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Grimm, come sarebbe il mondo se le favole non fossero inventate?

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A partire dal 2011 i produttori David Greenwalt e Jim Kouf lanciarono una nuova serie televisiva ispirata alle storie dei fratelli Grimm. La serie della NBC ci illustra come sarebbe il mondo se le fiabe non fossero inventate.

Grimm – la trama

La serie, a tema fantastico-poliziesco, ha come protagonista il detective Nick Burkhardt e i numerosi eventi che travolgono la sua vita. Nick ha intuito e passione per il suo lavoro, ma il destino vuole che sulle sue spalle non si posi solo il peso della giustizia a causa della sua discendenza: Nick è un Grimm e, dopo la morte di sua zia, si trova faccia a faccia col suo destino.

I Grimm, gli unici a riconoscere le creature meta-umane, hanno il compito di ucciderle per salvare il genere umano. La forza dei Grimm e la loro reputazione spaventano la maggior parte dei meta-umani (o wesen) che Nick incontra e che lo associano ai suoi sanguinari predecessori, ma grazie alla sua bontà Nick costruisce per i Grimm una nuova reputazione facendosi ben volere da varie specie di wesen non pericolosi. Uno dei suoi compagni d’avventura è infatti un Blutbad (lupo cattivo) pentito, di nome Eddie Monroe, la cui collaborazione sarà risolutiva in diversi casi e indispensabile a Nick per comprendere la realtà con cui deve confrontarsi.

 

Il telefilm

Il telefilm si compone di sei stagioni di 22 episodi l’una, per adesso, e vanta la vincita di numerosi premi come miglior serie TV di genere.

Nata nel 2011 la serie, intitolata “Grimm” ci presenta un cast di tutto rispetto con David Giuntoli nei panni del protagonista, il primo ad essere scritturato. Successivamente abbiamo l’aggiunta di  Silas Weir Mitchell nel ruolo di Monroe e  Russell Hornsby e Bitsie Tulloch che vennero scelti per interpretare il collega poliziotto di Nick (Hank) e la sua fidanzata, Giuliette.

Ogni episodio inizia con la citazione di una fiaba dei Grimm che ci introduce la trama, se vi piace il genere non potete perdervelo.

4 Commenti

  1. Grazie per la segnalazione, ma il titolo e il contenuto sono corretti. Se leggi l’articolo e se conosci la serie, ti renderai conto che il titolo vuol dire proprio quello: “se non fossero inventate”, ossia reali”.

  2. Hai ragione, in quel caso può essere corretto…ma personalmente ritengo che suoni comunque un po’ strano! A questo punto avrei scelto un più diretto e limpido “se le fiabe fossero reali” come hai suggerito anche tu. In caso fossi interessata al mondo delle fiabe horror ti consiglio di leggere la prima edizione delle Kinder und Hausmarchen dei Grimm (le fiabe del focolare) del 1812. E’ uscita da poco in lingua italiana.

  3. Sì, anche io l’avrei messa così. La mia collaboratrice ha optato per questa forma e non essendo errata ho deciso di lasciarla. Grazie per il suggerimento vado subito a cercarlo! 🙂

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