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L’ordalia dell’acqua fredda

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Le ordalie erano prove fisiche che, nel passato, dovevano superare gli accusati di vari crimini, principalmente stregoneria e adulterio, per poter essere giudicati innocenti. 

Il termine “ordalia” significa “giudizio di Dio” e si basava sul fatto che, durante la prova, Dio avrebbe aiutato gli innocenti.

Molto usata in Gran Bretagna, nelle prime colonie inglesi degli Stati Uniti e in Europa dal 1400 al 1700 circa, l’ordalia ha in realtà origini che risalgono a 4.000 anni fa. 

Ne esistono vari tipi e in questo articolo ti parlerò dell’ordalia dell’acqua fredda, in contrapposizione all’ordalia dell’acqua bollente. 

L’ordalia dell’acqua fredda

Se qualcuno veniva accusato di stregoneria o di adulterio, avrebbe dovuto sottoporsi a un’ordalia per dimostrare la propria innocenza.

Nell’ordalia dell’acqua l’imputato veniva spogliato, poi gli venivano legati mani e piedi con una corda. Dopo averlo legato si lasciava un pezzo di corda penzolante, con un nodo alla fine abbastanza lontano dal corpo.

Poi il malcapitato veniva gettato in un fiume o in un lago. Se la vittima affondava trascinando a fondo anche il nodo, allora era giudicato innocente. Se era abbastanza fortunato sarebbe stato anche salvato prima di annegare.

Se invece galleggiava, significava che era colpevole. Questo si basava sul principio che l’acqua, ritenuta elemento “universale” e sacro, avrebbe rifiutato l’imputato in quanto colpevole.

In particolare si credeva che, dato che le streghe avevano rifiutato il battesimo unendosi a Satana, l’acqua simbolo del battesimo avrebbe rifiutato le streghe spingendole a galla.

Le ordalie vennero bandite e il suo ultimo uso ufficiale si registrò in Inghilterra nel 1717. Tuttavia il popolo non le abbandonò così facilmente e continuò a realizzarle fino alla seconda metà del ‘700.

Il ducking stool

Il ducking stool (sgabello che si immerge) è forse un derivato dell’ordalia dell’acqua fredda. Non veniva però usato per giudicare, bensì per umiliare l’accusata.

Era riservato principalmente alle donne attaccabrighe, che litigavano spesso e disturbavano i vicini come metodo per raffreddare i loro “bollenti spiriti”.

Lo sgabello era montato all’estremità di una trave che era fissata ad una piattaforma girevole grazie a un perno.

La vittima veniva fatta sedere sullo sgabello e portata per le vie della città, poi veniva portata vicino a un fiume o al mare e immersa varie volte nell’acqua.

Dato che era un metodo per umiliare, però, spesso l’acqua usata non era quella limpida di un fiume, ma quella melmosa di uno stagno o, peggio ancora, la vittima veniva immersa in una pozza vicina alle antiche fognature, riemergendo ricoperta di escrementi.

Nonostante servisse solo ad umiliare, non esistevano leggi su come dovesse essere portata a termine. Quindi una donna poteva essere immersa un numero indefinito di volte.

Nel 1731, però, a causa di troppe immersioni e fatte in modo troppo violento, una donna annegò.

Origini

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Nonostante si associ l’ordalia alle streghe, l’origine del “giudizio di Dio” è molto antica. Il primo riferimento a un’ordalia lo troviamo nel codice sumero di Ur-Nammu, un sovrano il cui regno va dal 2112 a.C. al 2095 a.C.

Troviamo l’ordalia anche nel famoso codice di Hammurabi, che regnò dal 1792 a.C. al 1750 a.C. 

In particolare nel codice di Hammurabi si legge che:

Se un uomo lancia un’accusa di stregoneria ad un altro uomo ma non la può dimostrare, l’accusato sarà portato al fiume sacro e vi si immergerà. Se il fiume sacro lo sopraffarà, quello che lo ha accusato potrà appropriarsi della sua abitazione.

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