Home Assassini bambini assassini Vesago il vampiro: il delirio di Rod Ferrell

Vesago il vampiro: il delirio di Rod Ferrell

119
0
Vesago il vampiro

Un omicidio, anche quello in apparenza più banale, costituisce sempre una circostanza, un accadimento che può prendere strade imprevedibili ed imperscrutabili. In particolare, i crimini a sfondo occulto e rituale mettono sempre a dura prova gli investigatori. Generalmente efferati, questo tipo di delitti contempla al proprio interno tematiche, contenuti, moventi e modus operandi del tutto caratteristici, spesso impensabili.

Massoneria, esoterismo, occultismo, satanismo, credi religiosi nelle più disparate sfumature e declinazioni. Tutto questo – e molto altro – concorre a delineare e tratteggiare gli omicidi rituali.

Veri, presunti, sedicenti, ipotizzati, effettivamente ed incontrovertibilmente documentati e comprovati. Sovente, infatti, non è facile stabilire il confine tra reali contenuti occulti ed esoterici e atteggiamenti para-occulti e para-esoterici. Esoterismo e para-esoterismo, occultismo e para-occultismo, satanismo e para-satanismo.

Pratiche, conoscenze e rituali usati in numerose occasioni come semplice paravento, come mero aggregante privo, però, di tangibili e profondi contenuti – ma pregno di superficiale fascino – per persone spesso disadattate, emarginate, senza posto nella società, manipolatrici o manipolate.

La storia di Roderrick Justin “Rod” Ferrell rappresenta la tipica espressione di emarginazione familiare e sociale, nonché di condizionamento mentale, culturale e psicologico. Una gioventù bruciata e smarrita la quale, per affermare se stessa, si rifugia nel paranormale, nel para-occultismo, nel para-esoterismo, nel para-satanismo. E para-vampirismo.

Rod Ferrell: l’occulto sin dall’infanzia

Roderrick Justin “Rod” Ferrell nasce il 28 marzo 1980 a Murray, una piccola città situata nella Contea di Calloway, Kentucky (Stati Uniti d’America). È figlio di una coppia di adolescenti: Sondra Joann Gibson e Rick Allan Ferrell, entrambi diciassettenni. I due si sposano quando Rod ha appena 9 giorni di vita. Un matrimonio, tuttavia, destinato a naufragare: poche settimane più tardi, Sondra e Rick divorziano. Rod va a vivere con la madre; al contempo, il padre intraprende la carriera militare. L’ultimo incontro tra padre e figlio avviene quando Rod ha 8 anni.

La nonna paterna di Rod, Betty Jean Ferrell, descrive Sondra come una donna manipolatrice, rabbiosa, non in grado di badare al proprio figlio. Ed emerge un particolare: il padre, Rick, è costretto ad abbandonare il figlio in quanto impossibilitato a proseguire un rapporto – benchè non più amoroso – con la complicata Sondra.

Rod, dunque, va a vivere con la madre. Quest’ultima, sin dalla nascita di Roderrick, vive con i proprio genitori, Rosetta e Harrell Gibson. È in questa fase che avviene il primo trasferimento dal Kentucky alla Florida, nella zona di Winter Garden (Contea di Orange, Florida, USA). Il primo, appunto: seguiranno ulteriori spostamenti dalla Florida al Kentucky, da Murray alla Florida. Questi viaggi diverranno una snervante routine.

La fanciullezza di Rod è segnata da un episodio controverso: è vittima di abusi sessuali da parte di uno dei due nonni. Rod sostiene che sia stato il nonno paterno, quest’ultimo, al contrario, afferma che il molestatore sia il nonno materno.

Ed è in piena giovinezza che Rod si avvicina all’occulto, all’esoterismo, al paranormale, al genere Fantasy. “Dungeons & Dragons” è un irresistibile richiamo per il giovane Roderrick. La madre, anch’ella appassionata di occulto e vampiri, perde la retta via: alcol, droga, prostituzione, smodata e malsana vita notturna. Una madre assente, un ragazzo che, frattanto, si avvicina sempre più pericolosamente a tematiche occulte.

I due vivono presso i Southside Manor Apartments, Murray, Kentucky. Siamo ancora negli Anni ’80. Vita disagiata, pochi soldi e tante difficoltà.

All’età di 10 anni, Rod e Sondra vanno a Eustis, nella Contea di Lake, Florida, presso una casa situata a Lemon Avenue. Qui, ritrovano i nonni materni. Rod frequenta dapprima la Eustis Middle School, quindi l’Eustis High School. Ma un nuovo trasferimento è in programma: nel dicembre 1995, è di nuovo a Murray. Frattanto, Sondra si risposa con il losco Darren Vraven a Daytona Beach. Siamo alla metà del 1995.

