Rosa Fernandes Gonzalvez

L’esorcismo di Almansa – il peggior infanticidio della Spagna

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Pochi giorni fa, il 18 settembre per l’esattezza, ricorreva il trentesimo anniversario della morte di Rosa Fernández Gonzálvez, di appena 11 anni, avvenuta a causa di un esorcismo. Sua madre era convinta che la piccola fosse stata messa incinta da Satana.

Rosa la Curandera

Rosa Gonzálvez Fito era la mamma della piccola Rosa, detta Rosita, ed era conosciuta come “la curandera”, la “guaritrice”. La donna, all’epoca dei fatti di 36 anni, si era guadagnata la reputazione di guaritrice ad Almansa, un piccolo paese nella comunità autonoma di Castiglia-La Mancia, in Spagna. La donna ha sempre sostenuto di non chiedere denaro per le sue guarigioni, effettuate con l’imposizione delle mani o tramite unguenti da lei preparati, ma di accettare solo le offerte di chi si rivolgeva a lei. Tuttavia, la sua fama era diventata così grande che il marito aveva lasciato il suo lavoro di calzolaio per aiutare la moglie nella sua particolare attività.

A un certo punto decide di farsi aiutare dalla sorella Ana, non perché credesse che quest’ultima avesse dei poteri, anzi, la sorella non faceva proprio niente durante le sessioni di guarigione, ma solo perché in quel periodo era nata la credenza popolare che i migliori guaritori lavoravano in coppia con i propri fratelli o sorelle. Desiderosa di aumentare il suo prestigio agli occhi dei clienti, incluse la sorella nelle sue sedute.

Una delle sue clienti più fedeli era María de los Ángeles Rodríguez, con la quale si dice che Rosa avesse una nemmeno tanto segreta relazione. María ha una sorella, Mercedes, e Rosa propone loro di unirsi a lei e alla sorella per creare una doppia coppia di guaritrici, un’abile mossa di marketing che avrebbe accresciuto ulteriormente la sua fama di guaritrice (e il suo portafogli).

Prima dell’omicidio

Gli eventi che porteranno alla morte atroce della piccola Rosa risalgono a tre giorni prima dell’omicidio. Rosa era una grande conoscitrice di erbe e delle loro proprietà ed è probabile che lei e le complici abbiano assunto sostanze allucinogene durante questi giorni.

Sabato 15 settembre 1990 Rosa, Ana, María e Mercedes vanno a cena insieme, poi vanno a casa di Rosa dove bevono una pozione a base di giusquiamo nero, una pianta dagli effetti allucinogeni. La mattina seguente la curandera e la sua amante escono di casa e quando tornano dicono di essere Gesù e la Madonna e che dovevano sposarsi. A quel punto Ana si spaventa e scappa.

Domenica 16 settembre alle 15.30 circa, Rosa chiama María chiedendole di andare a casa sua e la donna si reca a casa dell’amica con i figli. Rosa dice all’amica che lo spirito di suo marito Martín la sta possedendo, quindi deve esorcizzarla. Le caccia la mano in gola fino a farla sanguinare e cerca di “esorcizzare” anche i figli dell’amica, di 5 e 6 anni, infilando loro le dita in gola per espellere il maligno. Anche in questo caso la forza è tale che i bambini sanguinano. Per loro fortuna si presenta a casa Martín, venuto a riprendersi la sua famiglia. María non vuole tornare a casa con lui, ma l’uomo riesce a riportare a casa i suoi figli, salvando loro la vita.

Lunedì 17 settembre Martín torna a casa di Rosa verso le 2 del mattino per cercare di riportare a casa sua moglie, senza riuscirci e tornerà una terza volta verso le 6 del mattino. Questa volta la moglie lo segue e i due vanno a casa. Verso le otto e mezza però, Rosa telefona a María e le dice che ha bisogno di lei, la donna quindi si reca a casa della curandera, dove trova Jesús, il marito di Rosa, e la loro bambina Rosita, di 11 anni. Oltre a loro si trovano in casa anche la sorella e la madre di Rosa, accorse perché chiamate da Jesús, preoccupato per lo stato in cui si trovava la moglie. María entra nella stanza in cui si trovano tutti e su ordine di Rosa tutti iniziano a pregare e accendere candele. Rosa colpisce alcuni dei presenti e obbliga poi tutti a fare dei rituali per “liberarsi del male”, come spogliarsi di abiti neri o di camminare a quattro zampe sulle scale. Nel pomeriggio finalmente si calmano e tutti tranne María tornano a casa propria.

