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Dennis Rader, il BTK killer

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Dennis Rader è un serial killer americano, in carcere per l’omicidio di 10 persone. Il suo soprannome sta per Bind, Torture, Kill che significa lega, tortura e uccidi. Le sue vittime venivano infatti legate e torturate prima di essere uccise.

Cenni biografici

Dennis crebbe nella città di Wichita, la stessa città in cui poi compirà gli omicidi.

Da bambino, come molti serial killer, torturava animali e aveva il feticismo per la biancheria da donna.

Rubava infatti la biancheria dalle scene del crimine delle sue vittime per poi indossarla in un secondo momento.

La sua vita trascorse abbastanza tranquilla, servì il Paese nella Forza Aerea, si laureò e si sposò nel 1971 con Paula Dietz, che gli diede due bambini.

Dal 1974 al 1988 lavorò in una ditta di sicurezza, installando allarmi, e

ironicamente molte persone preoccupate che il BTK killer potesse entrare nelle loro case chiamarono proprio la ditta in cui lavorava Dennis per farsi installare degli allarmi.

Vittime del BTK killer

famiglia otero

Le sue vittime furono dieci, quattro delle quali appartenenti ad un’unica famiglia: padre, madre e due figli di 9 e 11 anni.

  • 1974: Famiglia Otero (Joseph Otero, sua moglie Julie Otero, e due dei loro 5 figli: Joseph Otero II e Josephine Otero)
  • 1974: Kathryn Bright
  • 1977: Shirley Vian
  • 1977: Nancy Fox
  • 1985: Marine Hedge
  • 1986: Vicki Wegerle
  • 1991: Delores Davis

Il suo modus operandi era più o meno sempre lo stesso:

amava strangolare o soffocare le sue vittime e torturarle prima di ucciderle, questo gli dava piacere sessuale.

L’uccisione della famiglia Otero

Durante il suo processo raccontò come uccise i membri della famiglia Otero. Disse che aspettò che rientrassero in casa e che pensava ci fossero solo la moglie e due figli, invece c’era anche il marito. Aspettò sul retro della casa e quando aprirono la porta sul retro per fare uscire il cane, lui entrò.

Cominciò a dire che era un ricercato, estrasse una pistola e disse che voleva le chiavi della macchina e del cibo. Il cane tornò e cominciò ad abbaiare, questo rese Dennis nervoso e lo fece portare fuori. Poi portò la famiglia in camera da letto, al piano superiore e legò loro mani e piedi.

In quel momento si rese conto che aveva il volto scoperto e che le sue vittime avrebbero potuto riconoscerlo. Fu in quel momento che decise di ucciderli.

Per prima cosa mise una busta di plastica sulla testa del capofamiglia, stringendola al collo con una corda. Quando l’uomo svenne pensò che fosse morto e passò quindi a strangolare la donna, fino a che anche lei svenne. Si accorse che l’uomo era rinvenuto e aveva fatto un buco nella borsa di plastica e quindi mise un’altra busta sopra a quella rotta e lo fece soffocare fino a morire. Poi strangolò la figlia e anche lei svenne. Nel frattempo la signora Otero rinvenne e, vedendo che l’unico cosciente era il figlio, pregò Dennis di risparmiarlo. Dennis uccise la signora Otero e poi il figlio. Quando la bambina rinvenne la portò in cantina e la impiccò ad un tubo.

Confessò al giudice di avere provato del piacere sessuale dopo che la bambina morì. 

Confessò anche che una delle sue potenziali vittime si salvò quando tornò tardi a casa. Lui era entrato in casa sua e la stava aspettando. Lei era andata a trovare degli amici e si attardò da loro. Dennis, dopo avere aspettato qualche ora, si diede per vinto e se ne andò arrabbiatissimo.

Lettere alla stampa

Dennis cominciò a scrivere delle lettere ai giornali. In una di queste si lamentava del fatto che nessuno stesse parlando di lui al telegiornale e disse che tutti gli omicidi avvenuti a Wichita erano stati opera sua.

Alla fine della lettera proponeva anche alcuni soprannomi fra cui: Lo strangolatore BTK, lo strangolatore di Wichita, lo stragolatore poetico, lo strangolatore bondage, psycho, il boia di Wichita, il carnefice di Wichita, il fantasma della garrota e il soffocatore.

Nel 1988 una famiglia composta da tre persone venne uccisa e Dennis inviò una lettera ad un giornale in cui diceva di non esserne stato l’autore. Dopo il suo arresto venne comprovato che effettivamente non era stato lui.

Le lettere alla polizia

btk killerIl suo ultimo omicidio avvenne nel 1991 e nel 2004 ormai il caso era diventato un cold case. Proprio nel 2004 però Dennis cominciò a mettersi in contatto con alcuni giornali e studi televisivi attraverso 11 comunicazioni.

In una di queste affermava di essere l’autore dell’omicidio di Vicki Vegerle il 16 settembre 1986 e insieme alla lettera spedì alcune foto della scena del crimine e la fotocopia della patente della vittima, rubata durante l’omicidio e mai ritrovata dalla polizia.

Durante tutto il 2004 mandò lettere e pacchi contenenti vari oggetti a giornali, studi televisivi e alla polizia. 

La cattura

In una di queste lettere il BTK killer chiese se fosse stato sicuro per lui mandare le lettere tramite floppy disk. La polizia rispose con un articolo di giornale, dicendo che fosse un metodo sicuro.

Nel febbraio 2005 Dennis inviò un floppy disk in cui la polizia trovò dei metadata contenenti un file di Word cancellato. Il file si intitolava “Chiesa Luterana” ed era stato modificato dall’utente Dennis. Dalle ricerche emerse che Dennis Rader era presidente del consiglio della chiesa. Altri indizi portarono i poliziotti a pensare che Dennis potesse essere il killer, ma avevano bisogno di prove schiaccianti.

Usarono allora il DNA della figlia di Dennis, recuperato da un vecchio pap test, e lo confrontarono con il DNA ritrovato sotto le unghie di alcune vittime.

Il DNA combaciò e questa fu la prova decisiva.

Dennis venne arrestato il 25 febbraio 2005 mentre tornava a casa. Al processo venne condannato a 10 ergastoli consecutivi.

Per sapere ogni dettaglio della storia di Dennis Rader, delle sue torture e della sua psiche, non perderti questo approfondimento! 

Nella mente del serial killer. La storia vera di trent’anni di caccia a Btk, lo strangolatore di Wichita racconta la storia, vera e appassionante, della sua cattura da parte di John Douglas, agente dell’FBI. 

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