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Il culto della mummificazione moderna – chi paga per restare intatto

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Foto di Paul Hudson con licenza CC BY 2.0.

Nel cuore del deserto dell’Utah, dietro porte chiuse e lontano dai riflettori dei media, una mano esperta passa lentamente un unguento ceroso sul volto pallido di un corpo. Il defunto non è in attesa di un funerale. No. Questo corpo sarà preparato per una nuova “vita”. Una vita fatta di teche, pelle lucida, e silenzi eterni. Benvenuti nel mondo della mummificazione moderna, dove l’antica arte degli egizi incontra il capitalismo americano e la sete di immortalità. In un’epoca in cui tutto si smaterializza, c’è chi paga migliaia di dollari per rimanere fisicamente intatto, sfidando la decomposizione, la legge, e talvolta anche il buon senso.

Ma chi sono questi nuovi faraoni del terzo millennio? E cosa li spinge a voler restare presenti anche dopo la morte?

L’’antica ossessione di trattenere la carne

La mummificazione è probabilmente uno dei rituali funebri più affascinanti e inquietanti della storia. Usata già 5000 anni fa in Egitto per accompagnare i faraoni nell’aldilà, essa rispondeva a un’unica ossessione: la permanenza del corpo. Nella concezione religiosa egizia, l’anima avrebbe potuto tornare nel corpo solo se questo fosse rimasto integro. Da qui la nascita di tecniche sempre più sofisticate per svuotare, essiccare, imbalsamare e impacchettare i cadaveri. Nel corso dei secoli, l’idea della conservazione del corpo ha sedotto anche altre culture: i santi cattolici esposti in teche, i corpi plastinati della scienza moderna.

Ma oggi, questa ossessione non è affatto svanita. Anzi. Si è trasformata in un servizio di lusso, con tanto di brochure patinate e listini prezzi.

I nuovi imbalsamatori: chi offre la mummificazione oggi?

A offrire la mummificazione come servizio reale non sono più i sacerdoti di Anubi, ma aziende moderne. La più famosa si chiama Summum, con sede a Salt Lake City, fondata da Claude Nowell (conosciuto anche come Corky Ra), che si è autoproclamato sommo sacerdote di una religione sincretica e misteriosa. La sua chiesa offre un servizio completo: dalla preparazione del corpo con tecniche segrete, fino alla sepoltura in “sarcofagi personalizzati”. Il prezzo? Si parte da oltre 60.000 dollari.

Il processo, secondo le poche informazioni trapelate, prevede la rimozione degli organi interni, la disidratazione del corpo tramite sostanze chimiche e naturali (a base di resina, sale e alcol), e una lunga fase di trattamenti estetici per garantire un aspetto “dormiente”. Il risultato finale è un corpo che appare intatto, pelle tesa e lucida, sguardo chiuso, mani giunte. Non un semplice cadavere imbalsamato, quindi, ma un’icona personale dell’eternità.

Clienti eccentrici e casi reali

mummie moderne
Immagine di Summum, con licenza CC BY-SA 2.5

Chi si fa mummificare nel 2025? Non solo seguaci della religione Summum, ma anche individui ricchi, solitari o ossessionati dalla propria immagine. Alcuni vogliono che il loro corpo venga esposto nella casa di famiglia. Altri desiderano essere conservati accanto a oggetti cari, animali domestici mummificati inclusi.

Uno dei casi più noti è proprio quello del fondatore di Summum, Corky Ra, mummificato nel 2008 e conservato in una teca visibile solo ai membri più fedeli del culto. Un altro caso riportato da fonti americane riguarda una donna dell’Arizona che ha disposto che il suo corpo mummificato venisse messo in salotto, in piedi, con una vestaglia rosa e un mazzo di fiori finti in mano.

Sembra un film dell’orrore? Forse. Ma tutto ciò è reale. E, almeno negli Stati Uniti, perfettamente legale.

Leggi, etica e religione, il corpo è mio e lo conservo io?

A differenza della crioconservazione, che ha suscitato polemiche e resistenze a livello medico ed etico, la mummificazione moderna vive in una zona grigia legale. Negli Stati Uniti, in molti stati è legale disporre del proprio corpo dopo la morte in modi non convenzionali, a patto che non si crei un pericolo sanitario. Alcune famiglie riescono addirittura a ottenere permessi per conservare il corpo a casa. In altri paesi, tuttavia, la mummificazione è vietata o considerata un abuso del cadavere.

Le religioni tradizionali, invece, si mostrano in genere ostili. Per il cristianesimo, la conservazione artificiale del corpo non ha valore spirituale. Per l’Islam e l’ebraismo è addirittura vista come una violazione del corpo, che deve tornare alla terra il più presto possibile. Eppure, questo non ferma chi vede nella mummificazione un atto di libertà post mortem, una dichiarazione d’identità, o un gesto estremo contro l’oblio.

Quando la morte diventa un oggetto d’arredo

Il confine tra omaggio e feticismo si fa labile. In alcune comunità rurali, soprattutto negli Stati Uniti meridionali, sono emersi casi inquietanti di corpi mummificati “fai da te”, tenuti in casa, vestiti ogni giorno, truccati e fatti sedere sul divano come se nulla fosse. Uno di questi riguarda un anziano che ha vissuto per oltre sei anni con la moglie mummificata in salotto, accanto al suo posto preferito. Alla scoperta, le autorità hanno dichiarato che il corpo era sorprendentemente ben conservato grazie a metodi casalinghi basati su formalina, alcol e ventilazione costante.

Altri casi riguardano cani, gatti e persino bambini mummificati e conservati dai genitori. In un caso estremo, una donna fu trovata a vivere con il corpo imbalsamato del figlio morto da anni, vestito ogni giorno con nuovi abiti.

Una nuova religione dell’immortalità?

In fondo, la mummificazione moderna non è altro che una religione laica dell’ego. Il corpo diventa il tempio, l’idolo, la reliquia. Un monumento permanente a sé stessi. In un mondo dove la morte è rimossa dalla vista, ridotta a pratiche igieniche e burocrazia, la mummificazione si impone come atto provocatorio: io resto qui, e voglio che mi guardiate.

Non è un caso che chi sceglie questo destino sia spesso stato solo in vita, oppure legato a movimenti spirituali alternativi. La mummificazione è un modo per affermare il controllo anche oltre la morte. Ma è anche, in qualche modo, una tragica dichiarazione di disperazione. Come se il corpo, se abbastanza ben conservato, potesse resistere all’oblio.

Il gelo dell’eternità

La mummificazione moderna è il lato più visibile e inquietante di una lunga battaglia dell’essere umano contro l’inevitabile. In un’epoca che idolatra la giovinezza e rifugge il decadimento, l’idea di restare immobili, eterni, congelati nel proprio corpo è un’illusione che molti pagano cara.

Ma alla fine, anche la pelle più lucida si creperà. Anche il sarcofago più costoso si arrugginirà. E forse, ciò che davvero sopravvive, non è il corpo che lasciamo, ma il vuoto che ci portiamo dietro.

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