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“…Hanno cambiato faccia”, capolavoro italiano: vampirismo metaforico e controllo delle masse

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“…Hanno cambiato faccia”, anno 1971. Tanti anni sono ormai trascorsi, eppure è proprio l’inesorabile fluire del tempo ad aver conferito alla pellicola diretta da Corrado Farina (Torino, 18 marzo 1939 – Roma, 11 luglio 2016) un valore aggiunto. Un valore inestimabile, incommensurabile. Un film patrimonio di un cinema italiano intelligente, godibile e all’avanguardia che, probabilmente, è ormai andato smarrito.

Regista, sceneggiatore, scrittore, cortometraggi e lungometraggi, documentari e pubblicità (è autore di numerosi spot pubblicitari per “Carosello”): un artista poliedrico, inesauribile, senza dubbio particolare, ricercato, profondo, mai banale.

…Hanno cambiato faccia

Ed è proprio “…Hanno cambiato faccia” – prodotto dalla Filmsettanta s.r.l. – a segnare e scandire il debutto cinematografico di Corrado Farina in qualità di regista di un lungometraggio. Un debutto, come si dice in questi casi, col botto: il film, infatti, vince il “Pardo d’oro”, premio assegnato in occasione del Festival del cinema di Locarno.

Difficile inserire “…Hanno cambiato faccia” in un genere ben preciso. La componente horror è preponderante e predominante (in questo senso, eccellenti e particolarmente azzeccate si rivelano le musiche di Amedeo Tommasi), ma essa viene proposta dal regista e sceneggiatore (la sceneggiatura, a tal proposito, è di Corrado Farina e di Giulio Berruti) in modo del tutto personale e caratteristica. Una visione sociale, sociologica e a tratti satirica dell’horror. Un progetto moderno, visionario, surreale e surrealista, atto a denunciare in chiave horror le storture, le contraddizioni e gli eccessi consumistici delle società contemporanee. Su tutti, spicca il tema – molto caro a chi vi scrive – del controllo e condizionamento mentale sulle e delle masse.

Il controllo mentale ed il condizionamento delle masse costituiscono un interessante, delicato ed inquietante tema, oggi più che mai attuale e al centro di numerosi dibattiti. Un controllo che può essere esercitato mediante i più disparati mezzi di comunicazione e le più diverse forme culturali, religioni comprese. Un controllo, inoltre, esercitato mediante la politica, la finanza, il consumismo sfrenato, quel consumismo distorto che non lascia libertà agli individui di come agire e cosa scegliere.

Un consumismo impositivo, cinico, spesso bugiardo, sleale e baro.

Temi, come si evince, di stretta attualità e che, inevitabilmente (e spesso legittimamente ed incontrovertibilmente…), lasciano il posto a teorie cospirazioniste: una oligarchia, una élite – più o meno unitaria e piramidale – di potenti la quale, attraverso il controllo ed il condizionamento delle masse, muove i fili del mondo a proprio piacimento. Meccanismi di controllo e condizionamento martellanti: espliciti ma ben camuffati e convincenti, sovente subliminali ma altrettanto efficaci.

Vampirismo contemporaneo: il controllo delle masse

Protagonista di “…Hanno cambiato faccia” è Alberto Valle, interpretato da Giuliano Disperati (conosciuto anche col nome di Giuliano Esperati). Valle è un dipendente della Auto Avio Motors, azienda impegnata nel settore automobilistico ed aeronautico. Un giorno, viene convocato dai vertici della azienda al XX° piano, uffici in cui Valle non ha mai messo piede (egli lavora al X° piano). Valle, dunque, si ritrova a colloquio con il Presidente della A.A.M., ritenuto erroneamente da Valle quale proprietario della azienda stessa. Il Presidente, però, gli rivela che il proprietario della A.A.M. è il Dott. Giovanni Nosferatu. Valle, pertanto, viene incaricato a recarsi nella villa di montagna del Dott. Nosferatu per discutere di importanti affari di lavoro.