Il vampirismo

Vampiro Vesago

Rod, ormai entrato in una spirale esistenziale irreversibile, stringe amicizia con tre ragazze: Heather Wendorf (classe 1981, natia di Eustis), Jeanine LeClair e Audrey Presson. Ed è proprio Sondra a scoprire, accidentalmente, il lato oscuro della vita del figlio Rod. Un giorno, entrata nella buia camera di Rod, scopre il figlio, Jeanine ed un altro ragazzo infliggersi tagli alle braccia. Il sangue è ovunque. Una lama di rasoio quale strumento atto a compiere un improvvisato rituale di vampirismo.

Altri sconvolgimenti familiari sconquassano la fragile vita di Rod: altri trasferimenti (tra cui quello della madre e del patrigno in Michigan), il secondo divorzio della madre, una nuova scuola (la Calloway County High School), la non facile vita coi nonni. Cambiamenti, mutamenti, la totale assenza di punti di riferimento positivi e stabili.

Ed ecco che Rod trova in Heather Wendorf quel punto di riferimento mai avuto sino a quel momento. Heather è una ragazza punk decisamente particolare: racconta di essere un demone, è dedita al vampirismo – pratica rituali in cui si beve sangue umano –, afferma di poter entrare in contatto con gli spiriti. Rod, da sempre affascinato da questi temi (anche grazie all’influenza della madre), inizia ad emulare la sua amica: inizia a truccarsi pesantemente il viso, indossa lunghe giacche nere, vaga di notte nei cimiteri, si sfregia le braccia affinché altri possano bere il suo sangue. Non solo: racconta di essere un vampiro di 500 anni, di nome Vesago. Significativa, in questo senso, anche la amicizia stretta con il diciottenne Stephen Murphy “Jaden”, anch’egli dedito al vampirismo e all’occulto.

Il vampirismo è entrato in lui. Anche il patrigno, Darren Vraven, gioca un ruolo negativamente determinante nella vita di Rod: si scopre, anche grazie alle testimonianze di Sondra, che Darren Vraven spacciava droga, anche a Rod. Praticava, inoltre, culti e rituali para-satanici.

A scuola, frattanto, Rod è al centro delle attenzioni: il suo comportamento, ormai fuori degli schemi e deplorevole, è irrecuperabile. Marina la scuola – sino a lasciarla –, abusa di alcol e droghe.

Altri personaggi entrano in gioco – è proprio il caso di dire…  – in questo crescendo di macabro e tetro. Howard Scott Anderson (nato il 18 dicembre 1979), ragazzo psicologicamente fragile il quale subisce il fascino ed il carisma di Rod, e Dana Lynn Cooper (nata l’8 aprile 1977), una ragazza in sovrappeso, psicologicamente labile, solitaria, la quale trova nel gruppo di Rod motivo di affermazione, accettazione e riscatto esistenziale e sociale.

Rod allaccia una relazione sentimentale con Charity Lynn “Shea” Keesee, nata il 12 settembre 1980 a Murray, soprannominata “Sarah Remington”. Autolesionista, anch’ella ormai assuefatta alla cultura vampirista. Nasce il “Vampire Clan”. Dal gioco di ruolo “Vampire: The Masquerade” a veri e propri rituali “vampireschi”: orge sessuali, sangue, ferite auto inferte a scopo rituale, torture e sacrifici di animali, il cosiddetto “Vampire Hotel” (edifici in rovina presso il Land Between the Lakes National Recreation Area, una vasta area situata tra il Tennesse ed il Kentucky, a cavallo tra Lake Barkley e Kentucky Lake) a far da cornice alle losche attività del “Vampire Clan”. “Me Killa”, “Please Deposit Dead Bodies Here” e “Follow Me to Death”: queste sono le scritte che campeggiano sui muri della struttura abbandonata ed ora sede del “Vampire Clan”.

Il “Vampire Clan” subisce uno scossone allorché l’amicizia tra Rod e Stephen Murphy “Jaden” si interrompe in modo definitivo e brusco: Sondra, infatti, tenta un approccio sessuale nei confronti del fratello minore di Stephen, quattordicenne. Lettere erotiche molto esplicite. Ne segue una denuncia per tentata violenza sessuale ai danni di minore. Quello stesso Stephen il quale, in precedenza, era già stato allontanato dal Clan, accusato di aver tradito lo spirito del gruppo e le regole stesse della setta.

Il “Vampire Clan” passa di livello. Come in un gioco di ruolo. Arrivano gli omicidi.

Gli omicidi di Naomi Ruth Queen e Richard Wendorf

Naomi Ruth Queen e Richard Wendorf

Eustis, Florida: è il 25 novembre 1996. Jennifer Wendorf, di 17 anni, fa una scoperta agghiacciante: i propri genitori – Naomi Ruth Queen (54 anni) e Richard Wendorf (49 anni) – sono stati uccisi nella propria casa, al 24135 di Greentree Lane.