Verso le 23.00, Mercedes torna a casa di Rosa per parlare con la propria sorella, ma lei rifiuta dicendo “tu non sei davvero Mercedes”. Poi le due donne la buttano a terra e iniziano a colpirla, ma alla fine riesce a scappare. Torna poco dopo e questa volta viene riconosciuta e fatta entrare in camera da letto.

Il giorno del massacro

Martedì 18 settembre all’alba Jesús entra in camera da letto, dove vede le donne nude e ricoperte di escrementi e orina. Le tre donne obbligano Jesús a pulire tutto, picchiandolo perché secondo loro è posseduto dallo spirito di Martín. Poi, gli ordinano di portare la figlia in camera loro e di mettersi poi nel letto della figlia perché Martín ora sta possedendo lei. Impaurito e dolorante obbedisce, poi viene chiuso fuori dalla stanza. Le donne fanno mettere la bambina nel letto matrimoniale, poi inizia un esorcismo su Mercedes, colpevole di essere posseduta dallo spirito di Martín. Rosa le ficca le dita in gola, facendola sanguinare. La vista del sangue convince la curandera che Mercedes sia guarita. Ora Rosa è convinta che lo spirito stia possedendo sua figlia. La piccola inizia a gridare e Jesús, sentendo le grida di sua figlia, entra in camera per salvarla, ma viene nuovamente picchiato dalle donne. L’uomo esce allora a chiedere aiuto e le donne ne approfittano per andare nella stanza della bambina e si barricano spingendo dei mobili contro la porta. Secondo il racconto che darà María al processo, dopo essere entrate nella stanza di Rosita buttarono la bambina sul letto e iniziarono a rompere dei santini, infilzare aghi in un pupazzo e a orinare per terra, il tutto mentre intonavano dei canti.

Jesús torna a casa con Ana per farsi aiutare a entrare, invano. A questo punto a María vengono le mestruazioni, ma crede che sia “un aborto del diavolo”. Rosa inizia a allora a colpirla al ventre e dopo aver visto che perdeva sangue, la sua attenzione si sposta sulla sua bambina. Va da sua figlia e le dice “sei incinta di Satana!”.

A questo punto la follia diventa brutale, bestiale. María e Mercedes tengono ferma la bambina, mentre Rosa le mette delle dita in vagina. Graffia e scava fino a inserire tutta la mano. La bambina grida per il dolore disumano. La madre continua a graffiare e strappare, infila due mani e le strappa utero e ovaie e dice “ne ho tirato fuori uno!” Continua e arriva all’intestino “eccone un altro!”. Dopo interminabili minuti di atroce sofferenza, a causa della grande perdita di sangue la bambina muore, ma Rosa e María non si fermano e a turno continuano a estrarre l’intestino dal corpo della piccola, mentre Mercedes guarda il tutto attonita.

Alle nove, finalmente, Jesús e Ana riescono a entrare nella stanza, ritrovandosi davanti a una macabra scena. Jesús corre a chiamare la polizia, mentre Ana viene raggiunta dalle due donne che le dicono che lei è la chiave per far resuscitare la piccola. I suoi occhi sono la chiave. Ana viene picchiata e ha rischiato di perdere entrambi gli occhi, riportando comunque serie ferite.

Quando l’effetto delle droghe svanisce, le donne si rendono conto di cosa hanno fatto e tentano la fuga, ma vengono immediatamente arrestate.

La sentenza

esorcismo Spagna

Incredibilmente, soli due anni dopo, nel 1992, le tre donne vengono assolte. Mercedes viene assolta perché non ha partecipato attivamente ai fatti. Le altre due donne ottengono l’infermità mentale e passano un brevissimo periodo in un istituto prima di essere definitivamente liberate.

Fonte: https://www.elespanol.com/eldigitalcastillalamancha/sociedad/sucesos/20250914/rosa-curandera-mato-hija-intentando-sacarle-demonio-cumplen-anos-exorcismo-almansa/1003743923546_0.html

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