Nosferatu. Un nome inequivocabile: evidente, infatti, il richiamo al film muto diretto dal regista tedesco  Friedrich Wilhelm Murnau, “Nosferatu, eine Symphonie des Grauens” (in italiano, Nosferatu il vampiro), pellicola datata 1922 ed ispirata al romanzo “Dracula” di Bram Stoker.

Giovanni Nosferatu è interpretato da Adolfo Celi, tra i più apprezzati attori italiani degli Anni ’60 e ’70 e particolarmente efficace nei panni dell’enigmatico Giovanni Nosferatu.

Nosferatu è a capo di un autentico impero: dalle auto ai detersivi, dall’industria farmaceutica agli anticoncezionali, dalle droghe alla polizia, dai giornali ai partiti politici, passando per il controllo delle banche e del clero. Nosferatu, insomma, è la perfetta incarnazione del controllo mentale e del condizionamento delle masse esercitati attraverso le più diverse forme di business e la gestione globale e ramificata del potere politico e amministrativo.

Assai inquietante è l’ambientazione. La residenza di montagna di Nosferatu, infatti, è situata a ridosso di un antico e innominato paese. Luoghi solitari, sperduti, fuori dal tempo e dallo spazio, spesso immersi nella nebbia, silenziosi, abbandonati, diroccati, polverosi, bui, tetri, in piena sintonia con il richiamo a Nosferatu e alla mitologia vampiresca. Luoghi abitati da poche persone, intimorite dalla presenza di Nosferatu. Una puntuale rivisitazione delle atmosfere gotiche.

Molti anziani, nessun giovane. Eccezion fatta per la evanescente Laura, interpretata dalla seducente Francesca Modigliani. Alberto Valle si imbatte in Laura appena arrivato nelle vicinanze della residenza di Nosferatu e con il serbatoio della propria vettura quasi a secco. Tra tentativi di seduzione e racconti di vita, Valle varca finalmente il cancello della residenza di Nosferatu; Laura, intanto, resta all’interno dell’auto di Valle, attendendo il ritorno dell’uomo dal colloquio di lavoro.

Varcato il cancello, Valle è “accolto” da due Fiat 500 bianche: fari accesi, nell’abitacolo taciturni piloti con tanto di casco. Sono i guardiani. Sembrano automi, umani ma privi di caratteristiche umane. La scena – alquanto inaspettata  – è tra le più surreali dell’intero film: modernità e tecnologia (in questo caso rappresentate da guardiani in automobile) a simboleggiare non solo un controllo di uno spazio fisico e di un perimetro (il giardino ed il vasto parco della villa di Giovanni Nosferatu), ma ad identificare un capillare ed irreversibile controllo mentale.

Giunto nella villa, Alberto Valle è accolto dalla segretaria di Giovanni Nosferatu, Corinna. Solo Geraldine Hooper (che ritroveremo, nel 1975, in un altro capolavoro della cinematografia horror italiana: è la Hooper, infatti, ad interpretare Massimo Ricci, un amico di Carlo, in “Profondo Rosso” di Dario Argento) poteva interpretare al meglio il personaggio di Corinna. Enigmatica, dotata di una fisicità androgina che la rende ancor più caratteristica e in sintonia con le macabre atmosfere del film. Tra Corinna e Valle nascerà ben presto un gioco di complicità, seduzione e sesso.

Controllo mentale: asettico e funzionale potere

La villa di Nosferatu rappresenta il perfetto contraltare all’ambiente esterno circostante.

Tanto è antico, buio, tetro e abbandonato il luogo in cui sorge la maestosa dimora, tanto è moderna, luminosa e all’avanguardia la residenza del ricco e misterioso magnate.

Tutto appare asettico, funzionale, moderno ma privo di anima. Controllo e condizionamento mentale sono onnipresenti: non appena Valle si siede su un divano, in attesa che venga ricevuto da Giovanni Nosferatu, parte una pubblicità, diffusa attraverso altoparlanti. Questa si interrompe non appena Valle si alza dal divano. La stessa scena si ripete nella doccia: all’apertura del rubinetto, parte la pubblicità del “Tonic A1”, prodotto realizzato e venduto dalle Industrie Cosmetiche Riunite, azienda facente capo a Nosferatu.

