Scheletro in una sepoltura di epoca romana esposto al Fishbourne Roman Palace, in Inghilterra

Il cimitero romano dei decapitati: oltre 50 sepolture anomale scoperte in Inghilterra

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In breve
Durante i lavori sullo svincolo 10 dell’autostrada M5, vicino a Cheltenham (Gloucestershire, Inghilterra), gli archeologi di Archaeological Research Services hanno scoperto un cimitero di epoca romana con oltre 100 sepolture. Più di 50 sono “non convenzionali”: alcuni defunti sono stati decapitati, altri sepolti rannicchiati. Di solito queste tombe sono pochissime in un cimitero romano: qui sono più della metà. Il perché è ancora un mistero.

Doveva essere uno dei tanti scavi preventivi che precedono un cantiere stradale. Un campo vicino a Cheltenham, nel cuore della campagna inglese, da liberare prima di allargare uno svincolo dell’autostrada M5. Invece, sotto pochi palmi di terra, gli archeologi hanno trovato file e file di tombe. E più scavavano, più si accorgevano che in quel cimitero qualcosa non tornava.

Molti dei morti non erano stati sepolti come si faceva di solito nel mondo romano, distesi sulla schiena. Alcuni erano rannicchiati su un fianco. Altri non avevano più la testa al suo posto.

La scoperta sotto l’autostrada

Gli scavi sono iniziati all’inizio del 2026 e sono condotti dalla società Archaeological Research Services (ARS) per conto del Gloucestershire County Council, nell’ambito del progetto di ammodernamento dello svincolo 10 della M5, un’opera da circa 407 milioni di sterline che dovrebbe essere completata nel 2029. Nell’area sono emerse tracce di epoche molto diverse, dal Paleolitico al periodo anglosassone, ma il cuore della scoperta è un cimitero di epoca romana.

Finora sono state documentate oltre 100 sepolture. Insieme ai resti umani sono riemersi spille, bracciali, ceramiche, mattoni e tegole ben conservati, oltre a ossa di animali e monete. Tutto il materiale passerà ora agli specialisti, che dovranno precisare la datazione delle tombe e ricostruire chi fossero le persone sepolte lì.

Più della metà delle tombe è “fuori dalle regole”

Il dato che ha colpito gli archeologi è un altro. Più di 50 sepolture sono state definite “non normative”, cioè diverse dal rito funebre che ci si aspetterebbe in un cimitero romano. Alcuni corpi sono stati decapitati, altri deposti in posizione rannicchiata, con le ginocchia piegate.

Secondo la responsabile del progetto, Ada Torka-Lis, in un cimitero romano queste sepolture rappresentano di solito solo una piccola percentuale del totale. Qui sono più della metà. È questo, ha spiegato alla BBC, a rendere il sito unico, tanto che potrebbe avere un’importanza nazionale. Gli archeologi, però, preferiscono aspettare le analisi prima di dirlo con certezza.

Un mistero tutto britannico

Le sepolture di decapitati non sono una novità assoluta per l’archeologia inglese. Anzi, sono uno dei grandi enigmi della Britannia romana. Tra il III e il IV secolo d.C. compaiono in diversi cimiteri dell’isola corpi sepolti con la testa staccata, spesso appoggiata tra le gambe o vicino ai piedi. È un fenomeno quasi sconosciuto nel resto dell’Impero, al punto che diversi studiosi lo considerano una particolarità quasi solo britannica.

Uno dei casi più studiati è quello di Knobb’s Farm, nel Cambridgeshire. Lì, su 52 sepolture di epoca romana, 17 erano di persone decapitate, uomini e donne adulti. Nel 2021 lo studio pubblicato sulla rivista Britannia ha proposto che si trattasse di condannati a morte: in quell’epoca le leggi romane prevedevano la pena capitale per un numero sempre maggiore di reati. Non tutti gli esperti, però, erano d’accordo. Alcuni facevano notare che quei villaggi erano lontani dalle città dove si amministrava la giustizia, e che altrove nell’Impero tombe simili quasi non si trovano.

A York, in un cimitero romano scavato a Driffield Terrace, sono emersi decine di scheletri di giovani uomini, molti dei quali decapitati. Qualcuno ha pensato a gladiatori, altri a soldati o a prigionieri giustiziati: anche lì, una risposta definitiva non c’è.

Punizione, rito o paura dei morti?

Perché qualcuno separava la testa di un defunto dal corpo? Le ipotesi principali sono tre, e non si escludono a vicenda.

La prima è la più semplice: l’esecuzione. La decapitazione era una pena prevista dal diritto romano, e alcune di queste persone potrebbero essere state condannate a morte e poi sepolte nel cimitero della comunità.

La seconda guarda al rito. In molti casi le analisi delle ossa suggeriscono che la testa sia stata staccata dopo la morte, con cura, e poi sistemata in un punto preciso della tomba. Non una punizione, quindi, ma un gesto funebre dal significato che oggi ci sfugge: forse un modo per accompagnare il defunto, forse un’usanza locale sopravvissuta alla romanizzazione.

La terza ipotesi è quella che più accende la fantasia: la paura che i morti potessero tornare. In molte culture, separare la testa dal corpo, legare il cadavere o seppellirlo a faccia in giù serviva a impedire al defunto di rialzarsi e tormentare i vivi. Sono gli stessi gesti che, secoli dopo, ritroviamo nelle cosiddette sepolture “anti-vampiro” dell’Europa orientale. Anche le sepolture rannicchiate, una tradizione molto più antica di Roma, potrebbero raccontare credenze di questo tipo, o semplicemente il ricordo di usanze locali.

Cosa potrebbe rivelare Cheltenham

Il cimitero della M5 potrebbe aiutare a rispondere a queste domande proprio perché è così ricco di sepolture anomale. Le analisi sulle ossa diranno se le decapitazioni sono avvenute prima o dopo la morte, l’età e il sesso dei defunti, le malattie di cui soffrivano. Gli isotopi e il DNA potrebbero rivelare se erano persone del posto o stranieri, e se erano legate da parentela.

Per ora, sotto lo svincolo di un’autostrada, resta una comunità di oltre cento persone che duemila anni fa ha scelto di trattare la metà dei suoi morti in un modo diverso. Per punirli, per onorarli o per essere sicura che restassero sottoterra: è questo che gli archeologi cercheranno di capire nei prossimi anni.

Se ti affascinano i luoghi dove i vivi hanno trattato le ossa dei morti in modo insolito, leggi anche la storia dell’Ossario di Sedlec, la chiesa delle ossa di Kutná Hora, e scopri le mummie di palude, i corpi conservati per millenni nelle torbiere del Nord Europa.

Fonti

Immagine in evidenza: sepoltura di epoca romana esposta al Fishbourne Roman Palace (West Sussex), non legata allo scavo della M5. Foto di Immanuel Giel, Wikimedia Commons, pubblico dominio.

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