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Papa Francesco telefona a Pietro Maso

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Pietro Maso in una foto tratta dal servizio del settimanale CHI parla per la prima volta in esclusiva al settimanale. ANSA/MONDADORI ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING

La lettera di Pietro al Papa

Pietro Maso è stato il protagonista di uno dei più grandi casi di cronaca nera Italiana: nel 1991, insieme a due amici, uccide i propri genitori per intascare l’eredità. Dopo aver trascorso 22 anni in carcere viene rilasciato nel 2013 e cerca di cominciare una nuova vita.

Ed è proprio nel 2013 che scrive una lettera a Papa Francesco; la affida al suo padre spirituale, monsignor Guido Todeschini, che la farà avere a Papa Francesco.

Il pontefice, pochi giorni dopo aver ricevuto la lettera, chiama Pietro Maso. Tutto questo lo rivela lo stesso Maso in un’intervista con il settimanale Chi, in uscita oggi.

Questa è la prima intervista rilasciata dal quarantaquattrenne dopo la sua scarcerazione e nega di avere ucciso per impossessarsi dell’eredità.

L’uomo, che compirà quarantacinque anni a luglio, ha passato 22 anni in carcere per avere massacrato i suoi genitori la notte del 17 aprile 1991.

Dice “io ero il male”, ma dice anche che Papa Francesco ha avuto compassione di lui, così come il monsignor Guido Todeschini, sua guida spirituale, e definisce entrambi “santi”.

La telefonata del Papa

La chiamata è arrivata una mattina del 2013, mentre Maso si trovava in compagnia della sua partner. Dopo avere risposto una voce dall’altro capo del telefono gli dice “Sono Francesco, Papa Francesco”. Pietro Maso è stato colto da una forte emozione e ha gridato “Santità!”.

Nella lettera che gli aveva scritto chiedeva scusa per quello che aveva fatto e chiedeva preghiere per i suoi colleghi di lavoro che lo avevano accettato nonostante tutto.

In carcere, come spesso accade anche ad altri criminali, si è avvicinato alla fede e ha così deciso di scrivere al Pontefice.

Non è la prima volta però che Maso interagisce con un Papa. Ha infatti avuto anche l’intercessione di Papa Giovanni Paolo II che gli ha detto “Vai avanti”.

Maso chiede scusa per quello che ha fatto, ma nega di avere ucciso i genitori per i soldi. All’epoca lo disse perchè uno degli amici che lo aiutò aveva fatto un prestito e si trovava in difficoltà economiche, ma Pietro Maso aveva già cercato di uccidere i genitori in almeno tre occasioni precedenti al delitto.

Lo ha fatto perchè “malato”. E dice di essere malato sin da bambino, di avere avuto molti problemi ma nessuno con cui confidarsi. Questo profondo disagio che provava, forse, potrebbe essere la risposta a ciò che ha fatto.

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