Pubblicità e controllo mentale, pubblicità e condizionamento delle masse: meccanismi ben noti, ma spesso sottovalutati, che da decenni scandiscono le società contemporanee.

L’incontro tra Valle e Nosferatu avviene di sera. Ecco, allora, un altro richiamo alla mitologia che ruota attorno alla figura del vampiro. Nosferatu, infatti, è descritto come un uomo che trascorre il giorno rinchiuso nel proprio ufficio – lontano da ogni persona – e che esce solo di sera e durante la notte. Come un vampiro, il quale agisce ed interagisce solo di notte.

Emblematica e significativa la scena della cena, servita alle ore 22:00. Al tavolo siedono Nosferatu, Valle e Corinna. Cibo sintetizzato. Ogni portata è identificata da un colore: il primo è di colore giallo, il secondo è rosso, la frutta è arancione, il dolce marrone. Le “pietanze” – liquide, brodose o gelatinose e affatto invitanti – sono servite all’interno di un vassoio suddiviso in scomparti.

Socialismo gastronomico”, lo definisce Giovanni Nosferatu. Non più piatti e portate comunemente intesi, bensì cibi sintetizzati attraverso i quali vengono assunte solo ed esclusivamente le sostanze nutritive. Un qualcosa di simile lo ritroveremo nel film “The Matrix” (1999, regia di Lana e Lilly Wachowski).

Il controllo delle masse si realizza anche attraverso la spersonalizzazione del cibo.

Il cibo non più inteso come elemento aggregativo e culturalmente elevato, bensì freddo, asettico strumento finalizzato al mero sostentamento del corpo. Il controllo delle masse è al suo apice: la soppressione del piacere fine a se stesso, che Nosferatu definisce “un inutile spreco produttivo”.

Nosferatu offre a Valle la possibilità di diventare Presidente della Auto Avio Motors. Più che una possibilità, è un ordine, un destino già segnato.

Una notizia che, però, è accolta da Valle con freddezza e distacco. Le stranezze, infatti, si susseguono tambureggianti. Mentre è in visita al parco assieme a Corinna, scorge quello sembra essere il cadavere di una persona. Quindi, mentre sta curiosando nei corridoi della villa, ode dei curiosi, singolari ed inquietanti mantra provenire da ambienti ignoti. Formule, slogan e frasi ripetute in coro, quasi fosse in presenza di una setta o di una messa, in cui l’assemblea dei fedeli ripete in coro le preghiere e le formule enunciate da un sacerdote. Un continuo, ossessivo ed ossessionante lavaggio del cervello e delle coscienze. Preghiere di una qualche “religione laica” finalizzate, ancora una volta, all’indottrinamento delle masse e al condizionamento di queste ultime: “La vera civiltà è basata sulla repressione costante degli istinti umani”, “Come coltivare l’ottimismo”, “Pubblicità e sesso”, “Alice nel paese del consumo”, “Psicoseduzione dei bambini”, “Reclutamento di nuovi consumatori”. Dall’indottrinamento forzoso o subliminale alla totale assuefazione: un processo irreversibile.

Il controllo delle masse si insinua ovunque. Inizia dall’infanzia e prosegue per tutta la vita, interessando e invadendo ogni ambito. L’individuo, debitamente spersonalizzato ed indottrinato dalla propaganda, vive per il consumo e per il consumismo. Sesso e pubblicità, pubblicità e sesso: il sesso quale miglior amo per veicolare qualsiasi messaggio pubblicitario e persuasivo.

Un espediente, effettivamente, assai diffuso e che ritroviamo quotidianamente martellante nelle campagne pubblicitarie. Sesso e condizionamento mentale, sesso e messaggi subliminali: dalle pubblicità ai cartoni animati. Corrado Farina, dall’alto della propria esperienza nel settore pubblicitario e in qualità di abile osservatore delle storture del consumismo sfrenato, coglie con saggezza e acume questo non secondario aspetto del condizionamento mentale esercitato sulle masse.