La scena è raggelante. Richard, a quanto pare, viene sorpreso nel sonno. Si era, infatti, addormentato sul divano. Cranio e gabbia toracica pesantemente fratturati da veementi colpi di piede di porco. Richard giace sul divano, sdraiato in posizione supina: la mano sinistra appena appoggiata sul torace, il braccio destro disteso a lambire la vita ed i jeans. Sul petto, una bruciatura a forma di “V”, firma del “Vampire Clan”. La bruciatura è stata inferta con una sigaretta.

Naomi, invece, era appena uscita dalla doccia: indosso ancora l’accappatoio celeste. Cerca di reagire gettando caffè bollente addosso agli assassini del marito. Invano: la donna viene uccisa con ulteriori, impetuosi colpi di piede di porco al cranio e al volto. Il cadavere della donna, ora, giace in terra tra la cucina e la sala da pranzo, il viso rivolto verso il pavimento, i capelli zuppi di sangue. Ferite, tagli, contusioni e bruciature su mani e braccia.

Sottratto il denaro e le chiavi della automobile dalla abitazione dei coniugi Wendorf, i carnefici si recano in garage, quindi fuggono.

Gli assassini sono Roderrick Justin “Rod” Ferrell e Howard Scott Anderson, membri del “Vampire Clan”. E che dire delle vittime? Wendorf: un cognome già incontrato. Sì, sono i genitori di Heather Wendorf, amica di Rod e anch’ella appartenente al Clan.

L’omicidio dei coniugi Wendorf è stato attentamente pianificato da Rod e gli altri membri del “Vampire Clan”. Heather aveva più volte confessato a Rod di voler fuggire dalla propria famiglia, secondo la ragazza nociva ed opprimente.

A questo punto, il “Vampire Clan” inizia una rocambolesca fuga nel tentativo di far perdere le proprie tracce ed iniziare quella nuova vita tanto ambita e desiderata nel segno e nel nome del vampirismo e dei demoni. Due auto accompagnano la fase iniziale della fuga: la Ford Explorer del 1993 dei coniugi Wendorf ed una Buick Skyhawk del 1987, i cui proprietari sono i genitori di  Howard Scott Anderson. Quest’ultima verrà poi abbandonata.

La città di Sanford (Contea di Seminole, Florida), la State Road 600 (o Connecticut Route 600), la città di Tallahassee (Contea di Leon, Florida), infine Baton Rouge, Louisiana.

Il gruppo – composto da Rod, Howard, Charity Keesee (la fidanzata di Rod) e Dana Cooper – è braccato dalle autorità federali. La fuga, per ora, sembra avere successo. I giovani, benché col fiato sul collo, non rinunciano alle loro passioni giovanili: sembra siano diretti a New Orleans, dove c’è una nuova sala giochi. E pare vogliano incontrare Anne Rice, scrittrice statunitense nota per i suoi romanzi che hanno come protagonisti i vampiri.

Charity Keesee (incinta di due mesi: perderà il bambino per aborto spontaneo), tuttavia, commette un fatale errore. Telefona alla nonna nel Wyoming e alla madre, che si trova nel South Dakota: il gruppo ha bisogno di denaro e ritiene che la madre di Charity possa contribuire. La donna, però, non cade nel tranello: chiama la polizia e dice ai giovani – con l’inganno – di farsi trovare in un preciso hotel. Ad attendere il Clan, però, vi è la polizia. Dopo 96 ore di fuga, il “Vampire Clan” è in manette. È il 29 novembre 1996. Baton Rouge sancisce l’ultima tappa della fuga del Clan.

L’estradizione in Florida conduce gli appartenenti al Clan nel Lake County Detention Center.

I ragazzi confessano gli omicidi e descrivono lo svolgimento dei fatti. In particolare, colpisce l’atteggiamento spavaldo e provocatorio di Rod a favore di telecamere e giornalisti: baci, smorfie, ammiccamenti, linguacce, sguardi penetranti, lunghi e spettinati capelli neri ad incorniciare un volto giovane ma già inequivocabilmente segnato da anni di vita tormentata e allo sbando. Una perenne sfida tra Rod ed il mondo esterno.

Le condanne

Alla classica routine carceraria, segue e si affianca l’iter processuale e giudiziario. Le perizie psichiatriche, le accuse, l’intenso lavoro degli avvocati difensori, alla perenne ricerca di attenuanti.

Heather Wendorf, frattanto e nonostante le incessanti richieste di Sondra (la madre di Rod, la quale ritiene Heather colpevole al pari del figlio), viene scagionata da ogni accusa: uscirà definitivamente dall’inchiesta nel gennaio 1997 in quanto ritenuta innocente e non coinvolta nell’omicidio dei propri genitori. Rod e Howard, invece, si preparano al processo.

