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Sofia Zhukova

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La Russia non è nuova a storie di vecchiette dall’aria innocente che si rivelano poi feroci assassine (ricordi la vecchietta squartatrice?) ed è proprio dalla Russia che ci arriva la macabra storia di Sofia Zhukova.

Nonostante nei media italiani venga detto che la donna avrebbe preparato delle polpette con i resti delle sue vittime, che avrebbe poi dato ai bambini del quartiere, non ho trovato alcun riscontro di ciò sulla stampa russa.

La scoperta del suo ultimo omicidio

Nel luglio 2018 è stata ritrovata una mano mozzata in un luogo isolato del villaggio di Beryozovka nel Territorio di Khabarovsk, in Russia. Gli inquirenti sono riusciti a risalire all’identità della vittima, il collaboratore scolastico Vasily Shlyakhtich. Giunti alla sua abitazione, una stanza che aveva preso in affitto, i poliziotti hanno trovato pozze di sangue e gli attrezzi usati per fare a pezzi, e probabilmente uccidere, Vasily.

La stanza era di proprietà di un’anziana signora, Sofia Zhukova, un’ottantenne ormai in pensione ma che aveva lavorato in un mattatoio. Dopo l’interrogatorio e un iniziale versione in cui si professava innocente, ha ammesso l’omicidio confessandone anche altri commessi anni prima.

Il delitto di Masha Dmitrieva

La sua prima vittima è stata una bambina di otto anni, Masha Dmitrieva (nome di fantasia).

Il pomeriggio del 14 dicembre 2005, Masha stava tornando da scuola con la sua amichetta Vika. Le due si sono salutate sotto casa dei nonni di Masha, dove la bambina andava dopo la scuola. La piccola però, non ha mai fatto rientro a casa.

Sono stati proprio i nonni a dare l’allarme quando la nipotina non è rientrata alle 13.30. Dopo avere chiamato a casa di Vika e avere saputo che si erano lasciate da parecchio tempo, è stata allertata la polizia. I genitori sono stati da subito categorici: Masha non poteva essere scappata di casa, aveva un ottimo con rapporto sia con i genitori, sia coi nonni.

Successivamente è stata interrogata l’amichetta Vika, che ha detto che proprio mentre si stavano salutando, una vicina di Masha era uscita in veranda, lamentandosi degli schiamazzi delle due e minacciando Masha dicendole:

“Ti taglierò la testa e le mani!”

La vicina era proprio Sofia Zhukova, che è stata chiamata dalla polizia per essere interrogata. La donna ha detto di avere visto Masha quel giorno e che la bambina andava spesso a trovarla per giocare e disegnare insieme. Secondo il racconto di Sofia, la bambina andava a trovarla in segreto, pregandola di non dire niente ai nonni per paura di essere sgridata. Il giorno della scomparsa ha raccontato di averla vista salire le scale, poi di averla vista uscire di nuovo in strada, chiamata dalla sua amichetta. Da quel momento lei è rientrata in casa e non ha più visto la bambina.

Alla famiglia di Masha, però, quella versione dei fatti non tornava, essendo assolutamente sicuri che la bambina non fosse mai stata a casa della donna.

Il ritrovamento tardivo dei resti della piccola Masha

La notte della scomparsa, una vicina stava portando fuori i suoi cani. giunti all’angola dell’edificio in cui abitavano i nonni di Masha, i suoi cani si sarebbero avvicinati a quelli che sembravano bocconi di carne ancora insanguinati.

Pensando che si trattasse di bocconi avvelenati, la donna ha chiamato la polizia che però giunta sul posto ha trovato solo macchie di sangue e qualche osso, che non sono stati presi in considerazione.

Il 27 dicembre, un uomo che viveva a Chabarovsk si è fermato alla discarica di Berezovka perché si trovava sulla strada del ritorno a casa. Subito ha notato una busta di plastica contenente carne e ha deciso di portarla a casa per i suoi cani. Arrivato a casa, però, la macabra scoperta: nel sacchetto c’erano resti umani.

La polizia è stata subito allertata e ha collegato il ritrovamento dei resti con la scomparsa della piccola Masha. I genitori della piccola hanno successivamente identificato i resti. Dopo il ritrovamento, però, l’omicidio, che aveva scosso l’intera città, è rimasto irrisolto.