Ma la dilagante potenza di Giovanni Nosferatu è ben svelata e rivelata allorché Valle fa una scoperta alquanto inquietante. Curiosando nelle stanze della villa di Nosferatu a caccia di risposte e verità, si imbatte in un bizzarro locale: all’interno vi sono delle culle. Qui, sono accolti e allevati i figli – ancora in fasce – dei dipendenti di Nosferatu. Ma non è tutto: nella curiosa sala trovano posto registri contenenti schede di bambini. Foto, nomi e cognomi, date di nascita: un archivio del macabro.

Tra di esse, anche la scheda relativa ad Alberto Valle. Accanto alla foto da neonato di Valle, una annotazione: “Alberto Valle, presidente A.A.M.”.

Lo sconcerto è forte. Si intuisce, pertanto, la potenza quasi paranormale di Giovanni Nosferatu. Egli detiene il pieno controllo delle vite dei suoi futuri collaboratori sin dalla loro nascita. Egli li alleva, li coltiva a loro insaputa. Schedati, le vite già scritte e programmate. Si compie, quindi, un ulteriore aspetto della spersonalizzazione degli individui e del controllo capillare e delle masse: la soppressione del libero arbitrio.

La sequenza di strani eventi continua incessante. Laura, ancora in auto in attesa del ritorno di Alberto Valle, viene rapita dai piloti delle 500 Fiat e condotta da Giovanni Nosferatu.

Si intuisce bene il significato metaforico di Laura: una ragazza indipendente, libera, sognatrice, non inquadrata in schemi preconfezionati e ancora non assuefatta alla propaganda e al controllo di Nosferatu e che, per tali ragioni, necessita di indottrinamento. Per realizzare ciò, viene rapita per essere “programmata”. La sequenza racchiude al proprio interno un distillato di puro, classico vampirismo: Nosferatu morde al collo Laura. Un atto che, tra tradizione e modernità, identifica l’incipit della rinnovata vita di Laura, alle dipendenze del nuovo padrone, Nosferatu. La metamorfosi è compiuta, Laura schiavizzata al volere di Nosferatu.

Giovanni Nosferatu, un moderno vampiro

Alberto Valle, ancora ospite di Giovanni Nosferatu, è al centro di altri inquietanti episodi.

Una mattina, mentre sta giocando a golf con Corinna all’interno del vasto parco, si imbatte in un cimitero, sepolto dalla vegetazione e abbandonato da chissà quanti anni. Qui, scopre una cripta. Al suo interno, scorge un sarcofago. La scritta non lascia spazio ad interpretazioni: “Giovanni Nosferatu 1801-“. L’anno di nascita, 1801, non è seguito dall’anno di morte.

Più tardi, curiosando in villa, Valle trova un volume: “Manuale Exorcistarum del padre Candido Brognolo da Bergamo”. In una pagina, è riportato lo stemma di Nosferatu.

E ancora: passeggiando con Corinna tra le strade dell’antico Paese, si imbatte in una donna anziana la quale, fuggendo alla vista di Corinna, si fa il segno della croce. Corinna si rifiuta di entrare in una chiesa; il prete, poi, prega Valle di lasciare il luogo di culto. Segni e simboli di un vampirismo tradizionale inseriti in una cornice contemporanea.

La riunione tra Nosferatu ed i suoi più stretti collaboratori – una sorta di consiglio di amministrazione – costituisce un pezzo di cinema tanto prezioso quanto geniale. Qui, infatti, emergono prepotentemente le tematiche riconducibili al controllo e al condizionamento delle masse.

Tutto si svolge in una atmosfera palesemente cospirazionista. Lo spettatore assiste alla manifestazione concreta e tangibile delle logiche consumistiche atte a realizzare ed attuare il condizionamento ed il controllo delle masse.

Riunione 022, settore industrie chimiche”: così la fida Corinna introduce la importante riunione di lavoro. I responsabili dei rispettivi settori illustrano le percentuali di crescita. In sottofondo, ancora i mantra: “Narcisismo di massa”, “Attacco all’inconscio”. Evidenti messaggi di indottrinamento – anche subliminale, come recita lo slogan “attacco all’inconscio” – finalizzati al controllo e al condizionamento delle masse e delle coscienze.