Siamo nel febbraio 1998. Il giorno 23, la giuria esprime la propria sentenza ai danni di Rod Ferrell: omicidio di I Grado, è condanna a morte. Sedia elettrica. Alla accusa di omicidio di primo grado si aggiungono altre imputazione: furto con scasso a mano armata e rapina a mano armata.

Howard Scott Anderson, nell’aprile del 1998, è condannato a due ergastoli.

Delicata è anche la posizione di Charity Keesee. Nell’agosto del 1998, è condannata a 10 anni e sei mesi di reclusione. Mentre è detenuta presso il Florida Correctional Institution, viene sorpresa, assieme ad un’altra detenuta, a succhiare reciprocamente il sangue. Verrà scarcerata il 23 marzo 2006.

L’altra ragazza del “Vampire Clan”, Dana Cooper, è condannata, nel luglio 1998, a 17 anni e sei mesi di carcere. Verrà rilasciata il 25 ottobre 2011 (era detenuta presso il Gadsden Correctional Facility di Quincy, Contea di Gadsden, Florida). Entrambe, parimenti ad Heather, abbracceranno nuove vite, nuovi amori, figli.

Nel novembre del 2000, la Corte Suprema della Florida riduce la pena a Rod Ferrell: ergastolo. La revoca della pena capitale segue alla decisione, datata 1999, secondo la quale lo Stato della Florida non può condannare a morte assassini che abbiano commesso il crimine prima del compimento dei 17 anni di età. Nel 1996, infatti, Rod aveva ancora 16 anni.

Negli anni successivi alle condanne e sino al gennaio del 2013, gli avvocati di Rod Ferrell e Howard Anderson cercherano a più riprese di riaprire il caso nel tentativo di tramutare il carcere a vita in pene alternative più blande. Ogni tentativo, però, cade nel vuoto. Attualmente, Rod Ferrell è detenuto presso il Columbia Correctional Institution Annex (Lake City, Florida); Anderson sta scontando la propria pena presso il Calhoun Correctional Institution di Blountstown (Contea di Calhoun, Florida).

Gli elementi che vanno a comporre e plasmare le vicende del “Vampire Clan” sono molteplici. Elementi, invero, riscontrabili in altre storie. Disagio sociale, famiglie assenti e disastrate, ribellione giovanile sfociata in violenza, voglia e senso di riscatto sociale ed esistenziale, scontro generazionale tra figli e genitori, questi ultimi intesi come ostacolo all’affermazione senza freni e regole dei primi. Ma per aggregare siffatti giovani, serve un collante accattivante, un motivo di affermazione, successo e azione, un pretesto alternativo, unico, fuori degli schemi: il vampirismo.

Una passione – quella per i vampiri e l’occulto – che, nelle mani sbagliate, può sfociare in episodi criminali. Il “Vampire Clan”, al pari di tutti i fenomeni, le sette e le organizzazioni a sfondo horror-occulto, ha estremizzato la legittima, culturalmente elevata ed innocente passione per la mitologia ed il folklore che ruotano attorno alla nobile ed affascinante figura del vampiro, per i giochi di ruolo e per le pratiche tipiche riconducibili alle leggende “vampiresche” sino a farne una ideologia, uno stile di vita e di pensiero. Dalla semplice passione a malsano sfogo esistenziale.

Il duplice omicidio si inserisce a perfezione in questo quadro. Delitti finalizzati a “liberare” la giovane Heather dal peso della propria ingombrante famiglia. Un ostacolo a tutta la attività del Clan, sommo sacrificio utile al compimento del salto di qualità “rituale” del Clan stesso.

Un duplice omicidio, però, che di rituale non ha nulla. Delitti che nulla hanno a che fare, concretamente, con il vampirismo, con l’occulto, con i demoni e gli spiriti evocati da Heather Wendorf, con i rituali di sangue, con le “porte dell’Inferno” che voleva aprire Rod, con la sedicente reincarnazione di Rod stesso nel vampiro Vesago, niente altro che un personaggio inventato dal leader del “Vampire Clan” e che trae spunto – verosimilmente – dal film “Hideaway”, pellicola del 1995 diretta da Brett Leonard in cui appare un personaggio di nome Vassago.

Delitti i quali, pertanto, sono mera e tragica espressione e conseguenza di una venefica ma altresì diffusa ribellione – nella più totale emarginazione e perdita di contatto con la realtà – sociale e psicologica tipicamente giovanile. Ribellione che trova, in questo determinato frangente, in un fantomatico vampirismo un seducente megafono attraverso il quale poterla e potersi manifestare.

Cinema, giochi di ruolo, vampirismo e sedicenti vampiri. Le vicende di Roderrick Justin “Rod” Ferrell e del “Vampire Clan” assomigliano ad una sceneggiatura cinematografica o letteraria.

Un tragico gioco di ruolo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here