparirebbero fantasmi e spiriti che la spingerebbero a compiere il gesto estremo.

Leggenda e realtà

Aokigahara

Nonostante sia vero che molte persone scelgono Aokigahara come ultima meta, è anche vero che molte leggende aleggiano attorno a questa foresta.

Prima di tutto, gli spiriti che la infesterebbero. I fantasmi presenti nella foresta sarebbero quelli delle persone anziane abbandonate (ubasute), che si recavano nella foresta a morire. Una volta decedute, diventavano yourei, degli “spiriti arrabbiati” che spingevano al suicidio le persone che si avventuravano nella foresta.

Altre leggende metropolitane riguardo questo inquietante luogo sono quelle che riguardano il malfunzionamento di bussole e apparecchiature elettroniche. È vero che le rocce laviche di cui sono ricchi i dintorni possono dare errori di lettura della bussola, tuttavia questi sono davvero minimi, ben lontani dall’ago che gira impazzito nella bussola che viene descritto nelle leggende.

Per quanto riguarda le apparecchiature elettroniche, invece, il GPS può non funzionare se questo ha basse prestazioni. Orologi digitali e altre apparecchiature, invece, funzionano perfettamente.

La foresta non è solo sinonimo di morte, ma contiene al suo interno anche un osservatorio ed è possibile fare percorsi guidati su appositi sentieri che, ovviamente, non si addentrano nel profondo della foresta.

La foresta triste

Detto questo, Aokigahara rimane comunque  un luogo in cui sono avvenuti tanti suicidi, frutto di una sofferenza in vita tale da non essere più sopportata. Un luogo macabro, ma, forse, anche spirituale e decisamente triste.

E tu, visitersti Aokigahara? Avresti il coraggio di avventurarti, da solo, nel profondo della foresta dei suicidi?

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