Degno di nota il meccanismo che governa il marketing e la vendita dei prodotti. Si deve modificare il nome di un detersivo che si sospetta inquini le acque. Nosferatu propone di cambiare solo il nome del prodotto e di venderlo all’interno di una nuova confezione. Il detersivo è sempre lo stesso ma il nuovo nome infonderà nei consumatori rinnovata fiducia: “Acqua pulita”, sarà il nuovo nome.

La confezione, a forma di fallo, aiuterà la vendita del prodotto. Ecco, allora, i due pilastri del consumismo moderno: condizionamento delle masse attraverso semplici espedienti pubblicitari (un nuovo nome ad un vecchio detersivo), messaggio subliminale sessuale, sempre efficace ed inconsciamente accattivante.

Tra le molteplici aziende dell’impero Nosferatu, vi è la Nosferatù, azienda produttrice di anticoncezionali. Nelle aziende di Nosferatu, è vietato leggere libri durante le pause. Quando Giovanni Nosferatu scopre che alcuni dipendenti leggono nelle pause e che tra due impiegati vi è un rapporto sentimentale (i due aspettano anche un figlio), il magnate vampiro va su tutte le furie.

Ai dipendenti della azienda di anticoncezionali, infatti, è severamente proibito procreare. Nosferatu, quindi, provvederà a far abortire la donna e sterilizzare l’uomo. Il responsabile della Nosferatù, intanto, è brutalmente allontanato dalla riunione. Mentre percorre a piedi il parco, il manager è investito deliberatamente dalle 500 Fiat: il cadavere, nascosto.

Controllo delle nascite e demografico, procreazione controllata o vietata: altri espedienti tramite i quali le oligarchie di potenti possono controllare le masse, condizionandole in tal senso.

La riunione prosegue. Il clima è teso: Nosferatu è spietato con i propri collaboratori, i quali non possono permettersi di deludere l’esigente magnate. In questa lunga e determinante scena, Corrado Farina descrive in modo tanto satirico quanto realistico il significato più profondo di “controllo e condizionamento delle masse”. In particolare, spicca lo stretto rapporto che intercorre tra l’impero Nosferatu e la Chiesa. Una Chiesa a sua volta controllata e manipolata da Nosferatu, sempre pronta ad avallare e facilitare le scelte del magnate. Eloquente l’avallo della Chiesa circa la libera diffusione delle droghe, un altro strumento attraverso il quale addomesticare, addormentare, anestetizzare le masse. La responsabile del settore, infatti, racconta di aver convinto un alto prelato con i classici sistemi in mano ad una attraente donna: la seduzione della carne. Il “vizietto”, come lo descrive la collaboratrice di Nosferatu. Sesso, droga: i capisaldi del condizionamento delle masse.

In questo quadro, si inserisce una delle scene cult del film; la più surreale, la più satirica, la più spiazzante: la pubblicità dell’LSD.

LSD, acronimo di Lysergsäurediethylamid, è una delle più potenti e pericolose sostanze psichedeliche mai prodotte. Eppure, questa droga viene liberamente commercializzata dalle aziende di Nosferatu: “Confezione normale e confezione famiglia”, recita lo slogan.

Una potente droga quale miglior forma di intrattenimento delle masse. Un intrattenimento, tuttavia, atto solo ad anestetizzare le coscienze, a far sì che le masse obbediscano in modo acritico e imbambolato alle politiche “vampiresche” e consumistiche di Nosferatu.

LSD a portata di famiglia: una droga ridotta alla stregua di una merendina, di un detersivo, di un bagnoschiuma, di un prodotto alimentare. Il consumismo sfrenato tocca il proprio culmine.

La droga libera, dunque, a simboleggiare un finto barlume di libertà. Una libertà apparente, fittizia, tanto effimera quanto, nei fatti, frutto di un disegno vessatorio ben preciso.