L’omicidio di Anastasia Mikheeva

Nel 2013, Anastasia Mikheeva, una pensionata di 77 anni, decide di andare a trovare una sua parente, Sofia Zhukova, dopo la vendita di un appartamento nella sua città. L’idea era quella di restare da lei per un paio di settimane e poi andare a vivere con la figlia a Mosca. Purtroppo però, anche lei scompare.

L’ultima volta è stata vista il giorno 9 marzo 2013 proprio a casa di Sofia dal postino che era andato a consegnare la posta e aveva visto le due donne, senza notare nulla di strano. Da quel momento però, Anastasia smette di contattare la famiglia. È come se fosse sparita nel nulla.

La polizia si presenta a casa di Sofia, che dice che Anastasia ha improvvisamente deciso di andarsene per andare da alcuni parenti a Primorye. Nonostante lei abbia cercato di fermarla, la donna se ne è andata in tutta fretta, salendo su una misteriosa macchina nera. La polizia nota delle macchie di sangue sulle pareti della casa di Sofia, ma la donna risponde candidamente che, prima che Anastasia partisse, avevano litigato e aveva cominciato a sanguinarle il naso. Il sangue sarebbe finito sulle pareti quando Anastasia si sarebbe soffiata il naso e avrebbe sventolato il fazzoletto con veemenza.

Un mese dopo, lo stesso postino torna a casa di Sofia per portarle la pensione e parlano della scomparsa di Anastasia. Quando la donna le racconta di averla vista dalla finestra mentre saliva su un’auto, il postino è rimasto perplesso, perché la sua finestra non dà sulla strada, ma sul cortile. Anche i vicini notano movimenti strani. Vedono Sofia indossare gli abiti di Anastasia e la vedono portare fuori casa, nella spazzatura, alcuni mobili, sui quali si vedono macchie di sangue.

Di nuovo viene interrogata dalla polizia, ma non riesce a provare niente.

L’ultimo omicidio – Vasily Shlyakhtich

Nel 2019, la donna uccide il collaboratore scolastico di 62 anni Vasily Shlyakhtich. L’uomo era stato buttato fuori da casa e aveva un disperato bisogno di un alloggio. Una sua conoscente si offre di ospitarlo. Purtroppo per lui, quella conoscente è Sofia Zukhova. La notte della sua scomparsa, i vicini di Sofia sentono strani rumori e gemiti provenire dall’appartamento dell’anziana e il giorno dopo la vedono portare un sacco nella spazzatura. Poi, sentono di nuovo degli strani rumori e allertano la polizia che nel frattempo era stata avvisata del ritrovamento dei resti di Vasily.

Questa volta Sofia non ha scampo e viene arrestata dopo che tracce di sangue di Vasily vengono ritrovate in casa sua.

L’interrogatorio e l’arresto di Sofia Zhukova

assassini russi

All’inizio Sofia cerca di negare. I vicini l’avevano sentita mentre tagliava delle ossa per il brodo. E il sangue sulle pareti è quello di un’anziana parente, lasciato anni fa.

Secondo la sua prima versione, Vasily si è presentato a casa sua con un amico con la scusa di bere un te. I due però l’avrebbero invece violentata. Dopo la violenza, l’amico di Vasily se ne sarebbe andato mentre Vasily si sarebbe rifiutato di andarsene. Solo a quel punto la donna l’avrebbe colpito con un’ascia.

La polizia non è affatto convinta e inizia a riesaminare i vecchi casi di omicidio della città.

Dopo diversi giorni in carcere, la donna ha cominciato a confessare tutti i suoi omicidi ai suoi  compagni di cella, incluso quello della piccola Masha. Ha dichiarato di averla smembrata e di aver gettato i suoi resti dal balcone affinché fossero mangiati dai cani.

In seguito la donna ha cercato di ritrattare, dicendo che la confessione le era stata estorta, ma le prove contro di lei erano schiaccianti.

Attualmente si trova in carcere, dove passerà il resto della sua vita.

Le cause degli omicidi

Secondo gli inquirenti, Sofia Zukhova avrebbe ucciso a causa della sua indole irascibile. Pare però che anche la morte di suo marito, avvenuta proprio l’anno del suo primo omicidio, abbia contribuito a un deterioramento della sua salute mentale

Fonti: https://lenta.ru/articles/2019/10/09/murder/

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