Le masse – sciocche ed inconsapevoli – gioiscono per questo sedicente slancio di libertà. In realtà, è la droga una delle armi con le quali le élite incatenano le coscienze, imbrigliano e sottomettono le ignare masse.

L’epilogo

Alberto Valle realizza che Giovanni Nosferatu è un uomo inaffidabile, spietato, mostruoso.

Valle, allora, decide di affrontare a viso aperto Nosferatu. Il dialogo tra i due è intenso e significativo.

Mi aveva detto che ero libero di decidere quel che volevo”, dice Valle. Nosferatu ribatte: “Quando voleva, non quel che voleva”.

Valle reagisce, spavaldo: “Ha paura del tempo o soltanto dell’alba, come i vampiri”.

E prosegue: “I miti non muoiono, si trasformano. Me l’ha insegnato lei stesso. Avete cambiato faccia, ma continuate a succhiare il sangue alla gente”.

Dialoghi che trasudano spunti di riflessione e verità. Gli individui, appunto, non sono più in grado di decidere liberamente cosa fare e quando. Nella società del consumismo, dei vampiri dell’imprenditoria e della politica, del controllo e del condizionamento delle masse, invero, si può solo decidere il quando, non il cosa.

Valle, allontanato da Nosferatu, cerca di evadere dalla villa degli orrori. Il tentativo di fuga, però, è prontamente stoppato dalle onnipresenti 500 Fiat bianche.

Tornato in villa, Valle sorprende Nosferatu e spara ripetuti colpi di pistola contro l’uomo. È finita, pensa. Si dirige verso il cancello della villa. Una volta varcato ed entrato in auto, ritrova Laura. La ragazza, però, ha indosso abiti raffinati ed eleganti. Ora è una segretaria. “Ero sciocca. Avevi ragione tu”, afferma la ragazza rivolgendosi a Valle.

Salutato l’uomo, si dirige verso la nuova realtà attraverso una spessa coltre di nebbia. Valle, allora, realizza: l’opposizione a Nosferatu è stata vana. Anche Laura è stata “vampirizzata” dai tentacoli di Nosferatu. Valle è sconfitto.

Fa salire Corinna in auto – la quale, frattanto, si era diretta al cancello della villa – ed insieme si dirigono nuovamente verso la residenza di Nosferatu.

Benvenuto, Dottor Valle”. Con queste parole, Nosferatu, ancora vivo, accoglie colui il quale è stato designato quale Presidente della Auto Avio Motors.

Una stretta di mano tra i due sancisce la vittoria del vampiro sulle masse addomesticate ed anestetizzate, rappresentate da Valle.

“Il terrore, oggi, si chiama tecnologia”: la frase del filosofo, sociologo e politolo tedesco Herbert Marcuse chiude il film.

“…Hanno cambiato faccia” è una fonte inesauribile di spunti, metafore, simbolgie, denuncie sociali. Un film horror in cui tetro ed inquietudine si sposano al grottesto e al surreale, invero componenti essenziali nella cinematografia dell’orrore. Un’opera che, sotto molti aspetti, può essere presa a modello: la tematica del controllo mentale, del condizionamento delle masse attraverso pubblicità, consumismo, sesso, droga e controllo politico-religioso-etico e dello stesso consumismo manipolato da moderni vampiri – quale è Nosferatu – è trattata e sviscerata con estremo intuito ed altrettanta lungimiranza.

Oggi, si parla sempre più spesso di manipolazione delle masse. Le teorie sono molteplici, alcune fantasiose, altre verosimilmente attendibili. Musica, Illuminati, Massoneria, politica, potere clericale, imprenditoria, alta finanza, banche: il campionario, a riguardo, è vasto e variegato.

“…Hanno cambiato faccia”: moderna rappresentazione metaforica del vampiro, sociologia ed horror fusi a dare vita ad un capolavoro cinematografico la cui modernità di contenuti travalicherà epoche e generazioni.

Ecco il link del film (dal canale Youtube verificato Film&Clips): https://www.youtube.com/watch?v=PxP24DN-igk&t=104s

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